INCONTRI

 
     

La Voce del Nisseno online

 
     
ECCO LA REAL MAESTRANZA DI SERRADIFALCO CON LA SUA “ANNACATA”

ECCO LA REAL MAESTRANZA DI SERRADIFALCO CON LA SUA “ANNACATA”

mar 27 2019

di MICHELE BRUCCHERI – VENERDÌ SANTO. Quest’anno nozze d’argento per le donne che dal 1994 partecipano al lungo corteo che rappresenta una vera peculiarità del nostro paese 

 
 Una parte della Real Maestranza di Serradifalco

Tipica e peculiare di Serradifalco è la tradizionale «annacata» degli artigiani e soci del Circolo San Giuseppe. Ovvero «Lu Viaggiu di li Mastri». Un evento che il paese vive il Venerdì Santo, per tutta la mattinata. La Real Maestranza è veramente uno spettacolo unico, bello, imponente e suggestivo. Sistemati per tre in una lunga fila, accompagnati dalle marce funebri suonate dalla banda musicale (Cav. Angelo Licalsi o Maestro Cataldo Lalumia), percorrono le vie del paese. Con passo lento e costante, ordinati e impeccabili. Visitano gli altari delle varie chiese cittadine, pregano dinanzi al Santissimo custodito nel tabernacolo. La visita ai sepolcri avviene già a partire dal pomeriggio del giovedì da parte dei cristiani del paese, ma anche provenienti da fuori.

Ad aprire il corteo (si parte dalla chiesa San Giuseppe) è lo scudo con lo stemma di Sua Maestà Ferdinando IV di Borbone. Ci sono due scuole di pensiero. La prima racconta della visita a Serradifalco e dell'attribuzione del titolo di Reale alla Maestranza, nonché il nome di San Giuseppe per ribadire che il Circolo Artigiani è protetto dal Patriarca. Immediatamente dopo lo scudo, c'è la bandiera, nera e arrotolata, che rappresenta il lutto.

Il Circolo Artigiani San Giuseppe nasce l'11 giugno 1882, nel senso che istituisce la sua sede sociale. Le Maestranze e la confraternita omonima esisteva da alcuni anni, secondo la nostra paziente ricerca già dal 1750. Serradifalco, pur essendo un paese antiborbonico, improvvisamente aggiunge il titolo di Reale alla Maestranza. Ad oggi, comunque, non disponiamo di nessun documento che certifichi l'attribuzione. Ma evidentemente non è questa la sede per approfondire. Il compianto storico Salvatore Galletti, giustamente, scrisse, a tal proposito: “Le tradizioni si coltivano se sono sostenute dai documenti della storia”. 

 
 La banda musicale "Maestro Cataldo Lalumia"

L'associazione San Giuseppe forma il Circolo Artigiani. All'interno convivono due amministrazioni (una è composta dal Capitano della Real Maestranza, da due assistenti e quattro consiglieri; l'altra è formata dal Presidente, dal vice Presidente, dal segretario, un cassiere e quattro consiglieri). Durante la famosa «annacata» della Real Maestranza, sia il capitano (attualmente è Ferdinando Castania) sia il presidente (da circa venti anni è Maurizio Venti) hanno ai loro fianchi i componenti del Consiglio d'Amministrazione. Ciascuno indossa una fascia di colore differente. Sostanzialmente simboleggia il ruolo svolto in seno al sodalizio. Dietro poi al Consiglio, ci sono i soci, i quali indossano la fascia gialla.

Nel 1994, il capitano pro tempore Salvatore Petix – lungimirante e innovativo assieme al Consiglio d'Amministrazione in carica – decise di ammettere una dozzina di donne. Anche l'universo femminile, con artigiane locali, venne rappresentato. Sino agli inizi degli anni Novanta, dunque, la Real Maestranza era soltanto un privilegio degli uomini. Nozze d'argento, quindi, quest'anno. Venticinque anni di parità tra mondo maschile e femminile. Una «par condicio» che fa di Serradifalco uno dei pochi paesi con un'apertura concreta alle donne.

Il 26 marzo 1996, sul Giornale di Sicilia, scrivevo: “Anche quest'anno, a Serradifalco, le artigiane del paese parteciperanno al famoso 'viaggio' della Real Maestranza, sino a due anni fa 'esclusiva' dei soli maschi. Per decenni è stata in mano soprattutto ai minatori e agli operatori dell'edilizia: i primi ormai in estinzione, i secondi da anni in crisi. Dunque, per il Venerdì Santo - in mattinata - una dozzina di donne impegnate nel settore dell'artigianato saranno incolonnate, tre per fila, e sfileranno per le vie principali dell'abitato”. 

 
 La banda musicale "Cav. Angelo Licalsi" (foto del 1956)

Ed ancora, il mio articolo spiegava: “Con pervicace insistenza il capitano del Circolo ricreativo 'San Giuseppe', Salvatore Petix, coadiuvato dal presidente, Agostino Aquilina, ha voluto che le lavoratrici serradifalchesi, in nome della 'par condicio' avessero un posto nella tradizionale «annacata» della Real Maestranza che parte, come da copione, dalla Chiesa San Giuseppe”. Riporto ancora altri brani del mio pezzo perché raccontano quel periodo: “La novità, l'anno scorso, suscitò nei cittadini dapprima scetticismo e stupore, poi invece un ampio consenso. Ad accompagnare le maestranze locali, lungo le vie principali del paese, sarà il complesso bandistico… Saranno, ovviamente, sciorinate una gamma eterogenea di marce funebri. Con la presenza delle donne artigiane, si valorizza un aspetto della tradizione serradifalchese, che da anni vive una situazione di crisi”.

L'«annacata» dei Mastri è l'atteggiamento di mesto dolore che mostravano le donne attorno al feretro del parente defunto. Quindi è il lento dondolarsi, un oscillare costante degli uomini che compongono il corteo. Sfilano in ordine, in abito nero, in bombetta, con la tracolla distintiva dell'associazione. Rappresenta il pianto delle donne, in piena sostanza; del popolo intero per la morte del Signore. Un accompagnamento funebre, fatto di mestizia e di silenzio, un procedere lento (due passi avanti e uno indietro al ritmo cadenzato delle struggenti marce funebri suonate dalla banda musicale). Da più parti si concorda con il seguire mesto e funereo dei Negri d'America (spirituals e jazz).

Una presenza cospicua di persone segue il sodalizio delle arti e dei mestieri. C'è lo scudiero, il portabandiera, le donne portano al collo una fascia gialla con un'immagine circolare in basso. Il venerdì mattina, quindi, fanno visita ai sepolcri. Il lungo corteo si ferma nelle chiese e prega. Il parroco e rettore della chiesa San Giuseppe, don Diego Trupia, accompagna la compagine, come fa analogamente presso la chiesa Madre l'arciprete Giovanni Galante. Questo momento ha un significato profondo e nel corso degli anni è stato notevolmente perfezionato, migliorato vieppiù. Un encomio forte e convinto va senza ombra di smentita al gruppo affiatato che gestisce brillantemente questa antica e nobile tradizione. Va ulteriormente incoraggiata, valorizzata e tutelata per la sua preziosità.

MICHELE BRUCCHERI   

 
 Alcune donne della Real Maestranza di Serradifalco