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SERRADIFALCO, ANGELO BUSCEMI E LA SUA PASSIONE PER CHIAVI E TOPPE ANTICHE

SERRADIFALCO, ANGELO BUSCEMI E LA SUA PASSIONE PER CHIAVI E TOPPE ANTICHE

ott 23 2020

di MICHELE BRUCCHERI – HOBBY. Coltiva l’interesse per le serrature da 40 anni. È stato imprenditore dell’alluminio e bravo artigiano nel settore del ferro battuto. Potrebbe realizzare un museo   

 
 

Da quarant'anni coltiva un hobby peculiare per le serrature. Una passione antica di cui “vorrei liberarmi, vorrei che si spegnesse… ma non ne sono sicuro”. A parlare così, sornione, è Angelo Buscemi, 67 anni, di Serradifalco. Un imprenditore dell'alluminio, degli infissi e serramenti, un abile artigiano di lavori in ferro battuto.

Ama da sempre le toppe anti-che, un vero e proprio amatore di chiavi e toppe del passato. Un rigoroso collezionista che racconta a La Voce del Nisseno il suo vorace e incontenibile interesse per questa tipologia di hobby.

“Quando vedo toppe vecchie, mi ci tuffo”, dichiara con entusiasmo. E narra la sua gioia nel rendere “opere d'arte” questi oggetti. Ma anche i sacrifici che ciò comporta. Adesso che è in pensione ha più tempo, ma questa passione richiede soldi e pazienza. Tra le sue principali tappe, il mercatino dell'usato a Catania. Significa spese di viaggio e tempo sottratto alla famiglia.

“Ci vado, ora ho più tempo”, osserva Angelo Buscemi, appassionato anche di teatro amatoriale. “Dove ci sono toppe e chiavi antiche, i miei occhi si illuminano”, prosegue. Adora i cimeli in ferro battuto e li trasforma, creando oggetti di enorme fascino. “Da obsoleti e fuori misura, do una certa armonia”, evidenzia sorridente, mentre il cronista gli pone qualche domanda. 

 
 

Sacrifici e tempo “rubato” ai suoi affetti più cari. C'è un po' di rammarico per aver penalizzato la famiglia, ma questa originale passione lo rende fiero. “Nell'azienda – ricorda Buscemi – avevo un locale dove tenevo tutti i cimeli”. A microfoni spenti, ammette un sogno: quello di realizzare un museo permanente. Gli chiedo: la tua collezione, di quanti pezzi è formata? “Ottanta solo di serrature”, risponde. E di chiavi?, incalzo. “Più di duecento”, afferma orgoglioso.

E poi, Angelo Buscemi ama le falci, gli aratri, i campanacci. Anche questi oggetti farebbero parte, a pieno titolo, di questo museo che ha in mente. Mi parla, inoltre, delle serrature di Alcamo, chiamate “catenaccio”: dove c'è il segreto. “Serrature – sottolinea – con due chiavi, forse per commercianti per evitare che i ladri possano rubare. Fatti così, come se fosse una moderna password”.

Una passione singolare e antica, quella di Buscemi. Gli chiedo quando è scoccata questa scintilla. Abitando al centro di via Mirisola, a Serradifalco… Parte da lontano. Cita un fabbro di allora: Peppe Baglio. Riavvolge il nastro dei ricordi e racconta dei suoi positivi confronti con gente dell'hinterland, di Canicattì.

È un fiume in piena. Rammenta i bei momenti della sua attività artigianale e imprenditoriale. E aggiunge contento e sorridente: “Ho martelli fatti da fabbri forestieri fatti dal vivo”. “Andavo per dei lavori per degli ornamenti in ferro battuto - conclude -. La mia attività è stata svolta con i serramenti, a partire dal boom dell'alluminio. La passione di una vita”.

Gli auguriamo di credere fortemente nel sogno di realizzare questo museo. Dispone di una interessante collezione. Prima o poi, quel proposito, diventerà realtà.

MICHELE BRUCCHERI