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A MARSALA LA MOSTRA DEDICATA A PAOLO GUBINELLI OPERE SU CARTA

A MARSALA LA MOSTRA DEDICATA A PAOLO GUBINELLI OPERE SU CARTA "TRASPARENZE"

giu 05 2019

di SILVANA LAZZARINO – L’ESPOSIZIONE. Un grande artista di richiamo internazionale. Dal 13 giugno e sino a fine mese, presso il Convento del Carmine. I particolari su La Voce del Nisseno 

 
 

Le infinite aspirazioni dell’uomo nel suo attendere e sperare, nel suo proiettarsi nella ricerca di risposte al senso profondo di questa esistenza dove tutto trascorre e si ripete passando dal giorno alla notte, dalla veglia al sonno, si riscoprono nell’opera del Maestro Paolo Gubinelli, lasciandosi catturare dall’atmosfera avvolgente del segno nel suo continuo divenire a cogliere la sfera emozionale oltre l’orizzonte sensibile.

I segni con cui egli dà vita a ritmi di geometrie e forme in costante cambiamento, lasciando tracce su carta, cartoncino e trasparente, risuonano come melodie nel pensiero a ripercorrere la magia di un tempo finito e infinito tra visibile e invisibile verso quel confine dove ci si ricongiunge con l’inizio del proprio tempo. Le opere del Maestro Paolo Gubinelli donano ogni volta l’armonia della vita nel ritrovare se stessi, il proprio punto iniziale dove complessità e semplicità si incontrano, e dove ripartire con quella capacità di accogliere anche ogni aspetto più semplice della stessa esistenza portatore di nuova bellezza. La bellezza del segno rigoroso, ma anche sinuoso e sfuggente unitamente all’armonia del tracciato continuo e interrotto che si lascia attraversare da tenui sfumature di colore, restituiscono la magia del sogno possibile quale evasione dalle ombre della sera.

Da non perdere la mostra dedicata a questo grande artista di richiamo internazionale, che si inaugura a Marsala (Trapani) giovedì 13 giugno 2019 alle ore 18 presso la Sala espositiva Cavarretta all'interno del Convento del Carmine sede dell'Ente Mostra di Pittura.

L’esposizione PAOLO GUBINELLI OPERE SU CARTA “TRASPARENZE” con testo critico del curatore Prof. Francesco Gallo Mazzeo, attraverso lavori su carta dove è dato risalto al segno e al colore ad esplorare il visibile dietro l’invisibile giocando sulle trasparenze di luce in espansione e rifrazione, indaga il percorso emotivo dell’uomo nel percepire quel senso di smarrimento nell’avvertire la propria finitezza innanzi all’infinito della Natura che apre alla rinascita. 

 
 

Nato in provincia di Macerata (Matelica 1946) inizialmente attratto dalla musica, Paolo Gubinelli, ben presto si interessa all’arte di cui apprende tecniche e segreti grazie ad incontri con grandi maestri tra cui Bruno Munari, Enrico Castellani, Mario Nigro e poi Alberto Burri, Giuseppe Uncini, Enrico Castellani e Piero Dorazio, compreso Lucio Fontana dal quale apprende come determinante sia il concetto dello spazio che resterà fondante nella sua ricerca.

Aperta alle varie sperimentazioni l’arte di Gubinelli dopo diverse esperienze pittoriche su tela e altri materiali con l’uso di tecniche non tradizionali, si accosta alla carta inizialmente lavorando il cartoncino bianco morbido al tatto particolarmente ricettivo alla luce, poi utilizzando la carta trasparente, entrambi incisi in modo più e meno intenso secondo strutture geometriche sensibili al gioco della luce. La carta infatti attraverso incisioni, tagli, piegature e acquerelli, gli ha permesso di raccontare aspetti dell’esistenza che spesso sfuggono in una società frenetica e sempre in corsa contro il tempo come quella attuale.

Le geometrie accennate e in divenire aprono al cambiamento, alle possibilità della vita nel suo mostrarsi nella sua unicità che è complessità. Se in una prima fase Paolo Gubinelli ha utilizzato il cartoncino bianco morbido al tatto particolarmente sensibile alla luce nel suo scandire il tratto delle incisioni, successivamente predilige la carta trasparente sempre incisa e piegata; o fogli, che vengono disposti nell’ambiente in progressione ritmico-dinamica, su cui le lievissime incisioni ai limiti della percezione diventano i segni di una poesia non verbale.

Il segno geometrico, nelle sue ultime produzioni, da rigoroso e costruttivo ha acquistato sempre più maggior libertà attraverso l’uso di pastelli colorati e incisioni appena avvertibili a scandire l’imprevedibile moto della coscienza entro un’interpretazione tutta lirico musicale.

A proposito di Trasparenze così scrive il critico e storico dell’arte Francesco Gallo Mazzeo: “Una impalpabile geometria, quella di Paolo Gubinelli, giocato sul filo, sul segno, sul tratto cromatico, con una possibilità di variazioni che è un continuo traslato di enigmi e di ricerche, che la dice lunga sulla supremazia della vista nella instaurazione dell’identità e morfosi genetica dell’uno nell’altro di ogni uno in ogni altro, in complemento con la sonorità che raccorda tutto anche quando è silenzio, di una energicità che trasforma le nozze del caso e della necessità nella nostra grande avventura, per vedere, toccare, annusare, sentire, sognare, inventare (che è il lato umano del creare) facendo vedere le connessioni che possono sorgere e tramontare in una specularità tra la bellezza che è misura, ordine, simmetria e il sublime che è perdita del confine, potenza del caos, imprevedibilità, sbalordimento”.

Nei ritmi delle Trasparenze dove il gioco di riflessi restituiti dalle sfumature di colore apre alle percezioni di sentieri indefiniti, lo sguardo si lascia catturare dalla luminosità che appartiene all’energia di cui è fatto l’universo con il suo mistero di unità e molteplicità, armonia e disordine. La bellezza, l’eleganza del segno si confonde con l’impalpabilità del colore libero e indefinito nel suo stendersi sulla superficie quasi a volerla oltrepassare nell’abbracciare il mistero e l’imprevisto della vita.

La sequenza dei solchi, dei segni creati da Paolo Gubinelli è in linea con l'energia dell’esistenza presente nel movimento delle onde del mare e dell'acqua di fiume che scorre, nel contatto con la terra e con la leggerezza dell’aria, quest’ultima restituita dalle “trasparenze” che riflettono la luce. In questa sinergia di movimento e tensione verso l’oltre nella continuità della vita si avverte un profondo lirismo nella sua opera che accarezza il pensiero, lo culla proiettandolo nei labirinti più segreti dove abita il ricordo sbiadito di quel che si è stati un tempo, quando bastava alzare lo sguardo all’orizzonte per sentire l’abbraccio dell’infinito in quella impercettibile linea dove cielo e mare si toccano fino a confondersi.  

Come ha scritto Giorgio Cortenova: “Poesia del dipingere, si direbbe. In ogni caso una poesia distillata tra i microspazi dei pigmenti, tra le pieghe segrete dell’anima. Per Gubinelli, infatti, la pittura non è un’astrazione dalla realtà, ma è la realtà stessa il prodotto di un sogno: il ‘sogno’, appunto, della pittura. Si può ancora, insomma, sognare il mondo, sempreché il linguaggio ne garantisca l’autenticità. Altrimenti, che mondo sarebbe?”.

Le sue opere sono esposte in permanenza nei maggiori musei in Italia e all’estero. Tra le esposizioni va menzionata: la 54 Biennale di Venezia Padiglione Italia presso L’Arsenale invitato da Vittorio Sgarbi e scelto da Tonino Guerra, con l’installazione di n. 28 carte cm. 102x72 accompagnate da un manoscritto inedito di Tonino Guerra.

SILVANA LAZZARINO

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