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“UN VIAGGIO”, IL LIBRO DI GIOVANNA VITAGLIANO DALL’INTRECCIO INTRIGANTE

“UN VIAGGIO”, IL LIBRO DI GIOVANNA VITAGLIANO DALL’INTRECCIO INTRIGANTE

feb 06 2019

di DANIELA VELLANI – LO SCAFFALE. Il volume è stato pubblicato di recente. La scrittrice e ricercatrice, effettua una misteriosa ed enigmatica esplorazione. Molti gli argomenti trattati 

 
 

 

“…Si concentrò sul blu intenso che avvolgeva la notte in un manto di pace. A lungo continuò a scrutare quell’immensità pulsante di bagliori, come a cercare una stella di cui lei sola conosceva l’esistenza”. La suggestiva citazione è l’emblema di una ricerca, di un percorso verso la verità e la conoscenza che confluiscono in “Un viaggio”, il libro uscito recentemente (Edizioni Segno, 184 pagine, euro 14) di Giovanna Vitagliano, scrittrice e ricercatrice impegnata ad approfondire e a divulgare le tematiche basilari delle religioni, e che ha collaborato per diversi anni con Padre Vincenzo M. Romano (1933-2017) come curatrice dei suoi saggi di teologia.

 

L’autrice, attraverso la narrazione dall’intreccio intrigante e affascinante, effettua una misteriosa ed enigmatica esplorazione negli aspetti più profondi della mente e dell’anima umana e tratta tematiche complesse che fin dall’antichità sono state oggetto di riflessione e studi filosofici.  

Protagonista è una giovane giornalista prematuramente scomparsa, Sara, che si muove attraverso il ricordo di Bruno, che ne ricostruisce il suo percorso spirituale grazie a tre voluminose agende sulle quali la ragazza ha appuntato riflessioni e momenti vissuti durante un incredibile “viaggio” sull’Orient Express. Il percorso di tanto in tanto s’interrompe con l’apertura di scenari diversi e onirici in cui si va a trovare la protagonista.

 

Non è sola in questa avventura. Intorno a lei, tra visioni, meditazioni e apparizioni, in una dimensione affascinante e a tratti surreale, gravitano Margot, Pietro, Paul, Lorenzo, significativi personaggi, con cui intavola conversazioni di grande spessore e intensità con quesiti esistenziali che vanno al di là delle apparenze ed entrano nel cuore dell’anima alla ricerca di risposte e verità. L’incontro con loro è la metafora dell’esistenza.

 

Il fil rouge è costituito dalla religione nella sua essenza, quella che accomuna tutte le Confessioni, intimamente vissuta e pregnante di misticismo, non legata ai precetti costruiti attraverso l’intermediazione interpretativa, come viene intesa dal Sufismo su cui l’autrice focalizza spesso la sua attenzione. E’ così che Cristianesimo, Islamismo, Brahmanesimo, Sciamanesimo, Taoismo nelle loro differenze diventano un reciproco scambio di doni e si collegano alla fisica moderna e quantistica: “Non esiste la materia inerte, ma solo una continua danza di energia… elettroni, fotoni, quark, gluoni, fluttuano e vibrano incessantemente tra l’esistere e il non esistere”.  

 

Gli argomenti affrontati sono molteplici. La narrazione diventa occasione per discorrere su una moltitudine di argomenti: “buchi neri”, vuoto e la materia, concetto di bellezza, pregiudizi, sant’Agostino, San Francesco, Lutero, miracoli, magia, ipnosi, sui sacramenti, terrorismo islamico, guerre di religione, condizione della donna, eresie, mistero della Trinità, origini politico-storiche della gerarchizzazione della Chiesa, male, dolore, etimologia di parole chiave, figura del Maestro e dei profeti, simbolo della Croce, rinascita e la relazione tra morti e vivi.

 

Non mancano colpi di scena ed emozionante è l’incontro, nella parte finale della storia, con Yeoshua, che scopre trattarsi di Gesù. Così come l’uscita-rinascita della ragazza dal “tunnel”, il “Viaggio”, in cui era finita e in cui si era trovata in quella dimensione di spazio e tempo definita “cronopoto” che si rivela come la chiave di lettura dell’affascinante narrazione. Di tanto in tanto eloquenti racconti sufi e cinesi colorano la conversazione tra i protagonisti e la narrazione è inframezzata da incisi del narratore e non mancano note in calce con riferimenti culturali sulle fonti delle notizie.

 

Gli argomenti esposti nascono da un lavoro filologico, minuzioso e certosino di ricerca dove la scienza, la filosofia, la teologia si uniscono in un abbraccio culturale arricchente e invitante al ragionamento. L’autrice conduce per mano il lettore in “un viaggio” in cui il tempo assieme alla lunghezza, la larghezza e la profondità diventa la quarta dimensione e invita a riflettere su un aspetto molto importante: la realtà del cosmo che ci sta consegnando la fisica moderna è sempre più simile alla visione del mondo di cui da sempre ci hanno parlato i mistici di tutti i tempi e di ogni credo”.

 

L’interscambio tra le discipline diventa così un percorso metaforico che mira ed illumina la conoscenza: una discussione intellettuale, forbita e ad ampio raggio culturale che sicuramente è arricchente per il lettore e diventa un input per ricerche e desiderio di conoscenza.

 

DANIELA VELLANI

La Voce del Nisseno online