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SERRADIFALCO, TAVOLA ROTONDA SU “ANZIANI IN SICUREZZA”

SERRADIFALCO, TAVOLA ROTONDA SU “ANZIANI IN SICUREZZA”

feb 10 2019

di MICHELE BRUCCHERI  – IL MEETING. Miraglia: volontariato è spirito di servizio. Padre Galante: ci vuole più attenzione del territorio. Surrenti: ci sarà più videosorveglianza. Alaimo: non ci arrenderemo  

 
 

Una tavola rotonda sul tema “Anziani in sicurezza” per creare un’occasione di riflessione. Nonostante qualche improvvisa defezione di alcuni relatori, l’incontro presso la Sala della Comunità della chiesa Madre di Serradifalco ha registrato elementi interessanti di discussione. Parlare di questa delicata tematica, non adeguatamente “attenzionata”, è stato un momento qualificante, ieri sera, alla vigilia della Festa dei Nonni che vive oggi anche la collettività serradifalchese.

Gli anziani sono persone deboli, ma vanno rispettati. Bisogna però stare attenti ai raggiri, alle truffe, agli inganni. Riferendosi agli episodi di dicembre (oratorio devastato, anziana ottantenne rapinata e pestata a casa), Paolo Miraglia dell’Auser ha commentato: “La violenza desta e suscita disapprovazione e sdegno, urta la nostra sensibilità cristiana ed umana. Gli anziani meritano rispetto. Bisogna dare loro una mano concreta”. Mani per gli anziani, dunque, come recita il sottotitolo del meeting. Sviluppare meglio i sentimenti di solidarietà. Bisogna andare incontro alle persone indifese, ancora, il ragionamento.

Ada e Auser sono due realtà che si occupano di solidarietà. Insieme, l’associazionismo e le altre istituzioni (Chiesa e Comune, ad esempio), si possono fare tante cose (“bisogna dare qualcosa”). L’arciprete Giovanni Galante, dapprima plaude all’iniziativa. Poi, spiegando che si tratta di un importante momento di sensibilizzazione, racconta dell’impegno parrocchiale. Soprattutto si sofferma sull’attività del Centro di Fraternità “Concetta Lovullo” che da ben 35 anni si dedica agli anziani. Elogia la sensibilità della mitica presidente Leonarda Iannello, ormai anche lei anziana. “Ci vuole una sensibilità verso questa realtà”, spiega il sacerdote. Encomia pure l’attività del gruppo di visitazione che si occupa degli ultimi, in parrocchia. “Si va verso chi soffre di malattia e di solitudine”, prosegue. E cita l’ex Presidente della Repubblica, Segni: la civiltà di una nazione, di una società, si misura dal rispetto per le persone più fragili.

 
 

Per padre Galante, bisogna inoltre coltivare il vicinato, aprire gli occhi, essere attenti. Ci vuole una migliore attenzione del territorio. Diversamente, il degrado sociale sfocia nella delinquenza. Enza Surrenti, assessore comunale alle Politiche sociali e alla Famiglia, analizza: oggi siamo presi dai ritmi frenetici e dimentichiamo il prossimo. Bisogna riprendere i contatti tra di noi, dice senza peli sulla lingua. E chiede: “Quali sono le criticità? Per capire cosa fare e farlo bene”. Questi incontri, infatti, sono importanti per capire e “cosa si può fare insieme”. Informa: verranno installate altre telecamere di videosorveglianza. Per migliorare la sicurezza. Emerge che molti anziani ormai vivono soli. Ma anche la voglia di stare vicini ai deboli, agli anziani. “Bisogna fare rete tra persone”, conclude.

Si registrano diversi interventi. Per migliorare i servizi e la sicurezza. Miraglia riprende la parola. Racconta l’attività dell’Auser che è intitolato a Giuseppe Difrancesco, primo storico presidente dell’organismo morto prematuramente anni addietro. Si lavora nell’ambito del volontariato. Oggi è presidente Santo Cavalli. L’Auser ha chiesto al Comune dei locali e i nomi delle persone che hanno bisogno. Su quest’ultimo aspetto, per ragioni di privacy, non è stato possibile ottenere un elenco. Dunque, diventa difficile captare le varie esigenze di bisogno. Denuncia che vi sono pochi volontari, ci vuole un ricambio generazionale. “Il volontariato – afferma – deve essere personale e comporta spirito di sacrificio, spirito di servizio”.

 
 

C’è un serrato confronto sul centro polivalente di servizi di via Kennedy. Potrebbe essere una struttura meglio utilizzata, ma la burocrazia frena. Attualmente è un sito inutilizzato (“entro l’anno funzionerà”, annuncia l’assessore Surrenti). C’è un accenno, infine, al palazzetto dello sport (è in sequestro giudiziario) e all’asilo nido (prossimamente in concessione ad un privato). Maria Cristina Alaimo, presidente provinciale dell’Ada, illustra l’impegno della sua associazione che opera nel sociale, in ambito burocratico ed assistenziale. Dà una serie di servizi in favore della persona, degli anziani.

Ripercorre la preoccupazione montante a dicembre, allorché venne devastato l’oratorio e picchiata, nonché rapinata, una donna anziana. “Situazioni incresciose”, sottolinea. Perché hanno colpito l’universo dei ragazzi e degli anziani, “due cellule importanti”. Ed ancora: “Dobbiamo capire cosa fare. Ci riunimmo subito - ricorda -, ci vuole una migliore sicurezza”, denuncia. All’assemblea fornisce una notizia: la lettera che scrisse l’Ada al prefetto di Caltanissetta, non ha ancora ricevuto, ad oggi, una risposta. Per lei, mancano gli sportelli informativi per dare utili consigli agli anziani. Evidenzia l’importanza del servizio di telesoccorso, in passato un fiore all’occhiello, poi purtroppo e ingiustamente boicottato. “Bisogna vincere la burocrazia - tuona -. Non ci arrenderemo. Serradifalco ha tanto bisogno e con l’aiuto di tutti, si può migliorare”.

MICHELE BRUCCHERI          

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