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NATHALIE CALDONAZZO: «DOBBIAMO GUARDARE AVANTI ED EVITARE GLI SBAGLI»

NATHALIE CALDONAZZO: «DOBBIAMO GUARDARE AVANTI ED EVITARE GLI SBAGLI»

dic 20 2018

L’INTERVISTA. Michele Bruccheri dialoga con l’attrice e presentatrice romana, la quale dichiara: «Ogni parte della Sicilia rappresenta qualcosa per me»

 
 

A maggio - del prossimo anno - spegnerà la sua cinquantesima candelina. Nathalie Caldonazzo, alta quasi un metro e ottanta, romana, intervistata da La Voce del Nisseno dichiara: “Indietro non si torna, si va avanti. Dobbiamo solo guardare avanti. E cercare, magari, di evitare determinati sbagli. E correggere il tiro”.

Incontro la modella, ballerina, attrice – soprattutto primadonna del varietà televisivo del Bagaglino – a Milena. Dovrà presentare un evento di moda. Nonostante tutto, riesco ad intervistarla. Anche se nei prossimi mesi giungerà alla soglia dei cinquant'anni, si mantiene ancora piacente. Lorentine Snell, la madre olandese, è stata ballerina e coreografa, mentre il padre – morto quando lei era ancora un'adolescente – era un imprenditore romano.

Nathalie Caldonazzo è, dunque, tante cose: modella, presentatrice, con qualche piccolo ruolo in diversi film. Ruoli cinematografici, televisivi e teatrali. Interpellata, risponde al cronista di amare soprattutto il teatro. E infatti, da qualche tempo, i suoi spettacoli teatrali sono più frequenti. “Ogni parte della Sicilia rappresenta qualcosa per me”, ammette infine.

Abbiamo ospite Nathalie Caldonazzo, presentatrice, showgirl, già modella, certamente un'artista poliedrica. Quando nasce la tua passione per lo spettacolo e per l'arte?

Nasce tantissimi anni fa. Il Bagaglino, parliamo di tanti anni fa (ride, ndr). Poi ho fatto tanto teatro, cinema, tv… Insomma, tante cose.

Hai lavorato con tanti personaggi importanti. A chi ti senti legata di più, dal punto di vista affettivo?

Affettivo non si può dire: di più, di meno… Ciascuno mi ha lasciato qualcosa, ognuno mi ha insegnato qualcosa, chi aveva da insegnarmi qualcosa. Alcuni mi hanno tolto qualcosa. Dipende, cioè… La vita è un viaggio. Incontri tanta gente, c'è chi ti dà, c'è chi ti leva. Sicuramente tanti attori con i quali ho lavorato, soprattutto al Bagaglino… Oreste Lionello, Pippo Franco, Leo Gullotta. Ho lavorato in teatro con Arnaldo Foa. Da ognuno di loro, sicuramente, ho carpito qualcosa.

 
 

Le branche di tua competenza sono diverse e, direi, anche numerose. A quale settore ti senti maggiormente portata e perché?

Ok, sicuramente il teatro. Prossimamente debutterò con una commedia. Debuttiamo a Milano, a San Babila. Poi faremo Bologna, Torino, Cremona, tante date. Roma, al Ghione. E perché no, anche in Sicilia. Magari la stagione dopo.

So infatti che tu ami particolarmente la nostra Sicilia. Qual è il tuo stato d'animo, quando arrivi in Sicilia?

Beh, sono tanti gli stati d'animo. L'ho vissuta, la Sicilia, in diverse situazioni. Avevo una mia carissima amica che purtroppo ho perso ed era siciliana. Venivamo tutte le estati nelle Madonie. Ho dei ricordi meravigliosi. Ricordi a Cefalù, ricordi a Palermo. Ricordi a Catania, alle Eolie. Ogni parte della Sicilia rappresenta qualcosa per me.

Ci troviamo a Milena e tu sei la Madrina di questo evento. Non solo intrattenimento, ma anche riflessione. Tra moda e cultura. C'è un'organizzazione abbastanza collaudata e affiatata, su tutti vorrei encomiare la collega Milva Averna. Infatti, riuscite a coniugare la peculiarità del luogo, la sua storia, con lo spettacolo. Qual è, dunque, la tua riflessione ad alta voce?

Beh, con Rosy De Simone Eventi – Rosy è una mia carissima amica e Milva Averna  è un'ottima e bravissima ufficio stampa – ogni serata firmata da loro ha sicuramente un grande spessore. Tutto è fatto con gusto, con grande senso della moda e della qualità. Sono attente a tutto. Ognuna nel suo ambito. Rosy, in particolare, è la produttrice di questo show-evento moda. È una grande intenditrice di moda ed ha una grande passione per questo lavoro. Tutto quello che passa attraverso le sue mani ha sicuramente un grande valore. Riesce proprio a trasmettere il fashion, il glamor, la moda. Questo non è da tutti. Lo posso dire perché faccio diverse serate. Quando sono firmate da lei, sono sicuramente un passo avanti.

L'anno prossimo festeggi cinquant'anni… (ride, mi interrompe, ndr). Sei un personaggio pubblico, dai (sorrido pure io, ma temo un'aggressione, a questo punto, ndr). Se posso fare una citazione di Oscar Wilde: anziché invecchiare tu, invecchia il tuo quadro e tu resti eternamente giovane.

Dai, alla grande (ridiamo tutti, anche le persone che assistono alla nostra travagliata intervista, ndr).

Dai, qual è il bilancio – ad oggi – di tutto quello che sei e di tutto quello che hai fatto? Umanamente e professionalmente?

Penso che avrei potuto fare molto di più. Molto è dipeso dalla sfera personale che mi ha sempre abbastanza “castrato”, tra virgolette. Nel lavoro, nelle cose… Però quelle sono scelte di vita. Indietro non si torna, si va avanti. Dobbiamo solo guardare avanti. E cercare, magari, di evitare determinati sbagli. E correggere il tiro. Penso che tutto il bagaglio di esperienza che ho non è buttato. C'è. Va semplicemente coltivato, portato avanti, con più maturità.

Tu sei tifosa della Roma. È vero?

Se gioca l'Italia, tifo per loro. Se gioca l'Olanda, tifo Olanda (per metà sono olandese). E se c'è Roma-Lazio, grande Roma (ride, ndr).

MICHELE BRUCCHERI