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OLGA NASSIS: “AIUTIAMO CONCRETAMENTE I GRECI E AIUTIAMO NOI STESSI”

OLGA NASSIS: “AIUTIAMO CONCRETAMENTE I GRECI E AIUTIAMO NOI STESSI”

lug 28 2015

Al microfono di Michele Bruccheri, la giovane e brillante ricercatrice universitaria ellenica che vive da anni in Sicilia. “Una classe dirigente lungimirante - dichiara - dovrebbe puntare sulla cultura come volano dell’economia”

 
 Il giornalista Michele Bruccheri e la ricercatrice universitaria Olga Nassis

Mi colpisce la sua flemma, a tratti, anglosassone: calma e riflessiva. Ma anche la sua profondità d’analisi: acuta e lucida. Olga Nassis, ricercatrice universitaria di origine greca ma abitante nel messinese (Milazzo), poliglotta, asserisce: “Una classe dirigente lungimirante dovrebbe puntare sulla cultura come volano dell’economia siciliana”. Ha pienamente ragione. Lo sviluppo della Sicilia dovrebbe passare indubbiamente dalla cultura che è capace anche di dare una sana boccata d’ossigeno all’economia.

Laureata in Scienze Politiche, con un dottorato di ricerca in antropologia culturale, Olga Nassis ha un prestigioso Master in Internazionalizzazione. Ha lavorato in importanti programmi di cooperazione europea e nella gestione di diversi progetti in ambito culturale, nonché di politiche per l’integrazione. Sommessamente ma anche con determinazione chiede un aiuto vero e concreto per la sua terra d’origine: la Grecia.

Già candidata alle Europee con la lista “L’Altra Europa con Tsipras”, raccogliendo quasi diecimila voti di preferenza, è un’attivista convinta di Syriza. Impegnata nell’associazionismo sociale, la giovane 43enne (giorno del suo compleanno è il 16 agosto) parla di Sicilia e di Grecia, dei suoi analoghi problemi strutturali. Per lei, la cultura è la conditio sine qua non per un serio sviluppo socio-economico. Eccola al microfono della versione online de “La Voce del Nisseno”.      

Aderisci al Movimento politico e culturale “L’Altra Europa con Tsipras”. Da tempo, al centro di roventi polemiche c’è stata la Grecia. Per i suoi problemi di natura economico-finanziario. L’Europa si sta muovendo saggiamente nei confronti della Grecia o no?

Atene, come allora Praga, è sotto assedio. A Praga arrivarono i carri armati, adesso si arriva con le corazzate delle banche. La Grecia, in questo momento, è sotto scacco. Ha smascherato il vero volto dell’Europa. Il comportamento nei confronti della Grecia è stato esattamente come puntare una pistola alla tempia. Un Paese che da cinque anni, dopo aver applicato alla lettera le misure richieste dal memorandum - dalla cosiddetta Trojka -, si trova ad avere un milione e mezzo di persone disoccupate su undici milioni di abitanti. Settecentomila giovani costretti ad emigrare all’estero per potere lavorare. Ci sono più di un milione di nuovi poveri. Un sistema sanitario totalmente smantellato. Diecimila sono i suicidi negli ultimi due anni dovuti all’impossibilità, da parte dei padri di famiglia, di continuare a provvedere ai bisogni primari delle proprie famiglie.

Numeri drammatici e devastanti.

Nonostante ciò si continua a inveire… La Grecia si è trovata da sola nell’ultima trattativa dell’Eurogruppo. Nessuno degli altri Paesi, in realtà, si è alzato per difendere un Governo che non chiede di uscire dall’euro, né ha messo mai in discussione il sistema Europa.

La Grecia è la culla della cultura europea e non sempre l’Europa se ne ricorda. Ha memoria corta. O no?

Ricordo la frase di Giscard d’Estaing che diceva: Un’Europa senza la Grecia è come un bambino senza certificato di nascita. La stessa parola Europa è una parola greca. La democrazia nasce in Grecia. L’Europa era stata pensata come uno spazio di solidarietà e di democrazia, che sono i valori che derivano chiaramente dalla grecità classica. Le intenzioni dell’origine sono state disattese. Adesso è un’Europa delle banche, dell’alta finanza, con un euro a doppia velocità. Forte per alcuni e debole per i più. Un’Europa che sta sempre più allontanando la sua periferia. Si è persa quella che era l’idea di Schuman, De Gasperi, Altiero Spinelli pensata a Ventotene. Tutti valori che si rifanno alla cultura e alla civiltà greca.

Sicuramente ci sono delle similitudini, delle assonanze, tra la Sicilia e la Grecia. Entrambe sono terre di grandi risorse. Sovente però calpestate. Quali sono queste assonanze e quali sono invece le differenze, avendo vissuto in Grecia e adesso in terra siciliana?

Si dice in generale: Una faccia e una razza, tra greci e italiani. A maggior ragione lo dico per i siciliani (…). Al di là del richiamo identitario, noi come gli spagnoli, i portoghesi, siamo quella periferia d’Europa ricchissima in termini di risorse. In termini di cultura. E stiamo diventando un mercato o ancora peggio manodopera a basso costo per l’industria centro-europea. Le similitudini con la Sicilia sono altissime anche dal punto di vista economico. La Sicilia la possiamo definire una regione in default, in termini di bilancio. I tagli alla spesa pubblica sono all’ordine del giorno anche qui. Ce ne accorgiamo in tutti i settori strategici. Penso alla sanità, alla scuola, all’università, alla ricerca. E’ tanta la disoccupazione giovanile. Ci occupiamo di immigrazione, quando in realtà è una risorsa, nel momento in cui c’è un bilancio demografico assolutamente in passivo per noi. Sono più i nostri ragazzi che vanno via per cercare lavoro altrove, che i migranti che noi più o meno accogliamo.

 
 Michele Bruccheri e Olga Nassis di origine greca

La Sicilia come la Grecia?

Oggi la Grecia, tra non molto la Sicilia e anche l’Italia… La Grecia ha aperto la strada. Ha mostrato il vero volto dell’Europa. Ha mostrato un sistema che è perverso. Funziona soltanto per pochi. C’è un divario sempre più forte tra un Nord e un Sud. Sta rimarcando le diseguaglianze economiche, ma soprattutto sociali. E’ importante principalmente, come siciliani, guardare quello cha sta succedendo in Grecia, ma anche il modo con cui i greci hanno reagito. Con orgoglio e dignità. Quel “no” era un no al ricatto, intanto.

Il “petrolio bianco” della Sicilia, come della Grecia, è la cultura. Sono anche i monumenti, la gastronomia, il turismo… Secondo te, le nostre risorse siciliane vengono adeguatamente valorizzate o sono bistrattate?

Ci sono degli esempi vincenti come Estonia e Lettonia che investono più del 5 per cento del Pil in cultura… Cultura e turismo non sono due cose che necessariamente devono andare di pari passo. Investendo sulla cultura, stanno rilanciando l’economia. Una classe dirigente lungimirante dovrebbe puntare sulla cultura come volano dell’economia siciliana. E anche sul turismo, ma con azioni concrete. Iniziando dalle infrastrutture che è un problema di estrema gravità. Solo così potremmo far rimanere i nostri giovani qua.

I giovani talvolta si allontanano dalla politica dinanzi ai pessimi esempi che vengono periodicamente forniti. Cosa si dovrebbe fare per farli riavvicinare e ricevere il loro importante contributo per una società migliore?

Allontanarsi dalla politica non è mai un bene. La politica deve fare autocritica. Nelle pratiche e nel sapere comunicare con la gente comune. Deve guardare ai bisogni reali della gente. Noi abbiamo vissuto, in Sicilia, per anni su un sistema clientelare. Che si reggeva su risorse pubbliche. Adesso neanche questo è più possibile.

Segui la politica e certamente ti sarai fatta un’idea in merito alla gestione del Governo della Regione Sicilia di Rosario Crocetta. Qual è la tua opinione?

Al di là di tutto, la prima valutazione è di carattere morale. Abbiamo avuto due governatori, Cuffaro e Lombardo, condannati per concorso in associazione mafiosa. La questione morale è la prima cosa da cui partire in Sicilia.

Quali sono i tuoi gusti letterari? Cosa leggi? Chi sono i tuoi autori prediletti?

Leggo molto i neo ellenici. Adoro la poesia neo ellenica. Il mio poeta preferito rimane Costantino Kavafis che era un greco della diaspora. Come me. E’ cresciuto e vissuto ad Alessandria d’Egitto. Influenzò tutta la letteratura del Novecento europeo. Tra cui il nostro Montale e Quasimodo. Leggo molta poesia, al di là della saggistica, che leggo per ragioni di lavoro. Sono un’appassionata di poesia.

A livello musicale, abitualmente cosa ascolti?

La musica è bella tutta. A seconda dei momenti… Sono appassionata anche della musica punk, new age. Ascolto musica classica. Ascolto la musica bella.

Un’ultima domanda, Olga. Se tu dovessi mettere un biglietto all’interno di una bottiglia e lanciarla a mare aperto, cosa scriveresti?

E’ una domanda difficile (ride, ndr). In un solo messaggio? Aiutiamo concretamente i greci e aiutiamo noi stessi.

MICHELE BRUCCHERI      

   

                       

La Voce del Nisseno online