INCONTRI

 
     
“A CHE PUNTO È L’ITALIA NELL’ATTUAZIONE DELLE POLITICHE AMBIENTALI NEL CONTESTO EUROPEO”

“A CHE PUNTO È L’ITALIA NELL’ATTUAZIONE DELLE POLITICHE AMBIENTALI NEL CONTESTO EUROPEO”

mag 14 2019

Redazione Online – LA MANIFESTAZIONE. Ciak Si Scienza, a Roma, ha intervistato il ministro Costa: “Economia e tutela dell’ambiente viaggiano insieme”. Il commento della professoressa Faraco 

 
 

“A che punto è l’Italia nell’attuazione delle politiche ambientali nel contesto Europeo”. È stato il tema che CIAK SI SCIENZA, il canale green dell’università degli studi di Napoli Federico II, ha affrontato con un gruppo di studenti dell’ateneo federiciano nel corso delle ultime settimane, in vista della Festa dell’Europa e dell’“European Green Week” che si sta svolgendo in questi giorni.

In particolare, Vincenza Faraco, docente di chimica e biotecnologia delle fermentazioni dell’ateneo federiciano e presidente dell’associazione no profit CIAK SI SCIENZA, ha diretto questa attività di informazione a un gruppo di studenti della Federico II, in linea con la mission del canale green di informazione e sensibilizzazione ambientale principalmente rivolta ai giovani, essendo il loro ruolo come professionisti di domani cruciale per cambiare direzione in un momento come questo in cui gli effetti dei cambiamenti climatici sul capitale naturale stanno diventando così evidenti.

Questa attività di informazione, principalmente basata sull‘approfondimento del rapporto de “Il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali 2019”, realizzato dalla Commissione Europea per l’Italia, ha messo in luce una serie di criticità e problematiche per il nostro paese nel raggiungere gli obiettivi comunitari in tema di ambiente, e alcune di queste sono state portate all’attenzione del ministro dell’ambiente Sergio Costa nel corso di un’intervista realizzata da CIAK SI SCIENZA in occasione del “Villaggio per l’educazione ambientale”, venerdì scorso in Piazza del Campidoglio a Roma.

Gli studenti sono stati coinvolti attivamente nell’approfondimento delle tematiche ambientali affrontate e nella raccolta di opinioni e riflessioni realizzata sia prima che durante il “Villaggio per l’educazione ambientale”, attraverso l’iniziativa “Students take action!” realizzata da CIAK SI SCIENZA nell’ambito di #StudentTakeover di Connect4Climate, il gruppo della Banca Mondiale che si occupa di comunicare a livello internazionale i rischi connessi ai cambiamenti climatici.

Gli studenti del gruppo CIAK SI SCIENZA muniti di striscione hanno lanciato il loro messaggio di sollecitazione di un’urgente mobilitazione contro gli effetti dei cambiamenti climatici in adesione al #Fridayforfuture, anche impresso sul proprio viso su cui hanno dipinto di verde il simbolo delle 3R (Ridurre, Riutilizzare e Riciclare) come approccio chiave per la risoluzione dei problemi ambientali e si sono uniti agli studenti e alle altre associazioni attivamente impegnate nell’educazione ambientale presenti in Piazza del Campidoglio. 

 
 

Momento cruciale della bellissima mattinata che ha visto la piazza invasa dall’entusiasmo e l’allegria di tantissimi ragazzi e bambini di diverse scuole italiane coinvolte in progetti di educazione ambientale presentati in occasione dell’evento sono state le interviste rivolte al ministro Sergio Costa.

Visto il ruolo centrale dell’economia circolare nella transizione indispensabile al raggiungimento dell’obiettivo di decarbonizzazione previsto dal piano di azione 2050, il confronto con il ministro Costa si è in particolare focalizzato sull’attuazione di questo indispensabile paradigma economico purtroppo ancora in bilico in Italia a causa della mancanza di una regolamentazione e di risorse finanziarie al passo con le necessità delle aziende e del mondo dell’innovazione.

Come ha osservato la professoressa Faraco, “la situazione più critica riguarda le Piccole e Medie Imprese, colonna portante dell’economia italiana: solo il 16 % delle PMI offre prodotti o servizi verdi, rispetto al 25% registrato in media in UE. Le piccole aziende, che possiedono meno risorse e capitale, soffrono maggiormente le difficoltà legate agli alti costi dell’importazione delle materie prime rinnovabili che rappresenta una problematica strutturale del nostro Paese per l’esiguità di risorse rinnovabili locali e che richiede maggiore produttività e sviluppo di innovatività dei processi produttivi. Questo risulta ulteriormente sfavorito dai bassi tassi di ecoinnovazione che vedono il nostro paese al nono posto nel 2018 rispetto alla classifica dell’UE-28 addirittura con un peggioramento di due punti rispetto al 2017”.

Alla luce di questa critica situazione, e alla richiesta di delucidazioni in merito alla programmazione di misure specifiche per aiutare lo sviluppo delle PMI green in Italia, il ministro ha fatto sapere che nella legge di stabilità 2019, si è posta l’attenzione sull'innovazione nel settore del packaging, con incentivi per il biodegradabile, cioè favorire le imprese che vi investono fornendo un credito d'imposta del 36%. Il ministro ha evidenziato che “l'elemento cardine è, quindi, rendere conveniente la tutela dell'ambiente dal punto di vista economico e non soltanto dal punto di vista culturale. Economia e tutela dell'ambiente viaggiano insiemeIn parallelo, entro il 30 giugno, ci sarà una riorganizzazione del Ministero che prevede una direzione generale specificamente dedicata all'economia circolare, ed è la prima volta nella storia della Repubblica".

“Accanto al tema degli incentivi, si pone poi in maniera prioritaria quello delle regolamentazioni, essendo i decreti ‘end of waste’ oggetto di un lavoro che sta avvenendo a ritmi troppo lenti rispetto alle tempistiche richieste mettendo in difficoltà molte aziende. Un caso tra tutti è quello dei prodotti da pannolini usati, un caso esemplare di economia circolare frutto del lavoro di una partnership internazionale che ha coinvolto tre aziende italiane con investimenti sostanziali ma che ha visto poi le aziende costrette a dover realizzare l’installazione dell’impianto industriale in Olanda anziché in Italia per la mancanza dell’end of waste nel nostro Paese. Il lavoro per la definizione del regolamento si è poi svolto ma intanto l’Italia ne ha perso in termini di fatturato e di occupazione. Inoltre, tanti altri settori possono esserne danneggiati, visto che mancano ancora ‘end of waste’ per la trasformazione di alcuni rifiuti ad esempio le plastiche miste.”  È quanto ha commentato Vincenza Faraco, chiedendo poi al ministro se e quali tempi certi si possono dare in questo ambito.

“Per ‘l'end of waste’ mi sono speso molto per una legge di semplificazione ma manca ancora la sintesi parlamentare. Ma per non fermarci, ho costituito una commissione tra mondo dell'imprenditoria e mondo della pubblica amministrazione, così da sburocratizzare l'intero sistema. Per quanto riguarda il caso dei pannolini, potranno tornare in Italia perché firmerò il decreto. In questo modo, gli imprenditori potranno aprire nuove sedi in tutto il mondo con una tecnologia tutta italiana, che toglierà 450 mila tonnellate su base annua di pannolini al territorio nazionale. Sempre in attesa della norma, abbiamo altri dieci ‘end of waste’ da finalizzare, che complessivamente ridurranno i rifiuti prodotti di un terzo, raggiungendo i 54 milioni di tonnellate". È quanto ha dichiarato il ministro Costa.

 

La Voce del Nisseno online