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ROMA, SABATO SI PRESENTA “BOATI DAL PROFONDO” DI PASQUALINO CINNIRELLA CHE RICORDA LA SUA SICILIA

ROMA, SABATO SI PRESENTA “BOATI DAL PROFONDO” DI PASQUALINO CINNIRELLA CHE RICORDA LA SUA SICILIA

mag 08 2019

di SILVANA LAZZARINO – LA PRESENTAZIONE. Nella raccolta poetica dell’autore nativo di Caltagirone, la bellezza della sua terra. Tra nostalgia e ricordi. Con la musicalità dei suo versi

Introspettivo nel riflettere sul vissuto legato alle atmosfere della sua famiglia dedita alla vita contadina e alla natura custode di verità e bellezza, ma anche attento nel cogliere aspetti propri del comportamento sociale, Pasqualino Cinnirella con la raccolta poetica “Boati dal profondo” pubblicata nel 2018 edita da The Writer, restituisce il respiro profondo delle emozioni ancorate ai ricordi di un passato mai dimenticato che conserva i profumi e i colori della Sicilia terra dove è nato.

 
 

Sono i ricordi che lo riportano ai momenti vissuti con suo padre, all’amore per la terra e la vita campestre, alla noia e al sacrifico del lavoro, fissati nei versi con tono leggero e altisonante. Grande successo lo scorso 15 marzo a Caltagirone sua città natale, per questa raccolta poetica presentata presso la sala “Silvio Milazzo” del municipio alla presenza del sindaco Gino Ioppolo, di Maria Malignaggi, Domenico Seminario e di Costanza Grifeo. Ad attendere Pasqualino Cinnirella, poeta affermato e di successo con all’attivo importanti pubblicazioni e numerosi premi e riconoscimenti, è Roma dove il suo libro sarà presentato sabato alle ore 18 presso la Libreria Caffè Letterario Hora Felix in Via Reggio Emilia, 89 nell’ambito della Rassegna Letteraria Iplac.

L’incontro moderato da Maria Rizzi, Presidente Iplac e scrittrice di gialli di grande successo, vede quale relatore Franco Campegiani, famoso poeta, saggista, critico letterario e d’arte di livello internazionale, mentre le letture sono affidate a Massimo Chiacchiararelli e l’intervista a Federica Sciandivasci.

Ripercorrendo i versi avvolgenti di Pasqualino Cinnirella emerge una visione della famiglia diversa da quanto si vede oggi e allo stesso tempo un differente modo di accostarsi alla natura e agli altri. La famiglia di una volta era punto di riferimento con in prima linea la figura paterna esempio da seguire: Cinnirella rimanda a questa realtà nei versi dove ad esempio parla di suo padre dedito al lavoro dei campi svolto con fatica e impegno. La terra deve essere amata e rispettata poiché essa offre doni da custodire e preservare.

La rappresentazione della coltivazione dei campi è presente in diverse liriche dove le piante sembrano trovare nuova vita nel loro nascere, crescere e spegnersi nella ciclicità dell’esistenza. Bellezza e mistero si respirano nella natura campestre e nel duro lavoro dei campi, sottolineato quest’ultimo dalla stanchezza del padre disposto al sacrificio. Risuona il disappunto per una realtà, quella di oggi, in cui prevale la noia, l’incertezza, realtà distante e per certi aspetti alienante, lontana da un passato dove erano sentiti i valori di rispetto, dedizione e sacrificio. Si avverte dalle liriche “un canto pieno di tristezza per l'aridità di un mondo che sta smarrendo perentoriamente la diritta via, tradimento di cui si sente coinvolto in primis lo stesso autore”.

Attraverso la musicalità dei versi viene data voce ad emozioni vive nel ricordo di radici contadine trascorse e all’amore per una terra sacra, da rispettare. Cinnirella regala ai lettori una scrittura essenziale e ritmica, per usare le parole del professor Nazario Pardini: ”un dire semplice, privo di tutto quell'armamentario retorico che caratterizza gran parte della poesia contemporanea”.

Affiora un pensiero per l’uomo che nella vita si trova ad affrontare diverse prove. All’individuo nel suo percorso tra gioie e dolori, verità e inganni, sospeso tra il bene e il male, giunto nella sua piena maturità, la vita risuona con sfumature diverse in cui recuperare il significato autentico di ogni gesto e parola, ritrovando la bellezza dello stupirsi e meravigliarsi, proprio come accade al fanciullo libero da sovrastrutture nel cogliere l’essenza delle cose più semplici.

SILVANA LAZZARINO

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