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A ROMA LA MOSTRA “BACK TO NATURE. ARTE CONTEMPORANEA A VILLA BORGHESE”

A ROMA LA MOSTRA “BACK TO NATURE. ARTE CONTEMPORANEA A VILLA BORGHESE”

set 15 2020

di SILVANA LAZZARINO – L’ESPOSIZIONE. Opere di nomi internazionali dell’arte. Da oggi e sino al 13 dicembre. La Voce del Nisseno, tramite la corrispondenza, vi racconta questo sguardo al futuro 

 
 Opera di Benedetto Pietromarchi

Gli spazi di azione entro cui si muove l’arte contemporanea attraverso diversi linguaggi per dare voce ad un immaginario che è visivo ed emotivo aprono a percorsi unici in cui passato e presente, memoria e attualità si intrecciano. In linea con i cambiamenti legati al progresso e alle nuove tecnologie, oltre che alle mode del momento, i linguaggi dell’arte contemporanea che spaziano dalla pittura spesso materica alla fotografia, dal digitale, al video, fino all’installazione e alla performance, raccontano con uno stile incisivo e immediato, spesso essenziale, ma sempre originale, aspetti legati al vissuto umano e sociale dando voce all’individuo volto al successo e al bisogno di affermarsi che tra sperane e dubbi, manifesta la sempre maggiore difficoltà a creare rapporti autentici con gli altri, mentre intorno a lui l’ambiente riflette il malessere causato dallo sfruttamento delle risorse in linea con il progresso.

Lo scenario che offre specie in questi ultimi anni l’arte contemporanea si rivela particolarmente efficace nel raccontare e interpretare paure e speranze dell’esistenza dove sempre più il progresso, il bisogno di potere, allontanano l’uomo dalla propria autenticità dimentico di quanto a lui vicino. A proporre una riflessione su quello che sarà il futuro dell’uomo e sui cambiamenti climatici, dovuti all’inquinamento dell’ambiente in cui le aree verdi e i mari sono sempre più a rischio, sottolineando la necessità di rispettare la natura, è la mostra “Back to Nature. Arte Contemporanea a Villa Borghese” un progetto espositivo inedito entro gli spazi di una delle Ville tra le più amate della Capitale. Da oggi al 13 dicembre 2020, le installazioni di artisti di fama internazionale sono visibili nel parco di Villa Borghese prevalentemente tra Parco dei Daini e l’area di Piazza di Siena, oltre che al Museo Carlo Bilotti e al Museo Pietro Canonica, per offrire un percorso atto a far riscoprire ai visitatori gli spazi del giardino in chiave contemporanea.

Promosso e prodotto da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzato da Zètema Progetto Cultura, il progetto a cura di Costantino D’Orazio, vede protagonisti nomi di grande prestigio quali: Andreco, Mario Merz, Mimmo Paladino, Benedetto Pietromarchi, Davide Rivalta, Grazia Toderi, Edoardo Tresoldi e Nico Vascellari che con le loro installazioni esposte all’aperto, invitano a ripensare al rapporto con la natura specie in questo momento così difficile legato ai cambiamenti climatici e alla situazione della pandemia. 

 
 Opera di Mimmo Paladino

All’interno della programmazione culturale della città questo progetto che fa parte di Romarama - il programma di eventi culturali promosso da Roma Capitale - rappresenta un’assoluta novità in quanto è il primo ad essere coordinato con installazioni d'arte contemporanea nell’ambito di una strategia di valorizzazione dei parchi storici della Capitale. Progettate per l’occasione, le installazioni, in sintonia con la natura del parco e in perfetta convivenza tra loro oltre che in dialogo con le antiche architetture ispirate alla classicità romana, possono essere ammirate dai visitatori che ne possono apprezzare la corrispondenza tra il segno contemporaneo, le architetture del parco e le piante in esso presenti.  

Se nel Parco dei Daini con l’Igloo più grande sulla cui cima è collocato un cervo, Mario Merz fa riferimento alla serie numerica progressiva elaborata da Fibonacci nel XII secolo quale sistema che regola l’evoluzione degli elementi naturali, attraverso un numero presente sul fianco dello stesso cervo, le dieci grandi bandiere progettate da Mimmo Paladino ispirate ai dettagli delle sculture e della natura del parco, intrecciano unitamente ai segni dell’artista, frammenti di volti (riferiti a statue antiche di divinità, imperatori, ninfe, tritoni) particolari di piante e forme tratte dalla morfologia degli alberi e dalle geometrie della Villa. Le bandiere nel giorno dell’apertura vengono condotte in parata dal gruppo degli Sbandieratori della città di Cori, per dare vita ad un percorso all’interno del parco.

Ad intrecciare natura e artificio, biologia e costruzione è Benedetto Pietromarchi che utilizza la pietra, la terra e le forme di vita animale e vegetale per questo progetto con mostra personale al Museo Carlo Bilotti. Il progetto oltre a disegni e sculture presenta tre grandi installazioni ambientali, realizzate a partire dalle radici divelte di alcuni alberi: un ulivo, una quercia e un cipresso – quest’ultimo recuperato proprio a Villa Borghese. Esso vuole sottolineare la forza violenta della natura, oltre al timore e rispetto che essa deve incutere, lasciando aperta la speranza ad una possibile rinascita restituita dalla presenza di fiori di cardo in piombo e setola, modellati dall’artista che si innestano sul legno. Il progetto di Pietromarchi con mostra personale al Museo Carlo Bilotti è a cura di Paolo Falcone.

Ad abitare la Prospettiva del Teatro nel Parco dei Daini è l’opera di Andreco: l’installazione “Drops” formata da cinque sculture e realizzata partendo dallo studio delle forme geometriche dei Giardini Segreti della Galleria Borghese, che guarda al rapporto tra uomo contemporaneo e natura cittadina con attenzione alla presenza dell’acqua nello spazio urbano. A dialogo con i leoni esposti sulla scalinata della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea è l’opera di Davide Rivalta che presenta una grande bufala in bronzo fusa con il metodo della cera persa, con cui mette in luce certe specifiche caratteristiche del mondo animale, spesso negate o trascurate dalla totalizzante visione antropocentrica delle persone. L’opera è realizzata in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. 

 
 Opera di Davide Rivalta

Nella cosiddetta Loggia dei Vini, il padiglione seicentesco a cinque arcate destinato a feste e banchetti all’aperto progettato da Flaminio Ponzio per il Cardinal Scipione Borghese, si trova l’opera di Grazia Toderi: la proiezione notturna di “Red Map” una video installazione composta da cinque ellissi in movimento che disegnano all’interno della loggia una mappa celeste (o terrestre), volte a immergere il visitatore-spettatore nello spazio tempo di un mondo altro. A cura di Alessandra Mammì, l’installazione è realizzata con la partnership della Inbetweenartfilm.

La scultura trasparente alta 11 metri di Edoardo Tresoldi, “Etherea” attraverso decomposizioni architettoniche e giochi di luci, ispirata a architetture barocche e neoclassiche, dialoga con gli alberi del parco dei Daini permettendo al pubblico di abitarla vedendo, dall’interno, il parco in modo nuovo con proporzioni diverse. Un esempio di come il linguaggio dell’architettura offra una nuova chiave di lettura del luogo ipotizzando un nuovo dialogo tra uomo e paesaggio. Nico Vascellari propone un nuovo video accompagnato da una colonna sonora dal forte impatto emotivo che viene proiettato nella Casa del Cinema quale omaggio alla bellezza del paesaggio italiano. Gli alberi e i prati di Villa Borghese sono evocati in un sorvolo realizzato nel Nord Italia in cui l’artista diventa protagonista di un’azione paradossale, che inviterà il pubblico a percorrere un nostalgico itinerario durante il quale vivere un’esperienza emotiva controversa tra l’aspettativa di un evento imminente e la riconciliazione con l’ambiente.

Le artiste dell’Accademia Aracne trasformano gli alberi in sculture variopinte di grande impatto visivo grazie ad un intervento originale su quattro alberi di dimensioni monumentali nel Parco dei Daini. Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, coordinati da Andrea Mauti, produrranno una versione del celebre “wing project” nei pressi dell’ex Stabilimento dell’Acqua nel Parco dei Daini. Il pubblico potrà realizzare selfie sullo sfondo di grandi ali dipinte dai colori sgargianti.

SILVANA LAZZARINO

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