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REGGIO CALABRIA, ALLA BIBLIOTECA COMUNALE “PER LE STRADE E ALTRO” DI DANIELA FERRARO

REGGIO CALABRIA, ALLA BIBLIOTECA COMUNALE “PER LE STRADE E ALTRO” DI DANIELA FERRARO

nov 17 2019

di MICHELE BRUCCHERI – LA PRESENTAZIONE. Appuntamento per domani pomeriggio. All’incontro, oltre all’autrice calabrese, ci saranno Paola Radici Colace e Vincenzo Tavernese 

 
 

Si presenta domani pomeriggio, alle ore 16.45, presso la biblioteca comunale “P. De Nava” di Reggio Calabria, il volume di poesie “Per le strade e altro” di Daniela Ferraro. Un evento culturale di notevole pregio. Ovviamente sarà presente l’autrice. Ad introdurre il meeting una doppia presenza prestigiosa: la professoressa Paola Radici Colace (Ordinario di Filologia classica all’Università di Messina) e la relazione a cura del dottor Vincenzo Tavernese (filosofo).

“Per le strade e altro”, di cui La Voce del Nisseno (versione online) ne parlò a suo tempo intervistando diffusamente Daniela Ferraro, arrivò dopo i successi editoriali di “Icaro”, “Cerchi concentrici” e “Piume di cobalto”. La brava autrice calabrese, di Locri, è laureata in Lettere classiche ed è una docente di materie letterarie che ama notevolmente la poesia e la scrittura. Nel corso degli anni, ha vinto diversi premi e ha ottenuto vari riconoscimenti. Il libro comprende 43 componimenti.

La prefazione è firmata da Luciano Domenighini (poeta, critico letterario e traduttore), mentre la postfazione è di Tavernese (saggista e critico letterario). “C’è anche una preziosa disamina esegetica sul mondo poetico di Daniela Ferraro a firma di Lucia Bonanni, poetessa, scrittrice e critico letterario”, scrissi all’inizio dell’anno, introducendo l’intervista all’autrice calabrese pubblicata sul nostro sito.

Riportiamo la parte iniziale della postfazione: “Se nelle poesie di Per le strade e altro la voce di Daniela Ferraro non perde nulla del proprio tono, inconfondibile, il canto assume una nuova inflessione - scrive Tavernese -. Si rivolge al mondo dell’umanità vista ancor più chiaramente nella propria frustrata quotidianità, fatta non solo di routine, come oggi si usa dire, ma di vere tragedie che si svolgono nell’indifferenza indotta dall’anonimato delle nostre città e dal ribollire delle nostre fonti d’informazione che, prima che si possa prendere atto fino in fondo di un fatto qualunque, l’hanno già accantonato”.

MICHELE BRUCCHERI

La Voce del Nisseno online