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LUGO DI ROMAGNA, FESTA PER I 50 ANNI DEL FILM “LO CHIAMAVANO TRINITÀ”

LUGO DI ROMAGNA, FESTA PER I 50 ANNI DEL FILM “LO CHIAMAVANO TRINITÀ”

giu 30 2020

di LISA BERNARDINI - IL PERSONAGGIO DEL MESE/14. Verrà anche intervistato Marco Tullio Barboni, scrittore e regista, sceneggiatore e figlio d’arte (il padre diresse la pellicola cinematografica)    

 
 

 

Il cinema all’aperto anima anche questa estate lughese (già a partire da sabato scorso). A fare da cornice alla rassegna cinematografica sarà ancora una volta il chiostro del Carmine di Lugo (piazza Trisi), che ospiterà per l’estate nuovi film per tutti i gusti. La rassegna metterà in campo numerose proposte, e si potranno trovare i film protagonisti dell’ultima stagione, grandi classici, pellicole pluripremiate ed anteprime.

Tra gli appuntamenti più attesi della stagione, sabato 4 luglio, con inizio alle ore 21.30, toccherà a "Lo chiamavano Trinità", cult movie prodotto da Italo Zingarelli (eccellenza di Lugo) che, nelle vesti di produttore lungimirante, permise di realizzare questo film intramontabile che ha ottenuto uno dei maggiori incassi della storia del cinema italiano, inaugurando il filone dei fagioli western, e che ha segnato il successo della coppia attoriale Bud Spencer/Terence Hill. 

 

Con "50 anni di Trinità" all'Arena del Carmine, Cinemaincentro e Lugo Music Festival annunciano la loro prima collaborazione. "Lo chiamavano Trinità" (E. B. Clucher, 1970) compie appunto 50 anni: lo si celebra con una proiezione all'Arena del Carmine, alla presenza eccezionale di Marco Tullio Barboni, regista, scrittore, sceneggiatore, figlio del regista del film (al secolo, E. B. Clucher era Enzo Barboni), e della sottoscritta, che intervisterà il noto figlio d'arte.

 

Sarà anche l'occasione per ricordare e raccontare la figura di Italo Zingarelli. "Lo chiamavano Trinità" vede l'esordio del duo Spencer/Hill, voluto dall'intuizione di Zingarelli che produsse il copione, rifiutato dagli altri produttori, prevedendo per primo il potenziale popolare della formula "western + cazzotti = risate". Nel film, Hill è l'eponimo Trinità, scanzonato pistolero vagabondo, che, riunitosi al fratello fuorilegge interpretato da Spencer, si trova inaspettatamente preso tra le mire dell'avido proprietario terriero Hartmann e la comunità di pacifici mormoni che ne ostacolano i piani.

 

Invaghitosi delle belle figlie del capo della comunità, Trinità decide di prendere le parti dei religiosi; ne segue una serie di situazioni tipiche del genere, tra colossali mangiate e scazzottate, a creare un formato dal grande successo di pubblico, fino a oggi. L'ospite della serata, Marco Tullio Barboni, racconterà aneddoti del film e curiosità sul rapporto del suo celebre padre con Zingarelli e gli altri protagonisti di una pellicola divenuta leggendaria.

 

"L’uscita ufficiale di questo film, avvenuta nel 1970 in Emilia Romagna immediatamente prima di Natale, innescò un successo senza precedenti e al di là, come si suol dire, di ogni più rosea aspettativa", anticipa alla stampa Marco Tullio Barboni. "Ciononostante, mai avrei pensato che dopo cinquant’anni (mezzo secolo!) sarei tornato in Emilia Romagna per celebrare non soltanto un successo rimasto vivo nel tempo, ma, prima ancora, l’intuito, la genialità e il talento di Enzo, di Italo, di Mario, di Carlo ed anche quello di Franco (Micalizzi) che, giovane compositore alla sua prima colonna sonora, ha meravigliosamente contribuito a rendere ‘Lo chiamavano Trinità’ un film indimenticabile per generazioni di spettatori".

 

L’arena cinematografica terrà compagnia ai lughesi fino alle fine di agosto. Appuntamento al 4 luglio, pertanto. Vi aspettiamo!

 

LISA BERNARDINI 

 
 

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