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CHRIS OBEHI, IL DISCO D’ESORDIO DOPO IL LUNGO VIAGGIO SUL BARCONE VERSO LA SICILIA

CHRIS OBEHI, IL DISCO D’ESORDIO DOPO IL LUNGO VIAGGIO SUL BARCONE VERSO LA SICILIA

giu 22 2020

di MICHELE BRUCCHERI – MUSICA. Nigeriano d’origine, ha attraversato il Mediterraneo per realizzare il suo sogno. Nove tracce in inglese, italiano, dialetto esan e siciliano. Una testimonianza luminosa 

 
 Chris Obehi

 

Da pochi giorni è disponibile anche in versione fisica il primo disco di Chris Obehi. Nove tracce in inglese, italiano, dialetto esan e siciliano. Tra brani originali e un omaggio alla grande artista Rosa Balistreri (“Cu ti lu dissi”).

 

Il lavoro discografico s’intitola “Obehi” (in dialetto esan significa “mano dell’angelo”). Questo esordio è con l’etichetta 800A Records. Un sogno artistico che Obehi, nato in Nigeria 22 anni addietro, ha coltivato sin dal suo Paese d’origine. Suonava il pianoforte e il basso in chiesa, soprattutto musica gospel. Fu costretto a scappare quasi cinque anni fa e intraprese un lungo viaggio di cinque mesi, durante i quali è stato in carcere in Libia. Il giovane ha attraversato il Mediterraneo su un barcone ed è poi arrivato a Lampedusa; successivamente a Palermo, dove ha potuto continuare a coltivare la sua passione, la musica, e fare il suo esordio discografico.

 

Un album che è certamente una testimonianza luminosa per il periodo storico attuale, la prima prova di un giovanissimo talento che è riuscito ad annullare con la propria musica distanze e confini, che “sente come casa sua tanto l’Africa in cui è nato, quanto la Sicilia che lo ha accolto nel 2015”, spiegano dall’ufficio stampa.

 

Sostanzialmete, la scrittura di Obehi è pop. Le melodie sono essenzialmente semplici ma efficaci. La produzione e gli arrangiamenti ruotano intorno a pochi elementi sempre a fuoco: il beat della batteria suonata da Ferdinando Piccoli e spesso ispirata allo stile afrobeat di Tony Allen, il basso dall’energia “afro” esplosiva, marchio di fabbrica allo stesso Obehi, le chitarre soliste suonate dal produttore del disco, Fabio Rizzo, già al lavoro con Alessio Bondì, Dimartino, Nicolò Carnesi e gli Eugenio in Via di Gioia.

 
 La copertina del disco

 

Un viaggio tra pop, folk, afrobeat, reggae con influenze che ricordano Tracy Chapman, Paul Simon, Fela Kuti, Bob Marley e che in modo sorprendente coesistono con l’interpretazione del brano in siciliano di Rosa Balistreri e con l’unico episodio in italiano, “Non siamo pesci”, nel quale Obehi racconta le sensazioni della propria traversata nel Mediterraneo.

 

Il disco è stato registrato da Francesco Vitaliti e Fabio Rizzo a Indigo (Palermo) e masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà. Chris Obehi (voci, basso e chitarra) è stato accompagnato da Ferdinando Piccoli (batteria), Fabio Rizzo (chitarra elettrica), Federico Mordino (percussioni), Yannick Tiolo (background vocals in “Mama Africa”), Donato Di Trapani (piano in “Non siamo pesci”) e Stanblaze (background vocals in “100% Amore”).

 

La tracklist apre con “Mama Africa”, una canzone che parla della terra di Obehi, della colonizzazione subita e delle migrazioni che hanno caratterizzato l'Africano: “Il messaggio che voglio trasmettere con questa canzone è la libertà di movimento di ogni essere umano”, racconta . “100% Amore” è “una delle prime canzoni d'amore che ho scritto. È il mio inno all'amore puro”.

 

“Mr Oga” poi è il primo afro beat di Obehi, nato dal bisogno di esprimere le sue origini e la sua identità nigeriana. La canzone tratta il tema degli abusi di potere. Il testo è in pidgin, una lingua che unisce africani di diverse nazioni. “Fly Away” racconta l'amore tra due persone nato in un momento in cui nessuno credeva potesse accadere, eccetto i diretti interessati che, nonostante le difficoltà, non riuscivano ad allontanarsi l'uno dall'altro. Ispirato da una storia vera.

 

“Walaho” è il racconto del legame tra madre e figlio: “Ho scritto questa canzone in Esan per mia madre, raccontando di come una mamma sia un esempio e abbia il compito di indicare al proprio figlio la strada giusta da seguire”, racconta a La Voce del Nisseno.

 

“Without you” è un afro-funk che parla di un amore a distanza. “Voice of the wind” parla di chi è obbligato a stare lontano dalla propria casa, non per sua volontà. Speranza nel genere umano e sostegno al cambiamento sono temi centrali in questa canzone. “Cu ti lu dissi” è “il mio portafortuna”, spiega. È una canzone di Rosa Balistreri a cui è legato, che “mi ha fatto conoscere a Palermo e in giro per la Sicilia. Interpretarla è il mio modo di ringraziare questa terra che mi ha accolto come un figlio”. 

 

“Non siamo pesci”, inoltre, è “il mio inno per la difesa dei diritti umani, il mio modo di ricordare a chi ascolta di restare umani, di vivere liberamente nel rispetto degli altri e di abbattere confini di qualsiasi genere tra le persone. Questa canzone è nata da un'esperienza che ho vissuto in prima persona durante il mio viaggio verso l'Europa”.

 

Chris Obehi, come accennato, nel 2015, minorenne, ha lasciato la Nigeria. Il suo viaggio verso l’Europa fu davvero pesante e duro. La nostra terra l’ha accolto a braccia aperte.

MICHELE BRUCCHERI

La Voce del Nisseno online