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ROMA, ALLA FONDAZIONE BRUNO ZEVI LA MOSTRA “BIAGIO ROSSETTI SECONDO BRUNO ZEVI”

ROMA, ALLA FONDAZIONE BRUNO ZEVI LA MOSTRA “BIAGIO ROSSETTI SECONDO BRUNO ZEVI”

nov 19 2018

di SILVANA LAZZARINO – L’ESPOSIZONE. Inaugurata mercoledì scorso, rimarrà aperta sino all’11 febbraio del prossimo anno. Restituisce una nuova immagine dell’architetto rinascimentale 

 
 

 

Tra i più interessanti protagonisti della storia del Novecento Bruno Zevi, (Roma 1918 -2000), architetto, saggista, politico, figura poliedrica e grande comunicatore, di cui quest’anno cade il centenario dalla nascita ha restituito all’architettura un posto di privilegio quale parte integrante della vita con cui si programma il futuro. Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della sua nascita dopo le due Giornate di studio a lui dedicate presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura della Sapienza di Roma dove è stata data particolare attenzione all’aspetto didattico dell’architettura, mercoledì scorso la Fondazione Bruno Zevi ha inaugurato nella sua sede di Via Nomentana 150 a Roma la mostra “Biagio Rossetti secondo Bruno Zevi” che rimarrà aperta fino all’11 febbraio dell’anno prossimo.

 

Curata da Francesco Ceccarelli, Matteo Cassani Simonetti, Adachiara Zevi e realizzata in collaborazione con il Comitato tecnico scientifico per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Biagio Rossetti, l’esposizione rivisita quella dal titolo “Identità di Biagio Rossetti” tenutasi nel Teatro Comunale di Ferrara nel 1956, dedicata al grande architetto rinascimentale e realizzata sotto la direzione di Bruno Zevi. Dell’architetto rinascimentale, Zevi esaltò il valore e l’attività celebrandolo come “primo urbanista moderno europeo” e rivalutandone il ruolo, fino ad allora sottostimato, nella storia della architettura occidentale. Allestire nell’Italia del dopoguerra una mostra dedicata ad un architetto del passato suonava come una sfida culturale: quasi una visione spregiudicata che privilegiava il “saper leggere l’architettura e l’urbanistica” attraverso fotografie, rilievi e schizzi, uniti a una lettura filologica dell’opera dell’autore ferrarese.

 

Quella mostra il cui allestimento curato da Valeriano Pastor, mescolava i rilievi metrici degli edifici alle fotografie di Gianni Berengo Gardin e ai plastici di Costantino Dardi, fondendo i materiali secondo un linguaggio inedito ed espressivo, ebbe grande successo fornendo nuove chiavi di lettura per l’interpretazione della città storica. Ad essa fece seguito la pubblicazione della monografia monumentale “Biagio Rossetti architetto ferrarese. Il primo urbanista moderno europeo” per le edizioni Einaudi. Attraverso la mostra promossa dalla Fondazione Zevi con il Comitato tecnico scientifico per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Biagio Rossetti, viene offerta una riflessione storica e critica su quell’esperienza della cultura architettonica postbellica.

 

Con materiali inediti quali i disegni e gli schizzi di Pastor raccolti nel suo prezioso taccuino, le lettere, i provini originali delle foto della mostra scattate di Gianni Berengo Gardin, oltre a un ricco apparato fotografico, viene descritto lo straordinario progetto critico, espositivo ed editoriale. Presenti anche le due inedite interviste a Gianni Berengo Gardin e a Valeriano Pastor, realizzate in occasione della mostra romana. In due sale è documentato l’iter del libro su Biagio Rossetti con documenti provenienti dall’archivio Einaudi, mentre una sala è dedicata alla Ferrara dei tempi della mostra, con una rassegna di documenti inediti dell’archivio comunale e dell’archivio Carlo Savonuzzi, grande ingegnere ferrarese. A conclusione della mostra sarà indetta una giornata di studio, e sarà pubblicato un catalogo con la documentazione della mostra e gli atti del convegno.

 

SILVANA LAZZARINO

 
 

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