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LUIGINA PARISI: “IL SENTIMENTO D’AMICIZIA CAMBIA LE VITE AI DUE PROTAGONISTI”

LUIGINA PARISI: “IL SENTIMENTO D’AMICIZIA CAMBIA LE VITE AI DUE PROTAGONISTI”

ago 01 2020

di MICHELE BRUCCHERI – L’INTERVISTA. Scrittrice pugliese, ha di recente pubblicato il romanzo “Un abbraccio sospeso”. Un carteggio epistolare intrigante. Diversi i temi del libro che suscita emozioni 

 
 Luigina Parisi

 

“Un abbraccio sospeso” è un romanzo che racconta l’originale costruzione di un’amicizia. I personaggi, Gloria e Luca, vivono un’esistenza complicata e dura. Questo bel libro di Luigina Parisi è intriso di svariati messaggi. Narra il dolore, ma anche la speranza. Canta la vita fatta di errori, ma è pure fatta di sogni. Descrive il “suo” Salento, tra luci ed ombre. “In questo romanzo - evidenzia al nostro microfono - il sentimento dell’amicizia è ciò che cambia le vite ai due protagonisti”.

 

Un carteggio epistolare intrigante, fatto di mail e qualche sms. Fatto di complicità e di intimità. Una scrittura fluida e semplice, ma possente e poetica. Luigina Parisi, 57 anni, pugliese, con una laurea in Scienze Biologiche anche in occasione di questa intervista per La Voce del Nisseno parla con sobrietà e precisione. Sa essere essenziale e puntuale, profonda e acuta. Lambisce temi delicati, come quello - ad esempio - dei rifiuti tossici interrati nelle campagne salentine.

 

“Un abbraccio sospeso” è un romanzo di 182 pagine. Firma la postfazione Chiara Armillis. Questo libro, lineare e bello, intenso e coinvolgente, è dedicato alla madre e al padre “perché il mio grazie non sarà mai abbastanza”, scrive l’autrice che vive a Racale (Lecce). Sposata e madre di tre figli, ha vinto diversi concorsi letterari. Nei ringraziamenti chiarisce meglio il suo pensiero: “Per ringraziarli di non avermi mai fatto mancare i libri, potenti serbatoi per la mia fantasia, anche nei frangenti più difficili”.

 

Luigina Parisi mi ha spedito il suo romanzo. E l’ho letto con vorace curiosità e immenso piacere. Nell’intervista, tra le mie domande e le sue risposte, capirete meglio il senso di questo libro. Un canto alla vita, un canto alla bellezza, un canto all’amicizia. Un canto all’amore e un canto alla speranza. Un coro di emozioni. Una scrittura delicata e poetica: “Tutte le città sono tristi quando piove”; “È incomparabile il rumore della pioggia sul mare”; “Corriamo ognuno con i suoi sogni, con le borse piene di storie, con in tasca pezzi di cielo”.

 

Ed ancora: “Amo camminare in riva al mare perché mi risveglia idee ed emozioni”; “L’amore secondo me è passione e tempi morti, è poesia ed è prosa, è conflitto e tenerezza, è litigio e confronto”. Mi fermo qui, per non trascrivere tutto il romanzo. “Un abbraccio sospeso” (Musicaos Editore) va acquistato e letto. Ci farà scoprire qualcosa di noi stessi. Ci donerà piacevoli profumi, ci elargirà potenti emozioni. Luigina Parisi ci insegna, umilmente, che bisogna aggrapparsi alle parole, sono forza e coraggio. Per andare avanti, sempre. 

 
 La copertina del libro

 

Gloria, in una mail, scriverà: “Io devo realizzare me stessa; solo questo è il mio dovere per essere felice”. C’è un crescendo rossiniano, in questo meraviglioso romanzo dell’autrice pugliese. C’è il messaggio che se si desidera ardentemente qualcosa, quel sogno diventa realtà in virtù della volontà.   

 

Da poco, hai pubblicato il romanzo “Un abbraccio sospeso”. Brevemente, ce lo presenti?

L’incontro di Gloria e Luca avviene per caso, quando un banale imprevisto diviene pretesto per approfondire una conoscenza. Ciò che avviene giorno dopo giorno è la costruzione di un’amicizia che diviene sempre più salda. Entrambi vivono storie difficili e trovano sostegno nei messaggi e nelle mail che si scambiano quotidianamente. Ne verranno fuori due storie, fatte di dolore e sogni, di aspettative tradite e di malattia che toglie la possibilità di farsi perdonare l'ingenuità di non aver vissuto la vita che c'era, inseguendone una sbagliata. Il tutto in una terra, il Salento, la cui bellezza col suo mare e i suoi cieli si coniuga con l'incuria che lo ha abusato e trasformato in una discarica seminando malattie e morte.

Questo carteggio epistolare, soprattutto tramite mail tra Luca e Gloria, si fa intrigante. Ad un certo punto si legge: “Siamo ciò che abbiamo vissuto, ma siamo anche ciò che ci è sfuggito”. Sviluppiamo questo interessante concetto?

Il dialogo tra i due diventa un modo per esplorarsi e conoscersi al di là dell’apparire. Guardandosi dentro i personaggi cercano di capire chi sono. E chi siamo se non il frutto di tutte le esperienze che abbiamo vissuto e che hanno plasmato il nostro modo di essere. Siamo le gioie vissute, siamo i dolori patiti, le illusioni rotte, le speranze che continuiamo a serbare segrete. Ma siamo anche ciò che non abbiamo visto, che ci è passato accanto senza essere degnato della nostra attenzione. Quanto saremmo stati diversi se avessimo vissuto ciò che ci è sfuggito? Quanta parte di noi avrebbe subito la trasformazione che ogni esperienza sia positiva che negativa sa imprimere nelle nostre coscienze? È da questi quesiti che mi si è formata dentro questa riflessione.

Tra Luca e Gloria cresce l’intimità e la complicità. Tra loro, all’inizio, c’è il patto di non incontrarsi, benché vi sia un crescendo di curiosità nella ragazza. Scrivi: “L’amore e l’amicizia sono l’incontro tra due libertà assolute. Nessuno è padrone dell’altro, nessuno è indistinguibile dall’altro”. Cosa sono per te questi due sentimenti importanti e nobili?

La vita è fatta di quotidianità, spesso ripetitività e conformismo. Sono sentimenti forti come l’amore e l’amicizia a darle un senso. L’Amore è centrale nella mia vita e ciò che mi ha guidata nelle scelte, sia in quelle giuste che in quelle sbagliate. Solo il tempo ti saprà dire. L’amicizia, dono prezioso e raro, è, forse più dell’amore, fragile e delicato. La mancanza di un progetto comune, presente nell’amore, lo rende dono gratuito, che solo la nobiltà d’animo sa sostenere. È proprio vero quel detto “Chi trova un amico trova un tesoro”. In questo romanzo il sentimento dell’amicizia è ciò che cambia le vite ai due protagonisti.

 

Ad un certo punto del tuo splendido romanzo, scrivi: “Conosciamo noi stessi solo fino a che non siamo messi alla prova”. Ci sono state prove dure e impegnative nella tua vita?

Grazie a Dio la mia vita è stata semplice e lineare. Ho conosciuto presto l’amore della mia vita, appena finito il liceo. Ed è da allora che siamo insieme con gli alti e bassi che la vita sa creare. Poi sono arrivati i figli e con loro le scelte, le perplessità, gli interrogativi sull’educazione che davamo. Ma se tutto è fatto con amore i risultati sono eccellenti. 

 
 I Tu'rat

 

Ciò che emerge, dal tuo libro, è anche il prezioso valore della scrittura che sovente salva le persone. È così?

Sì, la scrittura ha da sempre per me la stessa valenza che per qualcuno ha la seduta da uno psicologo. Come ho fatto dire a Gloria “La poesia agisce da dentro, apre brecce e mi fa rivedere la luce”.

 

Molto bello ed intenso, Luigina, è un passaggio… Eccolo a pagina 102: “Ora voglio i giorni sbagliati, quelli che nessuno cerca”. Quali sono stati i tuoi errori dai quali hai imparato qualcosa?

Ho radici fortissime nel mio Salento che amo. È una terra meravigliosa, dove il clima è mite, il mare splendido, la gente accogliente e semplice; ne adoro i colori, i suoi tramonti, le viuzze di campagna coi suoi muretti a secco, l’odore delle erbe selvatiche. Ed è per questo che nel romanzo ho voluto denunciare l’incuria che spesso viene riservata a questa terra dai suoi stessi abitanti.

 

Scrivi anche che “noi siamo il nostro passato”. Emerge, leggendo il tuo libro, un forte legame con il tuo Salento. Confermi, anche se hai in parte risposto prima?

Sì, il finale è abbastanza coinvolgente, così mi dicono. La prima parte è fatta di dialoghi che vanno gustati e su cui riflettere, ma il finale è travolgente.

 

Infatti, nella parte finale del libro si registra una intensa drammaticità. Cosa puoi riferirci? Questo romanzo, tra le altre cose, canta l’amore e la speranza. Sei d’accordo?

Certo, canta l’amicizia.

 

La postfazione è di Chiara Armillis. Scrivendo di te, annota: “Ricama con le parole”. È un bel complimento, vero?

La postfazione di Chiara Armillis è deliziosa. È lei a ricamare con le parole.

 

E poi c’è anche una interessante nota esplicativa sull’Orto dei Tu’rat. Mino Specolizzi cosa scrive?

Nel romanzo sono citati i Tu’rat, delle mezzelune costruite nelle campagne in pietra con il metodo dei muretti a secco. Sono dei condensatori che consentono la produzione di acqua sotto forma di rugiada e condensa, favorendo la crescita di piante in zone aride. Ho voluto sul finale far spiegare a Mino Specolizzi, ideatore del progetto, il perché di questa idea. Ha realizzato un orto, appunto L’orto dei Tu’rat con 12 mezzelune splendide illuminate dalla dolce luce della luna a creare un paesaggio suggestivo. L’orto è nato come progetto pilota per un approccio agricolo senza consumo di acqua di falda e si fonda sullo studio dei sistemi antichi per la realizzazione delle oasi come pratica di forme di vita dove altrimenti sarebbe impossibile. È un modo per impedire o rallentare la desertificazione cha avanza.


Il libro l’hai dedicato ai tuoi genitori: perché?

Il libro l’ho voluto dedicare ai miei genitori, che hanno fatto tanto per noi figli, quando i tempi non erano facili. Ci hanno garantito gli studi e i libri, sempre. Ed eravamo in cinque.

 

Nei ringraziamenti finali, citi tuo marito Valerio. Che tipo di sostegno morale ti dona?

Sì, cito mio marito, la mia forza nei momenti difficili. Mi ha sempre sostenuta e invogliata a pubblicare, anche quando io ero molto restia. La sua gioia è vedermi felice e sa che la scrittura per me ha questo potere.

 

Sei mesi addietro, ti ho intervistato su “Malurnia”. Questa tua raccolta di racconti che soddisfazioni ti ha regalato?

Malurmia è stata la mia prima creatura a vedere la luce. Mi ha dato la forza per affrontare l’uscita di Un abbraccio sospeso, grazie alle ottime recensioni ricevute.

 

Tornando al romanzo “Un abbraccio sospeso”, so che hai avuto modo di presentarlo già. È così? Hai anche altre tappe in programma?

Abbiamo presentato il romanzo il 18 luglio nel Cortile dei libri parlanti ad Alliste, prima ancora della sua uscita ufficiale che è avvenuta il 25 luglio. È stata la mia prima presentazione in assoluto e l’emozione oltre a colorarmi le guance mi ha colorito l’anima, grazie ai numerosi amici e conoscenti che mi hanno onorato della loro presenza. Per ora non ho altre tappe di presentazione, anche perché si sta procedendo piano verso il ritorno a una normalità sconvolta dal lockdown. Vedremo in seguito.

 

Tu ami particolarmente la poesia. Ne leggi tanta e ne scrivi. Concludiamo con dei versi?   

Certo, con piacere. Vi lascio con questi versi presenti nel romanzo.

Vorrei aver pennelli che sappiano

dell’azzurro del mare,

che assorbano acqua

dai miei pensieri,

vorrei il bianco della schiuma di un’onda,

di un gabbiano il brivido del volo,

del sole il calore che scaldi abbracci

della salsedine il profumo

affinché

tu m’accolga senza risacca.

Grazie, Michele.

 

Grazie a te, Luigina.

 

MICHELE BRUCCHERI

 

La Voce del Nisseno online