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GENGA (ANCONA), NELLE IMMAGINI DI ALESSANDRO GIAMPAOLI IL RESPIRO DELLA VITA TRA ESSENZA ED ESSENZIALITÀ

GENGA (ANCONA), NELLE IMMAGINI DI ALESSANDRO GIAMPAOLI IL RESPIRO DELLA VITA TRA ESSENZA ED ESSENZIALITÀ

ago 10 2018

di SILVANA LAZZARINO – Sino al 9 settembre sarà esposta la sua installazione tra fotografia e video presso gli spazi di Palazzo Sermattei e del Museo Speleopaleontologico Archeologico 

 

 
 

Un nuovo modo per restituire all’uomo l’occasione di riscoprire l’essenza del proprio essere a partire da una nuova consapevolezza del rapporto con la natura e quanto a lui intorno, viene ripercorso attraverso l’installazione realizzata dal fotografo Alessandro Giampaoli in mostra negli spazi di Palazzo Sermattei e del Museo Speleopaleontologico Archeologico di Genga (Ancora) dove resterà visibile fino al 9 settembre.

Patrocinata dalla Regione Marche e dal Comune di Genga, la mostra “SYMBOLUM - L’impenetrabile semplicità di ciò che è”, a cura di Maria Savarese, attraverso due luoghi e due linguaggi diversi tratta il motivo della dualità attraverso la simbologia sacra dalla fotografia al video. Si tratta di un’installazione immersiva dove gli elementi utilizzati propri del contemporaneo come la fotografia e il video, creano un nuovo dialogo con la tradizione culturale e figurativa  del passato.

Per la prima volta il piano terra di Palazzo Sermattei si apre al contemporaneo, diventando luogo deputato ad accogliere la cultura entro uno spazio architettonico formato da pareti rocciose, analoghe per colore e compattezza a quelle delle grotte di Frasassi; emblema del territorio che ospita SYMBOLUM. Questo spazio diventa simbolo della madre terra, come afferma l’artista: “una riappropriazione di una coscienza profonda che leghi all’opera la semantica degli elementi utilizzati, cercando una connessione con la tradizione culturale e figurativa del passato, attraverso un linguaggio contemporaneo come quello della fotografia”. Ad arricchire questo incontro tra forze in equilibrio, la sonorizzazione del pianista e compositore Mario Mariani.

Il video è protagonista nello spazio del Museo Speleopaleontologico Archeologico di Genga con un’opera cui si accostano le parole del poeta Stefano Sanchini. Alessandro Giampaoli (Pesaro 1972) che  dopo gli studi all’Accademia d’Arte di Urbino, si dedica alla fotografia diplomandosi all’Istituto Europeo di design di Milano, descrive entro un procedimento che sintetizza forma e contenuti l’aspirazione dell’uomo alla ricerca dell’assoluto e di quella dimensione spirituale che albergano nei luoghi più remoti silenziosi della natura essendo la stessa simbolo di manifestazioni di armonia, potenza e mistero tra il bello e il sublime.

Alessandro Giampaoli fa della sua arte uno specchio emozionale entro cui far vibrare e riflettere i possibili simboli e segni che la stessa Natura restituisce e custodisce nel tempo. Simboli e segni che l’individuo può riscoprire e fare propri lasciando cadere il superfluo per recuperare l’essenziale da cui ripartire. Essenziale da riscoprire negli aspetti più autentici della madre terra che dona la vita e diventa luogo da dove ha inizio il viaggio della consapevolezza di sé, restituendo all’individuo il suo ruolo in questa esistenza dove scopre segnali di appartenenza all’universo essendo in lui presenti contemporaneamente il lato spirituale e quello materiale, il desiderio di assoluto e il suo appartenere a questa contemporaneità dove averte i propri limiti.

Diversi e di grande prestigio i riconoscimenti ottenuti in importanti contest internazionali da Alessandro Giampaoli per i suoi lavori come il Prix de la Photographie, Parigi (2009), Black and White Spider Awards (2009, 2010), London International Creative Competition (2013). Dal 2000 ha esposto in numerose mostre e fiere d'arte in Italia e all’estero. Si ricordano tra le altre: Photo ltd Torino (2009), KunstArt Bolzano (2010), Lucca Digital Photo Fest (2010), Madrid Foto (2011), Shanghai Contemporary Art Fair (2011), Photo Vernissage St. Petersburg (2011) e L'impénétrable de ce qui est, Paris (2015-2016).

Nel 2017 la sua opera “La Stagione del Silenzio” viene usata per l’immagine della XIII° edizione di TEATROLTRE, la rassegna di teatro sperimentale dell’AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali).

SILVANA LAZZARINO

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