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A CALTANISSETTA SI PRESENTA IL SAGGIO “RIESI 1919: LA GUERRA NON È ANCORA FINITA”

A CALTANISSETTA SI PRESENTA IL SAGGIO “RIESI 1919: LA GUERRA NON È ANCORA FINITA”

feb 24 2020

di MICHELE BRUCCHERI – IL LIBRO. È autore lo storico Gero Difrancesco. Giovedì al liceo classico “Ruggero Settimo” la prefetta Di Stani, la dirigente scolastica Collerone, la professoressa Zaccaria e la dottoressa Cuttaia

 
 Gero Difrancesco

“Riesi 1919: la guerra non è ancora finita” di Gero Difrancesco approda al liceo classico “Ruggero Settimo” di Caltanissetta. La presentazione del libro - un saggio storico - avverrà giovedì prossimo alle ore 10 presso l’aula magna. Un evento culturale di grande spessore e di notevole pregio. Per i contenuti e per i relatori. È prevista infatti la partecipazione della prefetta Cosima Di Stani e della professoressa Sonia Zaccaria (docente di Storia e Filosofia al liceo scientifico “Alessandro Volta” del capoluogo nisseno).

La lodevole iniziativa è promossa dalla dirigente scolastica del liceo classico “Ruggero Settimo”, Irene Collerone, ed è patrocinata dall’Ufficio Scolastico regionale di Caltanissetta diretto dalla dottoressa Ombretta Cuttaia e dalla Prefettura nissena. Il libro di Gero Difrancesco racconta, sostanzialmente, la strage di 14 contadini “tra Riesi e Gela durante l'occupazione dei feudi di cui si richiedeva l'espropriazione. Una strage dimenticata ed impunita che non ha avuto neanche una verità giudiziaria”, spiega a La Voce del Nisseno (versione online) l’autore del volume.

Il convegno, cui sono state invitate le quinte classi degli istituti superiori di Caltanissetta e della provincia, “vuole rappresentare la congiunzione della storia con l'educazione civica ritornata a pieno titolo tra le materie di insegnamento scolastico”, prosegue Gero Difrancesco. Un libro che vuole rendere omaggio ad un episodio tragico della storia nazionale accaduto a Riesi (ma anche a Terranova) nell’ottobre del 1919, durante la lotta per la spartizione delle terre incolte e malcoltivate. 

“È un'occasione per rivisitare oltre le cause e gli effetti di un momento particolare di tensione sociale susseguente alla Grande Guerra, anche l'articolazione dello stato unitario sul territorio e la figura dei prefetti nei cambiamenti istituzionali - dichiara ancora Difrancesco -. È un momento oltre che didattico e di formazione che accende i riflettori sulla storia della nazione attraverso fatti particolari, anche esplicativo di come lo stato democratico abbia cambiato il suo modo di rapportarsi con i conflitti sociali attraverso i suoi organi periferici”.

 
 Sonia Zaccaria

Come testé anticipato, a presentarne il valore didattico sarà la professoressa Sonia Zaccaria, che è anche presidente del Comitato Scientifico della rivista “Studi Storici Siciliani”, rivista semestrale arrivata al suo ottavo numero di edizione, diretta da Filippo Falcone. La docente asserisce al nostro microfono: “Nella qualità di docente di Storia che spiega agli alunni le modalità delle trasformazioni politiche e sociali, ritiene valido l'approccio storico ai contesti socio-economici più da un punto di vista narrativo che statistico, creando i presupposti del coinvolgimento degli studenti non solo cognitivo ma anche emotivo. Chi legge il libro si accorge immediatamente di trovarsi dentro la storia e di viverne i momenti cruciali”.

La prefetta nissena invece approfondirà la figura e il ruolo del prefetto, evidenziandone le peculiarità politiche ed amministrative “in quell'arco di tempo che ha visto l'Italia passare dalla forma stato monarchica a quelle presidenziale nei contesti governativi e parlamentari diversi”. Un viaggio storico, dunque, per coglierne le sfumature e l’evoluzione. Un ruolo importante lo svolgeranno, ovviamente, gli alunni dell'Istituto; leggeranno alcuni brani tratti dal libro durante il corso del convegno e manifesteranno le loro qualità artistiche di tipo coreutico (brano musicale a cura di Damiano Lauria).  

Gero Difrancesco, che oltre ad essere uno storico, è stato anche sindaco di Sutera e consigliere provinciale, concluderà la giornata di studio con un suo intervento con il quale, come ci ha anticipato “vuole suggerire un approfondimento della storia locale come elemento di conoscenza della storia nazionale affinché la scuola diventi un laboratorio didattico punto di riferimento e di raccordo tra le istituzioni e i cittadini che vogliono avere consapevolezza della propria identità sociale, perché non esiste una storia maggiore degna di attenzione ed una storia minore di secondo livello, ma esiste soltanto la storia dell'uomo”.

MICHELE BRUCCHERI    

 
 

La Voce del Nisseno online