INCONTRI

 
     
NAPOLI, IVANO LEVA E IL SUO ALBUM “THE RAIN OF OCTOBER”

NAPOLI, IVANO LEVA E IL SUO ALBUM “THE RAIN OF OCTOBER”

lug 28 2020

di DANIELA VELLANI – LA RECENSIONE. Questo lavoro discografico del pianista e compositore partenopeo è un viaggio introspettivo. Esprime messaggi forti e intriganti. La Voce del Nisseno ce lo descrive 

 
 

 

La pioggia durante le varie stagioni come metafora del tempo che inevitabilmente scorre attraverso il susseguirsi dei momenti e degli svariati vissuti, costituisce il fil rouge di The Rain Of October, l’ultimo album recentemente pubblicato con Novantigua Records di Ivano Leva, pianista, compositore e improvvisatore napoletano. Si tratta di un viaggio introspettivo ed evocativo, intenso e di grande spessore culturale che esprime messaggi forti e intriganti mediante la successione di undici composizioni suggestive, raffinate e di indubbio pregio.

 

La musica, che oscilla tra il classico moderno e il tardo-romanticismo, si fonde con la filosofia e dà spazio alla creatività e all’improvvisazione di un pianista d’eccellenza e di grande levatura intellettuale. Le atmosfere sono variegate così come i vissuti: ora pacati ora ombrosi ora lieti ora carichi di speranza ora saggi. La dimensione del tempo diventa un vero e proprio “io narrante musicale” che con il suo linguaggio non solo suscita emozioni, ma apre anche la mente di chi ascolta a immagini, a storie, alla riflessione sull’esistenza e all’analisi degli anfratti più nascosti del mondo interiore.

 

La qualità delle composizioni, che rispecchiano la forte personalità dell’autore, è ineccepibile. Ciascun brano ha una sua peculiarità e rispecchia il susseguirsi di flussi di pensieri sublimati attraverso le note sciolte e libere. Il percorso musicale-introspettivo si apre con Dawn: “l’alba di un nuovo giorno intriso della pioggia di ottobre non è uguale ad una qualsiasi alba…”. Il susseguirsi di note piacevolmente avvolgenti apre la mente a colori carichi di emozioni. Il pianoforte racconta e spalanca immagini del nuovo giorno in cui le gocce di pioggia infondono serenità nascondendo incertezze e dubbi.

 

Autumn Rainy Morning è il brano successivo. Le luci dell’alba si dissolvono aprendo le porte a quelle del mattino “quando lo scorrere delle lancette dell’orologio inizia a modellare la forma del mattino…”. La sequenza è ben delineata dalle note che tessono stati d’animo con suoni soft che sembrano cacciare via le nubi che si fanno avanti e cercando di oscurare l’animo. L’atmosfera cambia Through A Windshield, brano con cui l’autore evoca metaforicamente ciò “che alberga nella cinetica del viaggio”.  La musica dà proprio il senso del tempo a ritroso, lo scorrere di fotogrammi che fissano sogni, ricordi e invitano a fare bilanci e riflessioni sulla propria esistenza. Spiritualità, introspezione, elevazione e riflessione sulla coesistenza fra corpo e anima sono gli elementi che si percepiscono in Light Gleams, brano pacato, soft e dai toni morbidi. 

 
 

 

Crystalizing è il titolo della composizione successiva. Il termine è preso in prestito dalla fisica quantistica e ben si addice alla composizione musicale ispirata alla “cristallizzazione” di momenti della vita. Effettivamente i toni musicali e il ricco lentamente cadenzato rispecchiano una “operazione che non può avere altro risultato se non uno stato di forte conflitto interiore”.  

To My Soul è raffinato e di impatto emotivo. È dedicato allo stesso autore e ci parla ricamando i tasti estrapolando con le note le parti più profonde del suo animo.

 

In Thoughts il viaggio introspettivo si fa ancora più intenso: la musica sembra incorniciare pensieri che scorrono fluidamente. Il ritmo cambia, si fa più brioso con tratti malinconici in Fragrances. Tratteggia “I profumi e gli odori durante il mese di ottobre a Napoli…fragranze impregnate di romantiche speranze…”. Ancora la pioggia ottobrina scandisce la musica in Raindrops. La melodia, con le sue variazioni e improvvisazioni descrive molto bene il suo scorrere nel mese di ottobre che è caratterizzato dalla “natura ibrida e camaleontica.”

 

Deafening Silences descrive il silenzio delle notti insonni. La musica ne evidenzia il frastuono silenzioso dei pensieri contrastanti e diversi che animano la mente di chi è insonne, mentre tutt’intorno il mondo si ferma e sospende la sua corsa della quotidianità. Endlessy chiude il cerchio. Si giunge così alla fine del viaggio nel tempo e nell’interiorità scandito dalla pioggia, dalle stagioni, dagli anni che passano quasi sfuggendo al controllo, con i loro conflitti, con i momenti gioiosi, le contraddizioni e gli istanti sereni. Le modulazioni si fanno pacate, rappresentano la saggezza che si raggiunge dopo aver vissuto esperienze e aver ricevuto insegnamenti dalla vita. La musica diventa così la metafora “di una ciclicità propria” e rimanda al riascolto dei brani, ossia all’osservazione di ciò che si è vissuto per trarne un bilancio e allo stesso tempo verso l’eterno e di ciò che sopravvive al corpo.

 

Il disco è corredato da un libretto con interessanti note scritte da Leva su ciascun brano precedute dalla presentazione del progetto che è un omaggio a Napoli e alle condizioni metereologiche che con la loro variabilità, soprattutto nel mese di ottobre, le conferiscono una particolare connotazione che diventa la metafora della vita stessa.

 

DANIELA VELLANI

La Voce del Nisseno online