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LA SCRITTRICE PUGLIESE MIMMA LEONE E IL SUO THRILLER PSICOLOGICO “LE CONGIUNZIONI DELLA DISTANZA”

LA SCRITTRICE PUGLIESE MIMMA LEONE E IL SUO THRILLER PSICOLOGICO “LE CONGIUNZIONI DELLA DISTANZA”

mar 23 2020

di MICHELE BRUCCHERI – L’INTERVISTA. Questo libro ha ottenuto alcuni riconoscimenti. Leccese, è anche giornalista e regista, autrice di testi di canzoni. In programma un altro romanzo e una biografia 

 
 

Un thriller psicologico interessante e “sui generis”, come afferma la scrittrice pugliese Mimma Leone. Al microfono de La Voce del Nisseno (versione online) presenta la sua nuova creatura letteraria. Un libro che le ha regalato enormi soddisfazioni. “Le Congiunzioni della Distanza”, infatti, ha ottenuto diversi riconoscimenti - su tutti a Grosseto e a Cava de’ Tirreni -: “Soprattutto per le finalità espresse da entrambi i premi, che rispecchiano anche il messaggio racchiuso nel mio romanzo”. Crede nel valore dell’incontro, nella relazione, questa brava e brillante autrice salentina. 

Leccese, con una laurea in Filosofia e molteplici passioni, Mimma Leone è anche autrice di testi di canzoni. Il suo impegno culturale è variegato e forte, da diversi anni, su molti fronti. Giornalista, vice presidente di un’associazione socio-culturale che “si occupa prevalentemente di presentazioni di libri”, si interessa pure di regia e sceneggiatura. Ma tornando alla realtà associativa, aggiunge: “Abbiamo ospitato tanti scrittori locali, cercando di contribuire alla promozione e alla diffusione della lettura di autori emergenti, ma anche qualche scrittore di carattere nazionale”.

La raccolta di racconti brevi, “Il Mare per le Conchiglie”, è stato il suo esordio editoriale. Poi, il suo racconto “L’angelo imperfetto” è inserito in un’antologia di scrittori salentini. E a cuore aperto, ci racconta un anno importante e prezioso - il 2017 -, allorché a La Spezia “mi hanno consegnato il premio di Personaggio dell’Anno per la sezione ‘Letteratura’. Un riconoscimento che onestamente mi ha anche imbarazzata”. Mimma Leone, tra le altre cose, con dolcezza e pudore parla di un’altra esperienza, umana e culturale, di notevole spessore. Quando venne “invitata a Casa Sanremo, proprio nella settimana del Festival, per parlare del mio libro: mi sembra ancora un sogno”.

Infine, le strappiamo qualche breve anticipazione che approfondiremo appena possibile. Si tratta della “biografia romanzata di imminente uscita e riguarda il filosofo olandese, grande esponente del razionalismo, Baruch Spinoza. Cerco di raccontare la sua breve vita, che credo possa essere importante anche per gli studenti”. Sta scrivendo un ulteriore romanzo, “in corso di stesura, un altro thriller forse di più chiara definizione. Niente Salento stavolta, ma soprattutto montagna, boschi, il terremoto e un investigatore giovane e imbranato”.

“Le Congiunzioni della Distanza” è il tuo romanzo d’esordio. Di cosa si tratta, Mimma?

Si tratta di un thriller psicologico sui generis che ruota attorno alla figura di Ginevra Carrara, un’antropologa originaria del Sud Italia ma residente a Venezia per motivi professionali. Una donna piena di risorse, realizzata in ambito professionale ma attanagliata da conflitti interiori e questioni personali irrisolte. 

 
 

Un giorno, però, giunge una telefonata. Cosa succede?

Succede che Anna, amica d’infanzia di Ginevra che al suo contrario è rimasta a vivere nel Salento, un giorno scompare misteriosamente. È questo il primo colpo di scena da cui prende le mosse l’azione principale del romanzo, che si articola in una ricerca a più livelli: ricerca delle proprie origini, della propria storia, delle relazioni che raccontano così tanto del mondo e di noi stessi.

 

A conclusione, possiamo affermare che il mistero di Anna si svela. È così?

In un certo senso è così, perché in conclusione lascio spazio proprio alle parole di Anna. Ma il finale resta molto aperto e tanti lettori chiedono a gran voce un seguito, al quale sto pensando.

So che questo tuo libro ha ottenuto diversi riconoscimenti. Ce ne parli?

“Le Congiunzioni della Distanza” ha ricevuto molte critiche positive da parte di lettori e addetti ai lavori. Mi piace ricordare soprattutto il riconoscimento al concorso ‘Amori sui Generis – Città di Grosseto’ e il più recente secondo posto a ‘Equilibri 2019’ (Cava De’ Tirreni), soprattutto per le finalità espresse da entrambi i premi, che rispecchiano anche il messaggio racchiuso nel mio romanzo.

Quando nasce la tua passione per la scrittura?

Probabilmente nasce nel momento stesso in cui ho imparato a tracciare le prime parole su carta. Ma il desiderio di raccontare storie forse inizia prima ancora, quando ho scoperto il potere sconfinato dell’immaginazione, che ho sempre cercato di alimentare.

Sei una collega giornalista, ma hai anche una laurea in Filosofia. Con una tesi intrigante che concerne la Filosofia della Musica. Ci regali qualche riflessione a tal proposito? 

 
 

Per il momento, da giornalista, preferisco non essere legata ad alcuna testata e mi limito a scrivere articoli sporadici da free-lance e supervisionare la redazione di ‘Rivista EA’, giornale online di Filosofia e Scienze umane che dirigo da un paio d’anni ( http://www.rivistaea.it/).

 

Continua.

La Filosofia è un modo di vedere la vita, non avrei potuto studiare altro. Ho scelto di laurearmi con una tesi su Vladimir Jankelevitch, francese di origini russe, filosofo ed esperto di musica. Mi interessano le sue tesi sul tempo, sul silenzio e sulla morte. Della musica, per esempio, come dell’amore, esalta la preziosa 'indicibilità': un valore unico, attorno al quale qualsiasi spiegazione appare sempre superflua.

Non a caso, sei autrice di testi di canzoni. Cosa hai scritto e per chi?

Avevo una chitarra a casa ma non sapevo suonare. Forse solo per il gusto di non vederla ‘ammuffire’ ho imparato a strimpellare, poi a fare qualche accordo più complesso, sempre da autodidatta. Suono piuttosto male ma forse abbastanza decentemente da mettere giù, ogni tanto, anche qualche melodia, che ovviamente non potevo lasciare senza parole. La musica quasi le detta. Ho collaborato con il cantautore Seba e con il dj producer Crazymind. Più di recente, è nata un’importante sinergia con un famoso autore e musicista che ha scritto per grandi artisti. Un vero onore per me.

 

Per non farti mancare nulla, tra i tuoi principali interessi c’è, ad esempio, la regia e la sceneggiatura. In quali progetti sei stata coinvolta?

Sì, mi interessa ogni tipo di espressione artistica che abbia a che fare con la scrittura. Ho frequentato una scuola diretta dal grande registra Giuseppe Ferrara (“Cento giorni a Palermo”, “Il caso Moro”, “I banchieri di Dio”). Grazie ad essa ho avuto l’opportunità di partecipare alla lavorazione del film italo-tedesco ‘Solino’. Ho poi collaborato come aiuto – regista per spot locali (Caffè Quarta) spettacoli e varietà.

C’è anche una tua collaborazione con il regista leccese Daniele Filograna. Cosa hai fatto?

Ho scritto un paio di sceneggiature per lui. Una dal forte sapore futurista, molto particolare. Con qualche revisione più attuale e un po’ di fortuna forse potrebbero diventare dei lungometraggi.

Tra i tuoi progetti, inoltre, c’è il “Premio Terre del Negroamaro”. Sei stata la coordinatrice artistica per un paio di edizioni. Me ne pali?

Un progetto che non è mio ma nell’ambito del quale mi è stata chiesta una consulenza artistica.

 
 

Per me è stato importante soprattutto perché mi sono avvicinata alla complessità dell’organizzazione di un evento articolato, e si è rivelato molto formativo per conoscere meglio alcune realtà non solo artistiche, ma soprattutto di ordine sociale. Un progetto interessante che è cambiato molto nel tempo e ora ha bisogno di qualche necessario passo in avanti.

E tra i tuoi impegni, c’è anche l’incarico di vicepresidente di un’associazione socio-culturale. Di cosa si occupa questa realtà associativa?

Si occupa prevalentemente di presentazioni di libri. Abbiamo ospitato tanti scrittori locali, cercando di contribuire alla promozione e alla diffusione della lettura di autori emergenti, ma anche qualche scrittore di carattere nazionale (Massimo Carlotto, Sara Rattaro, Paola Cereda, Marco Ferrante, Gabriella Genisi, Francesca Vecchioni, Barbara Baraldi e altri). Ma siamo andati anche oltre la letteratura; abbiamo inaugurato il primo Museo Fantasy e avremo il piacere, a breve, di ospitare la cantautrice Chiara Civello in un concerto che la vedrà protagonista al Teatro Comunale di Mesagne (Brindisi).

Torniamo al tuo impegno editoriale. Hai pubblicato una raccolta di racconti brevi. Ci presenti “Il Mare per le Conchiglie”?

È stato il mio esordio editoriale, avvenuto grazie alla fiducia della casa editrice Edit@, di Taranto. Si tratta di una raccolta di racconti brevi ambientato sulle coste salentine, dieci storie di donne senza nome che si raccontano in prima persona, senza dialoghi. Un azzardo letterario, se vogliamo, che però è stato premiato da tantissimi lettori e dai numerosi riscontri ricevuti a livello nazionale.

Il tuo racconto “L’angelo imperfetto” è inserito in un’antologia di scrittori salentini. Confermi?

Esattamente. Un’antologia legata al concorso “Salento Quante Storie”, promosso dalla Casa editrice Città Futura-I libri di Icaro, in cui sono arrivata al terzo posto. Un lavoro per me del tutto nuovo, in cui mi cimentavo per la prima volta con un protagonista maschile.

Certamente il 2017 è, per te, un anno importante. Hai ottenuto un prestigioso premio a La Spezia. È vero?

Verissimo, uno degli anni più belli in assoluto. A La Spezia mi hanno consegnato il premio di Personaggio dell’Anno per la sezione ‘Letteratura’. Un riconoscimento che onestamente mi ha anche imbarazzata, però è stato bellissimo!

E anche Sanremo diventa significativo: perché?

È sempre stato un appuntamento atteso. Quando ero piccola mi sembrava un carnevale di note e mi piaceva il rito della famiglia riunita per assistere a qualcosa che poi sarebbe riaccaduto solo dopo un anno. Poi quando sono cresciuta la mia passione per la musica italiana ha fatto il resto ed essere stata invitata a Casa Sanremo, proprio nella settimana del Festival, per parlare del mio libro, mi sembra ancora un sogno.

Parliamo un po’ di te. Quali sono le tue migliori qualità?

La riservatezza e la riflessione.

Qual è il tuo peggior difetto?

La pigrizia.

A quali valori credi?

Credo nel valore dell’incontro, nella relazione. 

Che musica ascolti, generalmente?

Di solito ascolto pop d’autore, ma ultimamente anche tanta musica indie.

Qual è l’ultimo libro che hai letto?

“China Killer”, di Franco Forte.

A conclusione, so che hai in cantiere una biografia e un altro romanzo. Cosa puoi anticipare?

La biografia romanzata dovrebbe essere di imminente uscita e riguarda il filosofo olandese, grande esponente del razionalismo, Baruch Spinoza. Cerco di raccontare la sua breve vita, che credo possa essere importante anche per gli studenti.

E sul romanzo, cosa mi dici?

Il romanzo invece è in corso di stesura, un altro thriller forse di più chiara definizione: niente Salento stavolta, ma soprattutto montagna, boschi, il terremoto e un investigatore giovane e imbranato.

MICHELE BRUCCHERI

La Voce del Nisseno online