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“EBBREZZE LETTERARIE”: DIECI RACCONTI PER DIECI AUTORI NEL DECENNALE DI WINE&THECITY

“EBBREZZE LETTERARIE”: DIECI RACCONTI PER DIECI AUTORI NEL DECENNALE DI WINE&THECITY

ott 17 2017

di DANIELA VELLANI – LA RECENSIONE / I diritti d'autore del libro di Diego Nuzzo saranno completamente devoluti alla “Fondazione di Comunità San Gennaro” di Napoli

 

 
 Diego Nuzzo

Un gustoso cocktail, dagli ingredienti stuzzicanti, ben miscelati e unito dall’elisir di Bacco, è la raccolta di racconti “Ebbrezze letterarie” di Wine&Thecity, recentemente pubblicata dalla storica casa editrice Colonnese e curata da Diego Nuzzo. Il libro è nato in occasione del decennale di Wine&Thecity, la rassegna ideata e curata da Donatella Bernabò Silorata, che “mette al centro il vino come motore di creatività urbana” come lei stessa scrive nell’introduzione del libro, in cui è riportato anche il “manifesto” della nobile iniziativa:

“Coltiviamo ebbrezza creativa,

mettiamo in moto la città,

andiamo alla scoperta di luoghi mai visti

o semplicemente dimenticati.

Siamo nomadi e trasversali,

parliamo molti linguaggi.

Ci piace la contaminazione,

sovvertiamo gli stereotipi.

Crediamo nella pluralità di voci

e nel vino come espressione culturale”.

 

Man mano che sorseggi i racconti provi un senso di ebbrezza che ti avvolge e ti fa immergere tra le parole, le frasi, le storie in modo molto piacevole e voluttuoso. La lettura ti avvince, t’incuriosisce, t’invita alla riflessione, mette alla scoperto verità… del resto, essendo legate al vino e alle sue molteplici risorse, non può essere diversamente, visto che “In vino veritas”. Ogni racconto è una ciliegia dal colore vermiglio come quello di un vino robusto e, come una ciliegia tira l’altra, così le letture.

 

Pur essendo legate da un comune denominatore, l’ebbrezza, i racconti sono variegati sia nelle tematiche che nei generi. Rispecchiano la personalità e la creatività dei dieci scrittori che con generosità ed entusiasmo hanno risposto all’invito a partecipare al progetto determinandone la realizzazione:  Viola Ardone (Essere di vino), Franco Arminio (Lettera ebbra all’umanità), Diana Lama (E sei bella quando bevi), Diego Lama (Multitasking drunk love), Titti Marrone (L’ebbrezza del leader), Diego Nuzzo (Ciò che è stato), Antonella Ossorio (Sentieri profumati), Silvio Perrella (Un ricordo al tramonto), Pier Luigi Razzano (Una casa tutta per sé) ed Eduardo Savarese (Tristi per il tempo strettamente necessario).

 

Il libro è delizioso, un piccolo gioiello raffinato e piacevolmente fruibile per una serie di motivi: dimensioni, copertina, contenuto e scopi. La dimensione ridotta consente, in questo periodo in cui la vita è una corsa in un puzzle di impegni, di poter essere portato in tasca o in un piccolo spazio della borsa e poter essere letto nei piccoli ritagli di tempo: in una sala d’attesa, ad una fermata della metropolitana o del bus, dal parrucchiere o dal barbiere… Molto bella è la copertina con l’illustrazione che è la riproduzione dell’opera “The Youth of Baccus” (1884) di William-Adolphe Bouguereau (1825-1905) e che, racchiusa in una bella cornice fiorata dal colore del minio, si presenta, appunto, come un’antica miniatura.

 
 La copertina del libro

 

 

I racconti citati sono gocce di un vino pregiato. Pur essendo legati, come già detto, dal fil rouge dell’ebbrezza, ognuno presenta una sua peculiarità ed uno stile diversamente raffinato. Spaziano dall’introspettivo psicologico all’onirico freudiano, dal suspense al colpo di scena, dall’umoristico al metaforico. Il noir, il romantico, il realista, il surreale, il nostalgico intriso di saggezza, il pulp, lo struggente, l’avvincente, il tomentoso, l’intrigante sono alcune stille che si possono degustare a piccoli o a grandi sorsi quando “bevi” le righe ebbre e innaffiate variamente di “passione, voluttà, gioia, euforia, confusione eccitazione, vera e propria ubriachezza” (Diego Nuzzo).

 

Interessante è anche la postfazione di Diego Nuzzo in cui si evidenziano i pregi del racconto breve che purtroppo è circondato da pregiudizi “almeno in Italia, non ha dignità di letteratura: è considerato un gustoso divertissement rispetto al romanzo…” e che invece è “preciso, diretto, esatto”, un esempio di pregiata e intensa scrittura, compendio di vita in tutte le sue sfaccettature, proprio come il vino buono che si trova nella botte piccola. Per quanto riguarda gli scopi, la realizzazione del lavoro non solo è un fiore di Wine&Thecity che punta sempre più i riflettori sulle immense risorse artistiche ed economiche della città di Napoli, ma è l’occasione per finanziare interventi culturali come la musica, il teatro, la danza e il recupero dei beni storico-artistici a favore del Rione Sanità. I diritti d'autore del libro saranno completamente devoluti alla “Fondazione di Comunità San Gennaro” di Napoli.

 

DANIELA VELLANI