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A NAPOLI QUARTETTO JAZZ D’ECCELLENZA CON “’CARMEN… MON AMOUR’ PENSANDO A BIZET”

A NAPOLI QUARTETTO JAZZ D’ECCELLENZA CON “’CARMEN… MON AMOUR’ PENSANDO A BIZET”

dic 10 2019

di DANIELA VELLANI – IL REPORTAGE. Minuzioso resoconto per La Voce del Nisseno. Venerdì scorso al Teatro D’Acquisto. Nell’ambito della rassegna organizzata dall’Unione Musicisti Italiani

 
 

 

Atmosfera calda, a tratti sensuale, musica avvolgente, sorrisi, complicità, sinergia, spessore culturale e dovendo scegliere un colore, il rosso senza dubbio, ecco gli ingredienti che hanno caratterizzato il concerto “Carmen… mon amour” pensando a Bizet. L’evento si è svolto venerdì scorso, presso il teatro Salvo D’Acquisto di Napoli nell’ambito della quarta edizione della rassegna “I venerdì musicali” organizzata dall’Unione Musicisti Italiani.

 

Protagonista è stato un quartetto jazz d’eccellenza costituito da Mariella Pandolfi al pianoforte, Claudio Cardito al sax, Massimo Mercogliano al contrabbasso e Giuseppe La Pusata alla batteria.

I quattro talentuosi musicisti hanno donato momenti musicali originali, belli e di alto livello, presentando una suggestiva e intrigante rilettura della Carmen, intervallata e intersecata da standard jazz e blues in una formula interessante e avvincente. I brani eseguiti, col supporto di video e belle immagini tratte da momenti salienti della celeberrima opera di Bizet, sono stati eseguiti in un’alternanza di atmosfere: ora vivaci e incalzanti e ora soft e raffinate e la fusione dei generi ha fatto sbocciare una musica ricca di colori, variegata nei ritmi e nelle sonorità.

 

Con “Fantasia della Carmen” in piano solo, la Pandolfi ha aperto il concerto con grande eleganza, sia nella mise sia nell’esecuzione. Subito dopo il trio costituito da sax, contrabbasso e batteria con La danza dei ragazzi di strada ha immerso i presenti nel mondo delle improvvisazioni. Il quartetto si componeva nell’esecuzione del brano successivo e la Pandolfi ricamava le melodie di Habanera a cui la voce del sax di Cardito rispondeva sulle note di My Favourite thing di “coltraniane” reminiscenze. Molto bella la parte finale col piano in delicata dissolvenza a cui si contrapponeva la sezione ritmica incalzante e grintosa in un ossimoro di suoni emozionante che si concludeva con un assolo di batteria brillante.

 
 

 

La musica è scorsa fluida: Seguinilla, trasformato in un blues, L’aria di Don Josè, La danza delle castagnette sfociato nel noto standard Saint Thomas di Sonny Rollins. In un interplay collaudato e vincente i musicisti hanno dato vita ad un interessante scambio di suoni dai ritmi diversificati incalzanti, vivaci, soft. Le creative variazioni sui temi noti si presentavano spumeggianti e ricche di colori e immagini musicali evocative e suggestive. Gli echeggiamenti caldi ed esuberanti spagnoli flirtavano col miglior jazz. Il sax con una voce seducente e sinuosa si univa al piano in un gioco di armonica tessitura di suoni, mentre la virtuosa sezione ritmica incorniciava le melodie.

 

A gran richiesta non poteva mancare il bis, Toreador, durante il quale quartetto si è espresso con virtuose improvvisazioni di ciascun musicista. Si concludeva così un concerto molto bello e interessante con la speranza di repliche e di un prosieguo su questa formula e la realizzazione di un progetto discografico e un tour, perché la musica è sconfinata e parla un linguaggio universale che supera la suddivisione in generi. Quando è bella e tocca le corde non solo di chi suona ma soprattutto di chi ascolta, vuol dire che innalza e sospende il tempo trasportando in una dimensione onirica piacevole e ricca di sensazioni, quello che è successo durante il concerto.

 

DANIELA VELLANI

La Voce del Nisseno online