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GIULIA LORENZONI E “MR THELONIOUS MONK”: UNO SCRIGNO DI MUSICA E DI VITA

GIULIA LORENZONI E “MR THELONIOUS MONK”: UNO SCRIGNO DI MUSICA E DI VITA

mag 20 2020

di DANIELA VELLANI – LA RECENSIONE. L’autrice del progetto si addentra nell’anima del grande pianista e compositore. Ne ripercorre la vita movimentata. La Voce del Nisseno ve lo descrive

 
 

 

Le biografie di un artista sono testi redatti con precisione certosina e riferimenti precisi a fatti ed esperienze, dall’uscita delle opere ai riconoscimenti, dalla cronologia dei momenti salienti della sua esistenza alla descrizione fisica e caratteriale. “Mr. Thelonious Monk” (produzione Giampiero Turco) di Giulia Lorenzoni presenta queste caratteristiche perché frutto di un’attenta e minuziosa ricerca, ma rispetto a questa tipologia testuale presenta qualcosa in più. Tra le sue parole c’è l’anima della persona, se ne avverte il respiro, la sofferenza, la gioia, la rabbia. Si legge e si entra nel vissuto osservando, attraverso descrizioni ricche e intense, una storia favolosa che si muove in uno scenario storico pieno di contraddizioni e di ingiustizie sociali.

 

Di che si tratta? Chi è Monk? Forse non tutti conoscono il sacerdote del bebop e autore della canzone simbolo del jazz “Round Midnight”, perché non tutti seguono o sono appassionati di jazz, ma il libro della Lorenzoni ha il merito di far entrare qualsiasi lettore in questa suggestiva dimensione musicale e stimolare l’ascolto e la curiosità.

 

La Lorenzoni s’addentra, infatti, nell’anima di Thelonious Monk, il grande pianista e compositore che con la sua arte ha rappresentato una svolta importante nel jazz. La scelta di trasformare la biografia in una particolare autobiografia grazie ad un narratore interno è vincente. La scrittrice s’identifica con Monk e, attraverso una penna raffinata e fluida, esprime i suoi pensieri nei vissuti di un’esistenza ricca, intrigante, avventurosa, tormentata e sfiorata dalla follia.  

 

L’ambientazione storica è frutto di ricerche tra libri, articoli d’epoca, interviste e quant’altro. Gli avvenimenti degli Usa diventano lo sfondo su cui si muove la narrazione. Monk diventa la testimonianza delle ingiustizie subite dai neri, in particolare quelli residenti nel Sud degli States.

La rabbia, il desiderio di giustizia, gli stati d’animo contrastanti, la forte sensibilità sono il nutrimento della sua musica dissonante e inizialmente poco compresa e talvolta rubata da chi ne aveva intuito la valenza avveniristica.

 

La Lorenzoni ripercorre la sua vita movimentata con minuzia, riportando importanti aneddoti legati alla sua formazione, alle sue vicissitudini, alla sua vita introspettiva, ai suoi “frastornanti” e lunghi silenzi. Man mano che si sfogliano le pagine, il lettore entra nella sua vita e si lascia coinvolgere emotivamente. La lettura procede veloce e il libro si divora in poco tempo per poi tornare su alcune riflessioni o per cercare i brani musicali citati e riassaporarne le melodie note o scoprire una musica intensa, sofferta, pregnante di vita.  

 

Il viaggio nella vita del grande pianista inizia dalla nascita avvenuta nel 1917 in una cittadina del North Carolina, un luogo in cui in quei tempi la situazione politica e sociale era terribile per i neri, malgrado la schiavitù fosse stata abolita da tempo. Via via la narrazione prosegue fino a giungere alla fine dei suoi anni. Tra il racconto, interessanti citazioni con indicazione delle fonti, la Lorenzoni s’indentifica col protagonista e ne descrive, in una sorta di diario-zibaldone, i suoi spostamenti, i suoi primi amori, le amicizie importanti come quella con Sonny Smith, la donna della sua vita Nellie, il suo rapporto con la madre, i figli, la nascita del nuovo jazz, il carcere, l’appellativo di sacerdote del jazz e del bebop, gli incontri e gli “scontri” con diversi musicisti come Bud Powell, Dizzy Gillespie, Coleman Hawkings, Miles Davis, John Coltrane, la formazione di band, la nascita del nuovo jazz, l’anno 1947: “una musica in cui credere”, la “52esima strada”, le proteste, le composizioni note, le sessioni di registrazione dei dischi, le recensioni e gli articoli di giornale significativi, gli arresti con il conseguente divieto di suonare nei locali notturni a causa della sospensione della Cabaret Card, i silenzi, il fumetto a lui dedicato, la droga, i “non anni”, la Prestige.

 

Interessanti ed arricchenti sono i riferimenti alla sua tecnica innovativa. Le dissonanze caratterizzano infatti la sua musica: “Mia moglie raccontava spesso che aveva una fobia per le immagini o qualsiasi cosa non attaccata dritta sul muro e che io l’ho guarita, sapete come? Ho inchiodato un orologio al muro con una leggera angolazione, quanto bastava per renderla furiosa… e finalmente… si è abituata… questa storia è servita coma metafora del mio rapporto con la musica…”.

 

Naturalmente man mano che si attraversano gli anni della sua vita, le sue composizioni sono descritte sia cronologicamente sia attraverso aneddoti e vicissitudini. Molte sono state dedicate alle persone care: alla moglie, ai figli e a Pannonica, detta Nica, la baronessa del jazz, donna temeraria e coraggiosa, mecenate del jazz, dalla storia leggendaria, che sfidò convenzioni, pregiudizi e visse una storia leggendaria e con cui ebbe un rapporto di amicizia che durò fino alla morte.  

 

Il libro Mr. Thelonious Monk è uno scrigno di musica e di vita che non solo arricchisce le conoscenze del lettore, ma dona anche forti emozioni. Il grande pianista è stato determinante nella formazione musicale di Giulia Lorenzoni, cantante, compositrice, musicista, attrice, insomma un’artista a 360°. È corredato anche da un disco registrato live durante lo spettacolo tratto dal testo che vede protagonisti l’autrice, cantante e voce narrante, e Tobias Nicoletti al pianoforte che ne ha curato anche gli arrangiamenti.

 

DANIELA VELLANI  

La Voce del Nisseno online