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VERONA, TRA POESIA E MUSICA ESCE IL CD “I VOLTI DELLA LUCE” DI SERENA VESTENE

VERONA, TRA POESIA E MUSICA ESCE IL CD “I VOLTI DELLA LUCE” DI SERENA VESTENE

set 16 2017

di MICHELE BRUCCHERI – L’INTERVISTA / Poetessa e pittrice veneta, ha realizzato un altro progetto. A suonare l’arpa è Silvia Solfa. Dopo il grande successo della raccolta “Ad occhi spenti”, il prossimo anno pubblicherà il secondo libro di poesie

 
 Serena Vestene

 

“È un progetto che interra le sue radici in un’idea balenata già due anni fa e che attendeva solo di trovare la collaborazione musicale consona per la sua realizzazione. La scelta dell’arpa come accompagnamento alla mia voce interpretativa è avvenuta dopo l’aver preso in considerazione anche altri strumenti e quindi anche altre collaborazioni. In seguito, per opportunità concrete e vicissitudini successive, oltre che per il mio amore viscerale per questo strumento, ha poi trovato effettiva e fattiva strada verso l’incisione del cd ‘I volti della luce’ una bravissima arpista di Verona”. Con la sua voce dolce e suadente, Serena Vestene, quarantenne veronese, mi racconta il suo nuovo progetto culturale. L’ennesima sfida.

“I volti della luce” è un cd che comprende sedici liriche e sedici melodie d’arpa, suonata magistralmente dalla “bravissima e talentuosa” Silvia Solfa. Sono composizioni francesi e irlandesi. Serena Vestene è mia cara amica da diversi anni. E’ poetessa e pittrice. E’ una persona in gamba. L’ho già intervistata nel maggio di quattro anni fa e nel maggio dell’anno scorso. Ho scritto di lei anche nel novembre dello scorso anno. Con l’odierna intervista, dunque, siamo già a quota tre. Per il prossimo anno, presumibilmente a febbraio, pubblicherà un altro libro di poesie. Ne dovrebbe comprendere ben 56, per Robin Edizioni.

L’autrice veneta vuole “rimettere al centro la parola”, spiega al cronista. E la nuova fatica poetica “godrà della prefazione della stimatissima poetessa milanese Daniela Cattani Rusich”. Apprendere questo dettaglio, mi dilata il cuore. Conosco Daniela da un sacco di anni ed è veramente una straordinaria operatrice culturale, nonché raffinata intellettuale. Serena Vestene prosegue: “La volontà è quella di ridare dignità e spessore alla parola, riportarla al centro dei suoi contenuti, per così dire, in un momento in cui l'utilizzo smodato dei mezzi di comunicazione ha svilito nella massa l'importanza della lingua”.

“Dall’uscita della prima raccolta ‘Ad occhi spenti’ nell’aprile 2013 a tutt’oggi sto ancora realizzando reading e serate nelle quali poter portare i miei versi editi in giro per l’Italia”, commenta infine la brava autrice veronese. Eccola al microfono della versione online del periodico d’informazione La Voce del Nisseno.

Hai inciso il cd “I volti della luce”. Un titolo poetico che comprende sedici liriche e altrettante melodie d’arpa. Ce lo presenti, questo ambizioso e importante progetto?

È un progetto che interra le sue radici in un’idea balenata già due anni fa e che attendeva solo di trovare la collaborazione musicale consona per la sua realizzazione. La scelta dell’arpa come accompagnamento alla mia voce interpretativa è avvenuta dopo l’aver preso in considerazione anche altri strumenti e quindi anche altre collaborazioni. In seguito, per opportunità concrete e vicissitudini successive, oltre che per il mio amore viscerale per questo strumento, ha poi trovato effettiva e fattiva strada verso l’incisione del cd “I volti della luce” una bravissima arpista di Verona…

Prosegui.

Possiamo definirlo uno sposalizio ideale tra le melodie e i versi, il tutto divenuto un lavoro molto armonioso e sonoro, dove l’arpa non solo accompagna le parole ma gioca spesso un ruolo di controcanto alla poesia. Un progetto davvero interessante che ho sognato a lungo nella mia testa perché era bello poter regalare poesia anche a chi non può leggere, e che ha goduto dei favori anche della Sala di incisione “Sotto il Mare Recording Studio” di Povegliano Veronese, nella figura del bravissimo e preparato Luca Tacconi, e soprattutto nel mixaggio che è stato poi ultimato dall’“Eleven Mastering Studio” di Busto Arsizio proprio per l’interessamento di Andrea De Bernardi a questo insolito progetto.

 
 La copertina del suo cd

I brani musicali come si intitolano?

Ecco i 16 brani scelti a sposalizio delle altrettante poesie. Premetto che sono tutte di compositori francesi o irlandesi, alcune sono musiche popolari celtiche che ben si confanno ai toni di alcune mie poesie 1. Marelle n.10 ; 2. Ballade; 3. Spanish Blues; 4. Prelude II; 5. Polka trad. Irlandese; 6. Nocturne; 7. Au Matin; 8. La Source; 9. O’Keefe’slide trad. Irlandese; 10. Allemande; 11. Automne; 12. Chanter, trad. Irlandese; 13. Legende; 14. SwingingPenatonicGliss; 15. Aquatintes III; 16. Siciliana.

Chi suona l’arpa?

L’arpa è suonata da una bravissima e talentuosa ragazza del Conservatorio “E. F. Dall'Abaco" - Verona, Silvia Solfa, in una sintonia nata da subito, e che ringrazio per la collaborazione preziosa a questo progetto.

Intorno a febbraio, pubblicherai una nuova raccolta di poesie. Cosa possiamo anticipare?

È corretto, è prevista intorno a febbraio 2018 o comunque nella primavera prossima l’uscita della nuova raccolta di poesie. Sarà un lavoro che si staccherà dal precedente sia per stile – soprattutto nella seconda sezione della silloge – sia per tematiche, non più quella esclusiva del viaggio della prima raccolta “Ad occhi spenti”. Posso solo anticipare che avrà comunque un concept, cioè quello di rimettere al centro la parola. Godrà della prefazione della stimatissima poetessa milanese Daniela Cattani Rusich; e che è già prevista una collaborazione importante a seguito dell’uscita del libro con un talentuoso artista, ma non posso svelare di più.

Quante poesie dovrebbe contenere?

Le poesie sono 56 e, novità assoluta per me, ognuna delle due sezioni nelle quali è suddivisa la raccolta sarà introdotta da una mia presentazione in prosa poetica. Come detto in precedenza la volontà è quella di ridare dignità e spessore alla parola, riportarla al centro dei suoi contenuti, per così dire, in un momento in cui l'utilizzo smodato dei mezzi di comunicazione ha svilito nella massa l'importanza della lingua.

Hai già in mente il titolo del nuovo volume?

Ovviamente l’opera ha già un titolo che è in mano all’editore. Ma altrettanto ovviamente però, mi perdonerai, non posso – e non voglio – svelare nulla prima della sua pubblicazione.

So che dovrebbe esserci un’altra casa editrice: confermi?

Esatto. Questo nuovo lavoro poetico verrà pubblicato e distribuito da una casa editrice diversa rispetto alla precedente “photocity edizioni” di Pozzuoli. Si è trattato di una scelta maturata dopo un’attenta selezione delle proposte ricevute e avvenuta sulla base di una stabilita stima reciproca. Dato che il contratto è già stato firmato posso farne il nome: si tratta della “Robin Edizioni” di Roma con sede operativa a Torino, una bella realtà nel panorama connazionale.

Qual è il bilancio, sino ad oggi, dei tuoi impegni sul fronte culturale?

 
 L'autrice veneta Serena Vestene

Il mio bilancio è senz’altro molto positivo. Dall’uscita della prima raccolta “Ad occhi spenti” nell’aprile 2013 a tutt’oggi sto ancora realizzando reading e serate nelle quali poter portare i miei versi editi in giro per l’Italia. Alle spalle ho poi due rassegne di poesie realizzate grazie alla disponibilità, allo spazio e alla fiducia de “La Coopera 1945” di Arbizzano di Negrar (Verona) nelle figure straordinarie di Francesco e Anna Maria e al loro non comune amore per l’arte a 360° e soprattutto per la meno immediata forma di espressione che è la poesia…

Continua Serena.

Nell’organizzare e tenere queste 10 serate ho avuto la fortuna e l’onore di collaborare con talentuosi musicisti, con lettrici di grandi capacità interpretative, e con grandi poetesse - un nome tra tutti l’amica Emanuela Carniti Merini, figlia della compianta Alda, poetessa altrettanto grande e da leggere - e con la possibilità di conoscere con l’occasione anche la pittrice e scrittrice Marisa Tumicelli, amica storica di Alda Merini. Quindi posso dire di essermi arricchita di esperienze non solo straordinarie dal punto di vista culturale ma soprattutto di un’elevata caratura umana. Oltre che un modo di crescere a livello personale e professionale.

Qual è l’ultimo libro che hai letto?

Si tratta dell’ennesimo libro dello scrittore francese Christian Bobin, molto noto in Francia per la sua prosa poetica, ma purtroppo ancora poco diffuso in Italia. Ho praticamente letto quasi tutta la sua bibliografia, e l’ultimo è stato l’unico romanzo scritto dall’autore francese “Louise Amour”, un’insolita storia d’amore tra una profumiera e un teologo.

“Ad occhi spenti”, il tuo libro d’esordio, ti ha regalato molte soddisfazioni. A distanza di anni, qual è la tua riflessione su quel volume?

Ciò che amo della poesia, e che ne è una sua prerogativa, è la sua capacità di restare immutata nell’emozione pur cambiando ogni istante in sfumature e tratti che possono emergere in base al momento, all’occhio lettore, alla predisposizione emotiva di quell’istante d’approccio ai versi. Lo stesso vale per chi quei versi li ha sentiti arrivare da una dimensione altra e fluire tra le dita: poesie che potrebbero essere distanti a livello di emotività, di scrittura, si possono rinnovare ed espandere in nuovo significato abbracciando l’oggi. Quindi, anche una raccolta di poesie prevalentemente di viaggio, dove l’atto d’ispirazione rimane vincolato a un luogo piuttosto che a un percorso di viaggio interiore, può scoprire nuove interpretazioni o nuove chiavi di lettura anche in parole già granitiche.

Tu sei anche una pittrice. In questo lasso di tempo, hai dipinto qualcosa?

Questo lasso di tempo, che sta conoscendo tanti e grandi cambiamenti in me stessa e di riflesso nella mia vita, mi ha vista sperimentare anche un nuovo approccio pittorico, ossia l’utilizzo del colore acrilico su tessuti di velluto, trattati come vere e proprie grandi tele sulle quali realizzare elementi figurativi, paesaggistici o più surreali, come l’ultima tela realizzata “Medusa”. Un modo più libero e personale di interpretare la pittura, la seconda mia grande passione dopo la poesia, che arriva dove la parola non basta più, o dove la parola ha bisogno di silenzio.

Quando ascolti le canzoni di Mango, cosa prova il tuo cuore?

Il mio cuore porta una ferita enorme da quell’8 dicembre 2014, giorno della scomparsa del grandissimo e unico Pino Mango, della cui conoscenza diretta la vita mi ha voluto fare dono. L’ascolto da quel giorno ha cambiato umore e colori dell’anima, come è facilmente immaginabile. Ma nel momento in cui, e questa è la grande forza di ogni forma d’arte, ci si stacca dal lato personale, dalle vicissitudini dell’autore, dal momento storico, allora la sua voce mi sa ancora “prendere per i capelli e farmi volare”, per parafrasare una sua splendida canzone, dove la combinazione di musica e parole diventano fonte di espressione dell’indicibile, come il manifestare l’amore o comunicare un dolore.

Credi in Dio?

Più passano gli anni più mi sento personalmente di differenziare la spiritualità dalla religione. Diciamo che mi sento una persona molto spirituale, che cerca una percezione altra perché la sente viva nell’Universo come un’innegabile forza creativa, generativa, che crea un legame indissolubile tra tutti gli elementi esistenti al di là del proprio tempo e del proprio spazio ristretti, e per questo dal conseguente profumo di immortalità. Se poi sia corretto darle una definizione in un “Dio” o altri termini prettamente rientranti in un discorso di indirizzo religioso, considerata l’epoca che stiamo vivendo e che su questi termini sta basando e giustificando operati indicibili, sono la prima a fare un passo indietro.

Cosa pensi dell’amicizia?

L’amicizia è ciò che resta a raccogliere sempre e comunque le belle e le brutte vicissitudini della vita e a farne sempre sorriso tra le lacrime, di commozione o dolore esse siano. Per questo l’importante nella vita è diventare innanzitutto amici di se stessi. L’amicizia per me ha un valore fondamentale e non a caso ho scritto dei versi, rimasti inediti, dedicate alle mie amicizie più care, e che con piacere utilizzo come saluto e ringraziamento: mi siete cerchio di rose radiose / a cingermi di nuvole odorose / le fertilità / del mio campo / a fare ghirlanda di me / nel mio seminarvi di voi / mio odoroso cerchio / di rose radiose.

MICHELE BRUCCHERI