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“RASSEGNA IPLAC”, MARCO SOLARO CON IL SUO ROMANZO ALL’ENOTECA LETTERARIA DI ROMA

“RASSEGNA IPLAC”, MARCO SOLARO CON IL SUO ROMANZO ALL’ENOTECA LETTERARIA DI ROMA

ott 10 2018

di SILVANA LAZZARINO – Presentazione del romanzo “Senza fissa dimora” sabato prossimo nella nuova sede di San Giovanni in Laterano. Numerose personalità daranno il proprio contributo 

 

 
 

Da quasi un mese, nella sua nuova sede di San Giovanni in Laterano a Roma, l’Enoteca Letteraria ha rilanciato la sua intensa attività portata avanti negli anni sempre con passione, impegno e successo dall’editore Tonino Puccica, per ripercorrere attraverso presentazioni di opere di autori importanti ed emergenti della letteratura italiana, il viaggio della vita fatto di ricordi, nostalgie che durano nel tempo, di incontri, cambiamenti di cui l’uomo è protagonista.

 

Introdotti da Puccica, moderati anche da Maria Rizzi scrittrice di gialli di successo, con il contributo e la partecipazione di grandi nomi del panorama della critica letteraria italiana tra cui Franco Campegiani, Gianna Castelmagno, Aurora De Luca, Loredana D’Alfonso, Laila Scorcelletti, Sandro Angelucci, Federica Sciandivasci, Diego Romeo, Massimo Chiacchiararelli e molti altri, gli incontri della RASSEGNA IPLAC, all’Enoteca Letteraria, hanno dato grande visibilità alle opere letterarie, tutte interessanti, diverse per stili e generi in cui scoprire la bellezza di luoghi magici ed incantevoli della natura, ma anche in cui ritrovare aspetti legati al mondo dell’adolescenza, o ancora situazioni riferite a contesti storici del passato o a fatti della cronaca di oggi.

 

Si è parlato della “poesia” della natura attraverso la preziosa silloge poetica “Dalle radici al cielo” (Pegasus) di Giusy Cafari Panico e con la raccolta “Inchiostri digitali” (Blu di Prussia) dove la natura diventa occasione per recuperare le sfumature emozionali della vita tra speranze e nostalgie, attese a paure, a firma di Angelo Andreotti, Sandro Angelucci, Sheiba Cantarano, Umberto Vicaretti, Anna Vincitorio.

 

Ci si è soffermati poi su pagine che ripercorrono l’esperienza difficile di un adolescente problematico, bisognoso di riacquistare fiducia in se stesso per recuperare autostima e rimettersi in gioco proposte dal romanzo “Il tempo delle ciliegie” di Gianlivio Fasciano, mentre nel passato di epoca rinascimentale si è stati riportati grazie al romanzo storico “Saprò ricominciare” di Clara Schiavoni in cui viene messa in luce la figura di Elisabetta Varano, donna forte e coraggiosa che ha restituito lustro al suo casato.

 

E ancora si è stati conquistati dal saggio di ampio respiro “Ribaltamenti” (Editore David and Matthaus) di Franco Campegiani in cui il critico, poeta e filosofo invita a vedere sotto altra luce l’esistenza recuperando la bellezza dell’interiorità, quella parte più autentica e unica che appartiene a ciascun individuo e conserva il lato “fanciullo” con cui anche guardare la vita. Senza dimenticare la vicenda giudiziaria e umana descritta da Mauro Valentini in “Marta Russo il mistero della Sapienza” (Sovera edizioni) sull’omicidio della giovanissima studentessa di legge avvenuto il 9 maggio del 1997 e di cui ancora non è stata fatta giustizia. Vicenda di cui l’autore svela molti particolari inediti di quello che è stato definito uno dei casi tra i più intricati della cronaca del nostro Paese che lascia delle ombre e diverse domande sul perché abbiamo sparato alla giovane studentessa.

 

L’enoteca Letteraria prosegue il suo viaggio con la “Rassegna Iplac” con la presentazione del bellissimo romanzo “Senza fissa dimora” di Marco Solaro che si svolgerà a Roma sabato prossimo alle ore 18.30 negli spazi della sede in San Giovanni in Laterano, 81. Edito da Enoteca Letteraria, il libro si sofferma sulla comunicazione e le sue sfumature e su come a volte sia sufficiente cambiare l’effetto di una frase per destare maggior attenzione in chi legge o nell’interlocutore che si ha innanzi. A moderare la serata sarà Maria Rizzi, mentre a presentare il romanzo sarà il critico letterario, poeta e saggista Franco Campegiani; l’intervista all’autore sarà a cura di Loredana D'Alfonso e le letture affidate alla splendida voce di  Federica Sciandivasci poetessa di successo.

 

Il romanzo di Marco Solaro ruota intorno all’importanza del mantenere una comunicazione autentica, aspetto che oggi si va sempre più perdendo preferendo l’utilizzo di frasi ad effetto ed eccessive per ingannare, attrarre e portare a sé l’attenzione degli altri ad ogni costo. Ma comunicare in modo sbagliato significa tradire se stessi perché è nella comunicazione autentica il primo step per iniziare un dialogo ed un confronto efficace e costruttivo con chi ci si relaziona (sia verbalmente, sia attraverso una lettera, o un messaggio scritto).

 

La trama. Lungo un marciapiede un non vedente chiede l’elemosina ai passanti che sul suo biglietto notano una frase circa la sua condizione di disabile che non desta troppa attenzione. Non sono molte le persone che si soffermano a lasciargli qualche spicciolo, ma la situazione cambia quando l’intervento di un pubblicitario che passa di lì, modifica quella frase con un’altra di maggiore effetto puntando sull’emotività di chi legge. Dando un significato di maggior efficacia alla frase legata alla condizione del cieco, le persone sono meglio predisposte a lasciargli qualche moneta. Così con questo nuovo messaggio scritto sul suo cartoncino, il protagonista riesce a raggiungere una somma discreta, che però gli viene rubata mentre di sera rientra a casa. Da qui la riflessione se sia meglio mostrare una realtà distorta ingannando gli altri, ma anche se stessi, spesso senza concludere nulla di positivo, oppure scegliere di essere autentici con sé e gli altri.

 

Se all’inizio il foglietto che il cieco mostrava per chiedere l’elemosina presentava la frase: “Sono cieco aiutatemi per favore”, con l’arrivo del pubblicitario la frase viene cambiata con: “oggi è primavera e io non posso vederla” a creare un altro effetto che punti sul malessere della persona non vedente. Con questa nuova frase i passanti lasciano più elemosina, ma fondamentalmente quella frase è falsa poiché la primavera lui, il non vedente la poteva avvertire dai profumi e dall’aria intorno a sé.

 

Rimarcare il fatto di non vedere un paesaggio serve a destabilizzare i passanti e creare in loro un senso quasi di pietismo che altera la realtà, poiché il cieco della primavera può riconoscere i profumi, l’aria e la brezza mattutina grazie agli altri sensi in lui più sviluppati. La vista è un senso fortemente legato alla comunicazione poiché è il primo punto di contatto che abbiamo con gli altri e la realtà che ci circonda, e la presenza di una persona non vedente permette di aprire questo discorso sull’autenticità o falsità della comunicazione in modo nuovo a partire dal suo diverso modo di percepire il mondo esterno.

 

Si è di fronte all’alternarsi dell’essere e sembrare, dell’aspetto vero/falso. Solo quando si esce dal proprio ego e si entra in rapporto con la parte più profonda di se stessi, tutto quello che riguarda l’eccesso, il voler ottenere sempre di più perde consistenza. Entra poi in campo sul finale il pensiero filosofico di Jorge Luis Borges quale motivo di rifugio per ritrovare un’armonia dimenticata. Sul finale infatti vengono citati alcuni versi della sua poesia “Elogio dell’ombra” in cui viene spiegato come l’ombra dovrebbe spaventare ed invece rappresenta il punto per arrivare al centro di se stessi. Si fa riferimento all’ombra della morte che permette di capire chi si è veramente.

 

Solo nel vuoto mentale vi è l’apparizione del sé spirituale: in quel momento si abbassano le difese dell’ego e si dà spazio alla parte interiore di se stessi, come afferma Franco Campegiani “a quella identità segreta che vive in noi da sempre, ma non lo sappiamo se non con l’ultimo respiro”.  A seguire la presentazione del romanzo vi sarà il brindisi per l'Autore offerto da Tonino Puccica.

Per partecipare alla serata è gradita la conferma ai seguenti numeri Maria Rizzi: 347 5789139 e Tonino Puccica: 349 4328664.

 

Ringrazio Franco Campegiani per avermi fatto conoscere un libro così profondo quale questo di Marco Solaro che restituisce nuovo respiro alle parole scritte o pronunciate, essenziali per la comunicazione con gli altri; parole portatrici di armonia e guarigione, ma anche di smarrimento e distacco a seconda di come le si usa.

 

SILVANA LAZZARINO

La Voce del Nisseno online