INCONTRI

 
     
ECCO IL REPORTAGE “FEISBUCK – TRA VIP E SVIP” DI VALERIA MASSENZI

ECCO IL REPORTAGE “FEISBUCK – TRA VIP E SVIP” DI VALERIA MASSENZI

feb 15 2014

Intervista di Michele Bruccheri alla scrittrice romana che ha pubblicato il libro a dicembre. Quattro anni fa, esordio con “Primavera a Novembre”. In cantiere un film straniero

 

 
 Valeria Massenzi

Da appena due mesi è in libreria “Feisbuk – tra vip e svip” di Valeria Massenzi. Un volume ricco di testimonianze, uno spumeggiante reportage sul social network per antonomasia. La tenace scrittrice romana, laureata in Lettere presso l’università Statale Roma Tre, indaga efficacemente sui meccanismi psicologici e sociali di questo affascinante universo virtuale. “Ho raccolto diverse storie interessanti”, confida alla versione web del nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”. Il libro è stato già presentato, con grande successo, nella capitale a metà dicembre, dinanzi ad un folto e incuriosito pubblico.

Valeria Massenzi vanta anche un’altra pubblicazione, avvenuta quattro anni addietro. Un romanzo d’esordio atipico, con la struttura di una sceneggiatura: “Primavera a Novembre” (edizione Alpes Italia). E inoltre ha, al suo attivo, diverse collaborazioni a livello cinematografico e televisivo. Si occupa di recensioni, interviste e spettacolo per il portale Dols’Magazine. Nel 2007 ha ricevuto un prestigioso riconoscimento nell’ambito del Festival Internazionale della Fiction di Roma. Un progetto di mini serie scritto assieme a Massimo De Pascale. E due anni dopo, nel 2009, collabora al corto “Vite parallele”, diretto da Fulvio Spagnoli. Vince il primo premio presso il Festival del Cortometraggio di Roma. Una grande soddisfazione, ovviamente.

“’Vite parallele’ parla della solitudine”, prosegue al nostro microfono. E Valeria Massenzi sta lavorando alacremente ad un importante progetto cinematografico straniero. Non fornisce ulteriori dettagli, ma crede strenuamente in questo “sogno”. Che spera di realizzare al più presto. Ecco cosa ci racconta la grintosa e dinamica scrittrice romana.     

 

Nelle scorse settimane hai pubblicato un libro tanto interessante quanto di stretta attualità: “Feisbuk – tra vip e svip”. Qual è il filo conduttore?

Il fil rouge  - adoro il francese… lo trovo così radical chic - del mio nuovo libro è il social network Facebook e il rapporto che si è venuto a creare tra “LUI” ed ogni singolo utente “VIP o SVIP” da me intervistato.

 

So che nel libro vi sono numerose testimonianze. Ce ne parli un po’?

Per rispondere a questa domanda faccio un piccolo passo indietro, partendo dall’antefatto. Un giorno ricevendo una richiesta per partecipare ad un gioco (l’attività ludica in fb è molto presente) dall’attore Maurizio Casagrande è scattata in me l’idea di fare un reportage sul social. Mi sono chiesta: “Ma tutte queste persone perché sono qui? Come ci sono arrivate e quale uso ne fanno?” E’ partito tutto da qualche domanda che mi sono posta e che poi ho girato a persone note al grande pubblico (attori, registi, giornalisti...) e a persone non note (gli SVIP, tipo me). Mi interessava conoscere le loro storie e quale fosse il loro rapporto con il social: gli aspetti piacevoli e meno piacevoli di questo mondo virtuale, vissuto quasi quotidianamente…

 

Puoi citare qualche nome?

Tra i tanti VIP, ho avuto il piacere di intervistare il noto avvocato e criminologo Natale Fusaro, che abbiamo imparato a conoscere non solo per il processo a Pacciani, ma anche grazie ai suoi interventi in trasmissioni RAI che affrontano casi di cronaca nera. Fusaro non sapeva quasi cosa fosse Facebook quando si è iscritto e tutto nacque dall’invito di un suo collega con il quale stava organizzando un seminario. Poi ci sono le simpatiche testimonianze di altri Vip: Daniele Pecci, Mario Opinato, Antonella Fattori, Cinzia ThTorrini... sono davvero molti. E infine, ma non ultimi, naturalmente, i meravigliosi Svip. Ho raccolto diverse storie interessanti; personalmente quella che mi ha colpito di più è stata la testimonianza di una giovane donna pugliese, che mi ha raccontato un evento particolare ed intimo… Una vicenda accaduta proprio attraverso il social, passando dal virtuale al reale.

 

Dove hai presentato il libro? Qual è stata la reazione del pubblico?

Il libro è stato presentato a Roma il 14 dicembre scorso, presso l’Accademia delle Arti Drammatiche TeatroSenzaTempo, in una sala gremita di gente che ha accolto questo mio lavoro molto bene.

 

Cosa esprimono i tuoi lettori?

Il libro è in commercio da tre settimane. Chi ha avuto modo di acquistarlo e di leggerlo ne è rimasto piacevolmente colpito. Alcuni si sono divertiti. Il mio è un libro che amo definire light & easy. Ci sono stati dei lettori che mi hanno scritto dicendomi che il mio stile semplice arriva (cito testuali parole di alcuni lettori che mi hanno inviato messaggi). Micaela di Vigevano: E' un lavoro particolare e semplice contemporaneamente che non ha quelle "gocce" di presunzione che ritrovo spesso in altri libri. Alberto di Roma: Una bella analisi del fenomeno Facebook, la realtà virtuale da utilizzare a piccole dosi, senza farsi coinvolgere più di tanto. Scrittura fluida e gradevole. Mario di Roma: Ciao Valeria, mi sono molto divertito a leggere il tuo libro, anche perché vi sono celate diverse abitudini che in qualche modo appartengono ad ognuno di noi. Alcune che non sapevamo neanche di avere, semplicemente perché non ci osserviamo. Mi è piaciuto, complimenti.

 

E la stampa?

Per quanto riguarda la stampa, a parte qualche intervista, non ho ancora avuto recensioni, magari arriveranno… chissà… la mia è una realtà particolare, questo libro reportage non solo me lo sono scritto, ma me lo sono anche stampato, non ho un editore alle spalle (al contrario del 2010 quando uscì il mio romanzo Primavera a Novembre). Quindi tutto quello che sto facendo ed ottenendo, con questo secondo libro, è solo frutto del mio “darmi da fare”. Pur conoscendo diversi VIP (passatemi l’acronimo anche in questo contesto), non ho gente potente dietro di me. Però un giovane scrittore Murcio Mario Ruggiero ha voluto recensire il mio libro… Non vorrei ammorbare i vostri lettori, quindi chi volesse leggere la recensione può cliccare su questo link : http://ilmiolibro.kataweb.it/reader_dettaglio_recensione.asp?id_recensione=7934

 

Tu sei una navigatrice nei social network. Che idea ti sei fatta in merito a questo sterminato e complesso mondo del web?

Allora precisiamo una cosa: sono anni che navigo solo su Facebook. Mi è capitato per qualche giorno di andare su altri social, ma non mi ci ritrovo. Il complesso mondo del web è composto da un crogiolo di razze e di culture con cui confrontarsi, cosa che ha un certo rilievo, a mio avviso. Molto meno interessanti sono, invece, gli imbecilli, i provoloni, gli accalappiatori, che spopolano in rete. Ahimè in questa realtà c’è di tutto, come nel mondo reale.

 

 
 Alcune copie del suo libro

C’è una differenza tra virtuale e reale?

Una differenza sostanziale tra virtuale e reale? E’ il non conoscere, spesso, chi c’è al di là del monitor. Infatti, le percezioni che si hanno sulle persone incontrate tramite internet sono ben diverse da quelle che ti possono suscitare incontri reali. Attraverso la rete ognuno di noi ha il legittimo dubbio sulla vera identità delle persone con cui interagisce. La comunicazione virtuale può risultare intrigante, ma spesso è difficile delineare il vero carattere e la vera personalità dei propri amici virtuali. Senza un contatto fisico, spesso, ci si inventa ciò che non si vede e questo può diventare, in alcuni casi, un gioco pericoloso, soprattutto, per gli adolescenti.

 

Quali sono, a tuo avviso, i punti di forza della rete? E quelli deboli?

I punti deboli, in qualche modo, li ho citati sopra. Posso aggiungere una cosa: l’abuso che se ne fa in alcuni casi e che può portare a forme di dipendenza psicologica, come nei casi dei social net. Per quanto riguarda la forza di questo nuovo mezzo di comunicazione mi viene in mente il ruolo della rete nella Primavera Araba. E’ stato come se ci fosse una videocamera puntata sulle regioni del medio/vicino oriente e del nord Africa… un primo piano - quasi in tempo reale - delle rivolte, dei singoli episodi e delle proteste che si sono verificate. Il mondo del web ha permesso di accendere l’occhio di bue su diverse e tristi realtà. Un aspetto positivo è questo: le notizie ti arrivano senza filtro, non c’è il direttore di un tg - di un giornale - che per compiacere il suo editore decide cosa mandare in onda e cosa non. La rete ti permette di documentarti su tutto lo “scibile umano”, inoltre ti offre innumerevoli opportunità: comunicazione in tempo reale, prenotazioni varie (viaggi, teatri, cinema...), ricerche di vario genere…

 

Prosegui…

Il mondo del web è sicuramente uno strumento importante, ma va saputo usare. Faccio un esempio che può sembrare banale, ma che rende l’idea: un coltello lo puoi utilizzare per tagliare una fettina di carne, ma anche per uccidere una persona. Internet non è tanto diverso dalle semplici cose che appartengono alla nostra quotidianità; è importante saperne fare un uso corretto, imparando a vivere in questa società digitale con equilibrio, prudenza e senso di responsabilità.

 

Quattro anni fa hai pubblicato il tuo romanzo d’esordio dal titolo “Primavera a Novembre”. Qual è il “succo”?

E’ un romanzo un po’ atipico. Ha la struttura di una sceneggiatura. Tutto si svolge al presente, nel momento in cui il lettore inizia il suo viaggio all’interno della vicenda. E’ la storia di una rinascita. Un romanzo di formazione al femminile. Abbiamo una protagonista, una bambina appassionata di scrittura che diventando grande sperimenta i paurosi blocchi interiori dovuti a improvvisi attacchi di panico e poi c’è la cornice narrativa, con le vicende di un'aspirante scrittrice che tenta di farsi pubblicare questa storia e rapita dall'entusiasmo si mette a raccontarla alla segretaria della casa editrice. Le due narrazioni si intrecciano creando anche un piccolo giallo, verso la fine.

 

Il potenziale acquirente, per ricevere i tuoi libri, come deve muoversi?

I miei libri sono in vendita presso le librerie Feltrinelli di tutta la penisola, ma si possono acquistare anche online attraverso i seguenti siti: www.lafeltrinelli.itwww.ilmiolibro.it / www.alpes.it . Vi do una notizia in anteprima: Feisbuk “tra VIP e SVIP” è stato scelto come libro della settimana dalla redazione del Ilmio libro, del Gruppo Editoriale L’Espresso. Presto sarà presente in formato Ebook e in vendita anche in tantissime librerie online italiane e internazionali (Amazon, Apple, Mondadori, IBS, BookRepublic).

                                                                                                                

Vanti diverse collaborazioni sul fronte cinematografico e televisivo. Che tipo di esperienze hai maturato in questi settori?

Diverse, direi, sia a livello di scrittura (soggetti di puntata di fiction, ad esempio) che di produzione… Inoltre mi diletto anche in piccolissimi ruoli, come figurazione speciale.

 

Nel 2009 hai assaporato una prestigiosa vittoria nell’ambito del Festival del Cortometraggio di Roma. Di cosa si tratta, Valeria?

Intanto mi piace ricordare la “vittoria personale” del 2007 presso il Festival Internazionale della Fiction di Roma. Oltre 1000 plot arrivati da tutto il mondo e il mio Day of the light, scritto con il caro amico Massimo De Pascale, un coautore bravissimo, è arrivato in finale tra i primi dieci. E’ stata una soddisfazione incredibile. Per quanto riguarda il corto “Vite Parallele” scritto e diretto da Fulvio Spagnoli posso dire che è stata un’esperienza interessante. Ho collaborato con Fulvio alla regia, alla scenografia, ai costumi… Ho fatto persino la segretaria di edizione. Eravamo una piccola squadra capitanata da Spagnoli e da un grande direttore della fotografia, da anni in pensione: Giorgio Tonti. Non avendo soldi, abbiamo lavorato senza percepire compenso, ma tutti accomunati da un’unica cosa: la passione nei confronti di quella che viene definita la settima arte. Non è stato facile, ma è venuto fuori un buon lavoro,  tanto che si è classificato al primo posto sia come miglior corto sul tema “Gli Altri”, sia come migliore sceneggiatura al 6° Concorso Gran Premio "ilCORTO.it Festa Internazionale di Roma 2009".

 

Di cosa parla Viaggi Paralleli?

Viaggi Paralleli parla della solitudine, una condizione e un sentimento dell’animo umano sempre più presente nella società attuale. Un individuo si isola per vari motivi: vicende personali e accidentali di vita, oppure viene isolato dagli altri esseri umani generando un rapporto (non sempre) privilegiato con sé stesso. Ma le cose possono cambiare improvvisamente e inaspettatamente ed è questo che, in qualche modo, ad un certo punto della narrazione, avviene in Viaggi Paralleli… A questo punto mi piace citare una frase storica di Jack Folla (personaggio creato da Diego Cugia): "Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo. Ma due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione".

Mi risulta che stai lavorando ad un ambizioso progetto cinematografico straniero. Puoi anticipare qualcosa?

Proprio perché è un progetto importante e molto ambizioso, ancora in fase di sviluppo, non posso dire nulla, se non che intendiamo raccontare al mondo la storia di un grande personaggio italiano, che ha dato tantissimo al nostro Paese.

 

Collabori con il portale Dols’Magazine. Ci racconti questa tua attività?

E’ nata per caso. Amo scrivere e Caterina Della Torre mi ha dato quest’opportunità. Scrivo quando ne ho voglia, quando ho qualcosa di interessante da dire. Principalmente mi occupo di spettacolo, con interviste, recensioni...

 

Qual è il libro più bello che hai letto in vita tua?

Da bambina, in assoluto, “Piccole Donne”. Da adulta tanti, ma se proprio ne devo indicare uno scelgo “Orgoglio e Pregiudizio”.

 

Tra le scrittrici straniere, chi ami di più e perché?

Agatha Christie (semplicemente fantastica, abile, intrigante, con un grande senso della suspense e della sintesi), Jane Austen (eccezionale narratrice, ma anche grande dialoghista, con uno stile fresco e deciso… anche quando racconta una storia d’amore ha la capacità ad andare oltre), Luis M. Alcott (meravigliosa, la prima grande scrittrice con cui entrai in contatto a 8/9 anni, ha uno stile semplice con il quale riesce a creare grandi emozioni), Virginia Woolf (attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi, la Woolf è una scrittrice che, nonostante abbia uno stile narrativo un tantino caotico, mi piace per il modo elegante con cui espone i fatti)… Queste donne hanno tutte in comune tre cose: coraggio, sensibilità e garbo.

E tra le italiane?

Non leggo molto le scrittrici italiane e non so dirti esattamente il perché. Però lo scorso anno ho acquistato il libro di Lilly Gruber “Eredità” che mi è piaciuto tantissimo e che consiglio di leggere. Ricordo che andai in libreria; lessi la quarta di copertina e rimasi affascinata da questa vicenda familiare ambientata in Tirolo che comincia quando la regione è ancora sotto il dominio dell’Impero Austriaco. Da lì a qualche anno, con la fine della Prima Guerra Mondiale, le cose cambieranno… inizierà una tormentata annessione del Sudtirolo al Regno d’Italia. Una vicenda vera, seppur romanzata, narrata grazie al ritrovamento di un diario appartenuto alla bis-nonna della Gruber… Una storia (quella del Sudtirolo) che, secondo me, in pochi conoscono in maniera approfondita.

 

Sovente, la Cultura – in Italia – è mortificata e bistrattata. Secondo te, cosa bisognerebbe fare per valorizzare i numerosi talenti della nostra amata terra?

Innanzitutto, stanziare dei fondi per la Cultura. In questo nostro bel paese non si comprende quanto la cultura sia importante anche per l’economia della nazione… Invece di “regalare” soldi alle banche, sarebbe bene investire nella cultura e nella professionalità. E qui ci addentreremmo in un campo particolare e lungo da percorrere. Negli anni passati lo Stato stanziava del denaro a favore dell’editoria, oggi quei fondi non ci sono più. Sarebbe il caso di ristanziare e investire danaro anche in questo settore. Inoltre si dovrebbero abbassare un po’ i prezzi dei libri. Bisognerebbe controllare di più i vari sotto-settori. Faccio un esempio: la distribuzione incide tanto sul prezzo di vendita di un libro. Un’altra cosa importante: creare degli incentivi affinché si legga di più e dare maggior spazio alla meritocrazia. In Italia, come nel resto del mondo, se vogliono creare un fenomeno lo creano, dipende sempre da chi hai dietro le spalle. E’ come nel cinema; ci sono ottimi film che vengono girati e poi non distribuiti o distribuiti in malo modo e senza la giusta promozione, altri magari meno belli, su cui qualcuno decide di puntare molto, che riescono addirittura a varcare i confini nazionali. Di cose da fare ce ne sarebbero tante, una su tutte: rifare gli italiani, cambiando una mentalità sbagliata, purtroppo, ben radicata.

 

Quali sono i tuoi valori di riferimento?

L’onestà, il rispetto, la famiglia, il coraggio, l’amore.

 

Cosa ti commuove di più?

Bambini, anziani, animali.

 

Qual è la tua migliore qualità? E il tuo peggior difetto?

Non saprei dire quale sia la mia migliore qualità, dovreste chiederlo magari a chi mi conosce… Difetto? Dico sempre quello che penso, nel bene e nel male, a tutti… il mio pensiero va oltre le gerarchie.

 

Quali sono ancora i tuoi sogni nel cassetto?

Per quanto riguarda la mia vita privata invecchiare serenamente accanto a mio marito. Per quella professionale, invece, spero che il progetto cinematografico a cui sto lavorando veda la luce e spicchi il volo. Lo merita.

 

MICHELE BRUCCHERI

La Voce del Nisseno online