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ROMA, A PALAZZO BONAPARTE LA MOSTRA “IMPRESSIONISTI SEGRETI”

ROMA, A PALAZZO BONAPARTE LA MOSTRA “IMPRESSIONISTI SEGRETI”

ott 05 2019

di SILVANA LAZZARINO – L’ESPOSIZIONE. Apre domani al pubblico. È patrocinata dall’Ambasciata di Francia in Italia e dalla Regione Lazio. Il visitatore potrà ammirare oltre 50 opere  

 
 

Il paesaggio, la natura nei suoi diversi volti, avvolta dal flusso continuo e in divenire di una luce che scandisce le ore del giorno dall’alba al tramonto, dal pomeriggio alla sera, risuona di una nuova percezione emotiva e visiva grazie allo sguardo attento e partecipe di artisti che hanno saputo creare proprio attraverso il segno della luce capolavori unici per stile e contenuto densi di poesia e respiro vitale. Gli impressionisti hanno saputo cogliere quei linguaggi intensi e misteriosi che la natura invia attraverso una pittura fondata sull’immediatezza e sull’effetto cangiante della luce, ma non solo, hanno saputo immortalare con realismo e lirismo contesti legati al quotidiano tra pubblico e privato.

Palazzo Bonaparte, tra gli edifici più belli della Capitale, fondato nel 1677 affacciato su Piazza Venezia, acquistato da Generali Italia e ristrutturato tra il 2017 e il 2018 conservando la bellezza di pavimenti veneziani, stucchi, affreschi settecenteschi, e decorazioni di pregio, si avvia ad accogliere grazie anche al progetto Valore Cultura di Generali in collaborazione con Gruppo Arthemisia leader a livello nazionale ed internazionale nell’organizzazione di mostre di ampio respiro, la più importante mostra dedicata agli Impressionisti che apre domani al pubblico. Sarà questo appuntamento tanto atteso a dare il via al programma di esposizioni entro questi spazi di grande suggestione.

Patrocinata dall’Ambasciata di Francia in Italia e dalla Regione Lazio, curata da Claire Durand-Ruel e Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi, l’esposizione “IMPRESSIONISTI SEGRETI” è allestita al primo piano nelle meravigliose sale del piano nobile dove visse Maria Letizia Ramolin madre di Napoleone Bonaparte. Un appuntamento con la grande arte che si presenta unico in assoluto, grazie ai prestiti di opere riferite ai protagonisti di questa corrente, mai esposte in precedenza provenienti da prestigiose e inaccessibili collezioni private.

Da Monet a Renoir, da Van Gogh a Bonnard, da Caillebotte a Morisot, da Eva Gonzalès a Gauguin, da Signac a Cézanne, da Pissarro a Cross, e altri, il visitatore ammirando oltre 50 opere, è proiettato entro spazi aperti, densi di suggestioni dove protagoniste sono le atmosfere naturali colte nei loro riflessi di colori e trasparenze, ma anche ambienti di interni legati alla vita quotidiana e sociale restituiti con realismo e una vena malinconica, unite talora ad una sottile ironia.

Con sguardo attento e introspettivo questi artisti colgono i vari aspetti della realtà umana e sociale, le armonie e i cambiamenti di spazi naturali tra colline, vallate, marine, per indagare il flusso continuo della vita. I loro occhi sono aperti sul mondo per fissare quel gesto e sguardo legato ad un ritratto, o anche quell’attimo e istante dove la luce scandisce e sfuma un particolare del paesaggio con cui restituisce un’emozione sempre nuova. Luce che scorre e riflette toccando il tempo nel suo divenire così da recuperare i diversi volti ora sereni e tranquilli, ora intensi e dinamici della natura. L’artista che per primo viene in mente non può che essere Monet che cerca di catturare gli istanti della vita, inseguendo il tempo che fugge. Per ricreare la più sottile variazione di luce su un oggetto durante le fasi della giornata, l’artista a partire dal 1888 inizia a riprodurre i suoi soggetti in serie immortalandoli in tutte le ore del giorno, in tutte le stagioni e nelle più svariate condizioni meteorologiche. In questo senso vanno lette le serie dei covoni, della cattedrale di Rouen e delle ninfee. Dal 1890 i toni si fanno sempre più tenui sfumando in tinte pastello e la materia si va frantumando quasi a scomparire.

SILVANA LAZZARINO

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