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MADDALENA SAITTA E LA LUNGA BATTAGLIA CONTRO LA SUA SOFFERENZA

MADDALENA SAITTA E LA LUNGA BATTAGLIA CONTRO LA SUA SOFFERENZA

feb 08 2014

Intervista di Michele Bruccheri alla scrittrice romana che ha pubblicato “La mia via – Diario di una reincarnazione”. Un diario romanzato intenso e generoso. Un libro che racconta la sua malattia scoperta nel 1989

 

 
 Il giornalista Michele Bruccheri e la scrittrice Maddalena Saitta

Nei mesi scorsi, la mia amica Maddalena Saitta - che abita e vive a Roma - mi fa partecipe di un suo ambizioso progetto editoriale. Scrivere un libro. Che narri la sua personale esperienza. Nel 1989, infatti, scopre la sua malattia con la quale combatte a lungo. Dapprima mi manda il manoscritto in pdf e poi, sistemate e completate alcune parti, decide di “partorirlo”. Ad ottobre, finalmente, dà alla luce “La mia via – Diario di una reincarnazione” (edizioni Seam). Un diario romanzato che nasce dai suoi preziosi appunti e dai suoi disegni concepiti durante il prolungato periodo di terapia. Per conoscere se stessa. Per combattere la sua quotidiana battaglia esistenziale.

Con una bella e breve prefazione di Liliana Arena, racconta il suo intenso e insidioso percorso umano. “Mi sono sottoposta alla terapia della reincarnazione, ho desiderato dare visibilità e condividere le mie esperienze” spiega alla versione web del nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”. Nelle sue pagine si sente il profumo della fede, ma anche della grande fiducia in se stessa e dell’amore per la vita. Per lei, non bisogna mai arrendersi. La vita va affrontata e amata sempre. “Se abbiamo fiducia – insiste la scrittrice romana -, desiderio e disponibilità, la vita sarà generosa”.

Questo suo importante lavoro editoriale, che è un brandello della sua anima complessa e singolare, è stato presentato già in diverse occasioni, ottenendo un buon successo di pubblico e una critica attenta valuta assai positivamente la scorrevole narrazione della sua dolorosa esperienza. Sono in programma altri meeting per promuovere e divulgare questo suo libro. Un testo sostanzialmente scarno ed essenziale, scevro di orpelli. Diretto e crudo, se vogliamo anche tagliente come la lama del rasoio. Maddalena mostra con straordinaria naturalezza se stessa agli altri, ma pure con invidiabile generosità e spontanea audacia.     

Ad ottobre hai pubblicato un libro dal titolo “La mia via – Diario di una reincarnazione”. Qual è, dunque, la tua via?

Quella che porta alla conoscenza di se stessi.

Liliana Arena, nella prefazione, scrive che si tratta di un diario romanzato. Ci spieghi meglio questo concetto?

Nel libro la parte fondamentale è proprio il diario della reincarnazione, scritto giorno dopo giorno, con una sequenza che diventa l’ossatura di un romanzo.

Quando hai scoperto la tua malattia?

Nel 1989, come ho scritto all’inizio del libro.

Ricordi le tue prime sensazioni o i tuoi pensieri più intimi?

Paura e desiderio di morire… Volevo suicidarmi ma l’istinto di sopravvivenza ha preso il sopravvento.

Parafrasando Kern, citato nel tuo libro, nel labirinto si incontra se stessi. Com’è e chi è Maddalena Saitta?

Una donna fino ad allora sconosciuta, che viveva sotto l’incubo dei sensi di colpa e della paura.

Adesso è una donna più consapevole che ha guardato il fondo del suo labirinto, cercando il centro.

Perché hai deciso di pubblicare questo libro, Maddalena?

Da quando ho saputo della malattia e mi sono sottoposta alla terapia della reincarnazione, ho desiderato dare visibilità e condividere le mie esperienze. Inizialmente pensavo di realizzare un cortometraggio per mostrare, attraverso immagini, musica e brevi parole, l’iter della scoperta di questa malattia, gli aspetti di quotidiana solitudine, ansia e ricerca di un approdo dopo un naufragio improvviso delle mie illusorie sicurezze. Dopo l’estenuante lavoro per scrivere una sceneggiatura completa mi sono arresa chiudendo in un cassetto ogni proposito ed ho vissuto l’oblio che sembrava essere rassicurante. Lo scorso anno ho determinato di scrivere questa terribile esperienza perché ho realizzato fosse la mia unica, forse ultima, possibilità di manifestare a tutti il percorso rimasto segreto per ventiquattro anni, una realtà che mi ha accompagnato come un silente, impercettibile fantasma.

Tenevi un diario, una sorta di appunti delle sedute della tua terapia. Quel diario è l’ossatura del tuo libro. Rileggere quelle parole a distanza di tanti anni, che sapore ti lascia nel cuore?

Mi emoziona come la prima volta, ho letto molte volte gli appunti presi ed ho provato quasi paura e un senso di stordimento seguito dal rafforzamento della mia decisione. Sono stata a lungo indecisa se pubblicare qualcosa che mi apparteneva da sempre, ho avuto sentimenti di paura di fronte al proposito di mostrarmi senza coperture, di rivelare quello che sono stata e sono.

Nel libro inoltre ci sono dei disegni. Ce ne parli?

Durante le sedute della terapia vedevo molte immagini, alcune strane e misteriose, altre che si ripetevano in una persistenza che meravigliava. Nel libro non sono entrate tutte. Peccato! Avrebbero potuto dare spunti per una ricerca studiata a fondo.

 
 La copertina del libro

Nelle tue conclusioni, scrivi: “Considero importante affrontare la vita con fiducia e amore, sapendo di non essere mai sola, come nessuno di noi”. C’è profumo di speranza: vero?

C’è profumo di fede che non mi fa sentire sola!

Ho avuto il privilegio di leggere il tuo volume in anteprima. Perché hai voluto condividere con me questo importante percorso editoriale ed umano?

Ci conosciamo da molto e mi hai già fatto un’intervista anni fa. Ho avuto modo di apprezzarti come giornalista e come uomo, sempre pronto ad incoraggiarmi e ad avere fiducia in me.

Hai già presentato il libro? Che reazione ha avuto il pubblico?

Ho presentato il libro in tre occasioni bellissime che mi hanno dato forza nel condividere l’esperienza e una inaspettata bellezza. Il pubblico è stato sempre molto attento e interessato, mi sono state rivolte domande mai banali ed è stato fantastico aprire un colloquio sereno con tutti.

Vi sono altre date o tappe per farlo conoscere?

Stiamo pensando ad un calendario di incontri, aperti ad ogni occasione di condividere e sviluppare un sano scambio!

Per chi intendesse acquistarlo, come si deve muovere? Dove e come può trovarlo?

Le persone interessate possono acquistarlo attraverso la libreria di fiducia, ai distributori on line o direttamente all’editore SEAM. Spesso l’ho spedito, a chi me ne ha chiesto copia, direttamente per posta.

Le persone a te vicine, come commentano questa fatica letteraria che è la parte intima della tua anima?

Mi sto accorgendo che inizialmente i contenuti del libro hanno l’effetto di una piccola carica esplosiva. Molte persone rimangono perplesse, impressionate dal carico di dolore, meravigliate della difficile prova che ho affrontato da sola, dal coraggio e dalla forza impiegati in un momento in cui generalmente ci si chiude a riccio. Molti mi scrivono in privato per manifestare sentimenti bellissimi, come in questo caso, da parte di un amico: “Solo chi ha vissuto un'esperienza del genere può descriverla come hai fatto tu. Un po' ci ho sofferto non lo posso nascondere, la crudezza con cui racconti e i fatti che racconti, non sono certo semplici da affrontare, ma il pensiero di te che realmente li hai affrontati e averti conosciuta, conoscerti, avere visto la tua luce con i miei occhi (anche se ti ho vista sempre vestita di nero) che coraggio infonde! Ho amato il tuo libro e lo rileggerò sicuramente; è un'esperienza che non è facile certo raccontare, ma oltre ad averla vissuta tu hai avuto anche il coraggio di renderla pubblica. In un mondo come questo, nei tempi che viviamo, essere presi per folli è semplice, e sarebbe il meno!!! Quindi grazie, per tutto quello che sei”.

Questo tuo libro ci insegna, ad esempio, che non bisogna mai arrendersi e che è sempre utile ritrovarsi dentro se stessi. Quale messaggio consegni ai tuoi lettori?

Diversi, che diventano uno solo. Fermiamoci, cerchiamo di non correre sempre in gara con il tempo, non ci sono premi per chi arriva primo, ammesso si sappia cosa significa essere primi… rispetto a cosa, a chi? Guardiamoci sorridendo allo specchio, non sprofondiamo sotto il peso dei sensi di colpa e della disistima, hanno già fatto troppe vittime ed è arrivato il momento di essere sinceri, soprattutto con se stessi, di avere rispetto e gratitudine per il grande dono della vita, di riconoscere la bellezza, l’armonia e l’amore di cui sono fatte tutte le creature, di aprirci al mistero e alla fiducia. Sostituiamo la parola “spero” con “credo, sento” perché se abbiamo fiducia, desiderio e disponibilità la vita sarà generosa e si aprirà.

MICHELE BRUCCHERI

 

 

 

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