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MICHELE BRUCCHERI: VI PRESENTO LA MONOGRAFIA “LE MIE INTERVISTE” AI VIP

MICHELE BRUCCHERI: VI PRESENTO LA MONOGRAFIA “LE MIE INTERVISTE” AI VIP

feb 09 2018

      di ANNA LAMONACA – Collega di Ischia, ha intervistato il nostro direttore per il sito web “Io Giornalista”. Per gentile concessione, ecco la lunga e piacevole conversazione 

 
 La giornalista Anna Lamonaca

Ha uno sguardo fiero, un sorriso affascinante Michele Bruccheri, giornalista e scrittore, caporedattore e corrispondente di molte testate nazionali, emittenti televisive, direttore del periodico La Voce del Nisseno. Lo incontriamo e lo intervistiamo in occasione della presentazione del suo nuovo libro intitolato “Le mie interviste” presso Palazzo Mifsud a Serradifalco, nel Nisseno. Il giornalista con entusiasmo si racconta per i nostri lettori.

Michele di recente è stata presentata la tua monografia intitolata “Le mie interviste ai vip”, vuoi parlarci di questo nuovo libro?

Più che un libro, è una vera e propria monografia. Una raccolta di interviste a personaggi famosi che ho incontrato e intervistato nel corso della mia lunga carriera professionale. E sono un numero ragguardevole. Ho fatto una selezione.

La monografia raccoglie molte delle tue interviste realizzate in questi anni a vari personaggi famosi, vuoi farci qualche nome?

 
 Il direttore Michele Bruccheri

Questa monografia raccoglie le interviste a dodici personaggi di un certo calibro. Ho suddiviso il progetto editoriale in varie sezioni. Per la politica ho scelto tre nomi che abbracciano tutto l’arco costituzionale: per la sinistra, l’ex presidente della Camera, il già magistrato Luciano Violante; per la destra, l’ex presidente della Camera ed ex ministro degli Esteri, Gianfranco Fini; e per il centro, il governatore pro tempore della mia Sicilia, Totò Cuffaro. Per la sezione musica ho optato per il cantautore Ron (per gli uomini) e per la cantautrice romana Grazia Di Michele (per le donne). In nome della par condicio, ovviamente. Per la sezione spettacoli ho scelto Pippo Baudo e Liliana de Curtis, figlia del grande attore napoletano Totò. Ed ancora: Tania Zamparo, già Miss Italia; Milena Miconi del Bagaglino; Barbara Enrichi (vinse il David di Donatello come miglior attrice non protagonista in un film di Pieraccioni); ed infine, ho scelto due bravi attori: Nino Frassica ed Enrico Guarneri in arte Litterio.       

C’è qualche Vip in particolare che hai intervistato a cui ti senti più legato? Perché?

Ce ne sarebbero un sacco. Ti faccio tre nomi. Di persone ormai morte, però. Ricordo Pierangelo Bertoli. Nonostante fosse in ritardo per il suo concerto, mi concesse l’intervista e per recuperare tempo mangiò il panino mentre rispondeva alle mie domande. Poi, voglio ricordare il grande Mango. Ed infine, il padre gesuita Ennio Pintacuda. Ma considera che ho realizzato almeno duecento interviste a vip.

Raccontaci la genesi di questo libro…

Ho voluto raggruppare questi personaggi, nella monografia,  per non disperdere le loro parole. I loro consigli, le loro passioni, le loro speranze. I loro aneddoti. Le loro storie. Un inno alla memoria.  

Questo non è il tuo primo libro, hai pubblicato altre monografie, vuoi parlarcene?

Ho realizzato dieci monografie. Ho raccontato il mio paese, Serradifalco (nel Nisseno), ma anche – in tre distinte monografie – i personaggi illustri del mio amato paese. Poi ho realizzato altri progetti: ho narrato la storia di un piccolo paese della provincia di Caltanissetta, ho raccontato la figura eminente di uno storico del mio territorio… Ho pubblicato, in occasione del decennale del periodico che dirigo, la monografia intitolata “Dieci anni d’informazione” e mi fermo per non fare l’elenco della spesa! 

Quando è nato in te l’amore per la scrittura?

Ero ragazzino e amavo leggere. Dunque, anche scrivere. Direi che in età adolescenziale ho capito che la scrittura era – ed è – il mio ossigeno.

Questa passione si è trasformata in un vero e proprio lavoro. Quando hai deciso che saresti diventato giornalista?

Ho iniziato dapprima con la radio ed ero molto giovane. Poi con i due principali quotidiani della Sicilia. Con l’emittente radiofonica, il giornalismo era verbale; con la carta stampata, subentrava l’inchiostro. Modi diversi, ma sempre al servizio della notizia. A giugno, saranno ventuno anni d’iscrizione all’albo professionale. Ho fatto anche tv, come corrispondente e  capo redattore. E da qualche anno mi occupo anche del sito web del giornale.     

 
 La copertina della monografia del giornalista Michele Bruccheri

Hai una grande esperienza alle spalle, hai collaborato con molte testate importanti e sei stato redattore e poi direttore di molti giornali, cosa ti senti di consigliare a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

Prima di tutto bisogna avere “sete” di sapere. Il giornalista, per me, è colui che racconta ciò che vede e sente. Bisogna essere laddove batte la Storia. Consumare le suole delle scarpe. Essere testimoni di ciò che narriamo. Essere sempre al servizio della verità. Ci vuole pazienza, acume, tenacia, senso del sacrificio… Il nostro ruolo sociale è importante, è il “sale” della democrazia.

Cosa vuol dire per te essere un “UOMO DI COMUNICAZIONE”?

Significa avere il privilegio di dare “voce” a chi non ce l’ha, ma anche di raccontare il talento che c’è e che sovente viene o bistrattato o non sufficientemente valorizzato.

Il commento più bello e la critica più cattiva fatta al tuo nuovo libro?

Ogni volta, di me e dei miei lavori, asseriscono: Michele è una miniera! E’ un bel complimento. Di critiche non ne ho sentite. Forse temono la mia penna?! Scherzo!

Hai molte anime, sei giornalista, scrittore, presentatore, uomo di cultura, padre di famiglia, ti invito a descriverti per i nostri lettori. Chi è Michele Bruccheri uomo e chi è Michele giornalista?

Sostanzialmente sono la stessa cosa. Ho sani principi e valori irrinunciabili, come uomo e come operatore dell’informazione. La ricerca della verità, ad esempio. Amo la lealtà, la correttezza, la legalità. Come professionista e come persona.

Nella tua carriera hai ricevuto prestigiosi riconoscimenti vuoi annoverarci i più importanti?

Voglio ricordare il premio nella categoria Informazione Periodici che ho ricevuto lo scorso anno, a luglio, ad Anzio (Roma). Un riconoscimento importante, a livello professionale. Ed umano. Sono stato premiato assieme a nomi famosi del giornalismo italiano. E tra questi, c’era anche il giornalista Rai Amedeo Goria che poi ho intervistato a lungo. Un “grazie” va alla presidente dell’associazione culturale “Occhio dell’Arte” Lisa Bernardini che ha creduto – da sempre – nella mia professionalità.

Si dice non si può raccontare una persona senza mettersi nei suoi passi e rivivere il suo percorso. Siamo in continuo movimento, tu Michele dove stai andando?

La mia stella polare è la notizia. Ma soprattutto la passione per questo affascinante lavoro che è il giornalismo. Nonostante insidie e trappole, difficoltà e sgambetti, si va avanti con grinta e determinazione.

Sei un appassionato di poesia, mi incuriosisce questa tua passione, in genere il giornalismo porta a raccontare le vicende in modo poco emotivo, cioè l’antitesi di tutto ciò che è contenuto nella poesia, vuoi spiegarmi cosa è per te l’amore per la lirica?

Ho una biblioteca personale di circa tremila volumi e un terzo sono libri di poesia che adoro. Amo i versi che sono carezza al cuore e alla mente. Sono scintilla di eternità. Ti confido un segreto: ho materiale almeno per tre libri di poesia. Ma non pubblicherò mai i miei versi! Troppo personali.  

Hai sogni nel cassetto? Vuoi anticiparci qualche tuo progetto futuro?

Sai la stima che nutro per te e, dunque, ti faccio un’altra confessione. Ho in mente di pubblicare un libro e, probabilmente, entro l’anno potrei realizzare questo sogno che coltivo da tempo. Ti ringrazio per questa piacevole chiacchierata. Dono a te, ma anche ai lettori, questa splendida frase che mi rappresenta. E’ del grande Nelson Mandela: “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.

ANNA LAMONACA  

La Voce del Nisseno online