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CONCERTO DEL GRUPPO POPOLARE “LI FICUDINIA” E DELLA BAND DEI “NEREA” A SERRADIFALCO: UN GRANDE SUCCESSO

CONCERTO DEL GRUPPO POPOLARE “LI FICUDINIA” E DELLA BAND DEI “NEREA” A SERRADIFALCO: UN GRANDE SUCCESSO

mar 27 2017

di MICHELE BRUCCHERI – Due ore di spettacolo convincente e coinvolgente. Divertenti le gag di Adriano Dell’Utri e Raimondo Coniglio. La manifestazione è stata promossa dall’associazione “Il Telaio”

 
 Li Ficudinia e i Nerea in concerto al teatro comunale "Antonio De Curtis"

Sono stati bravi, coinvolgenti e spettacolari. Il concerto del gruppo popolare “Li Ficudinia” e della band dei Nerea al teatro comunale “Antonio De Curtis” - sabato sera a Serradifalco - ha regalato emozioni a iosa e la certezza che queste due realtà insieme diventano veramente esplosive. I loro suoni poderosi e pieni di energia, i loro canti ora delicati, ora travolgenti accarezzano sempre il cuore. Ad arricchire l’evento musicale la presenza di due attori: Adriano Dell’Utri (presentatore-intrattenitore) e Raimondo Coniglio. Con le loro gag hanno divertito il pubblico delle grandi occasioni.

Lo spettacolo “Canta ca ti passa” è inserito nel cartellone Musica e Teatro “Quattro e quattr’otto” (con il patrocinio dell’Amministrazione comunale) varato dall’associazione artistico-teatrale “Il Telaio” presieduta da Fabio Migliore. Prima dell’esibizione vera e propria, Melinda Manna per conto dell’organizzazione associativa ha ricordato che “con questo appuntamento musicale, stasera, si completa la parte dedicata alla musica e il 29 aprile andrà in scena il primo appuntamento teatrale”. Si tratta, infatti, della commedia in due atti “Delitto d’onore fu!”, a firma appunto dell’associazione “Il Telaio”.

Melinda Manna, brevemente, introducendo lo spettacolo, ha sottolineato due concetti: la presenza del folto pubblico che ha riempito il teatro e “stasera si valorizzano due bravi gruppi nostrani”. In maniera originale e divertente, poi, il noto attore sancataldese Adriano Dell’Utri con la complicità di Raimondo Coniglio ha coordinato la serata che si è rivelata bella e spensierata, ma anche all’insegna della riflessione.

 
 Li Ficudinia e i Nerea in concerto con i due attori Adriano Dell'Utri e Raimondo Coniglio 

“Li Ficudinia” e i Nerea - con la loro mescolanza di stili - hanno proposto un repertorio canoro-musicale di grande fascino. Musica di qualità, percussiva, coinvolgente. Sul palco è palese il loro affiatamento. Si divertono mentre suonano e cantano. E questo, in ultima analisi, è il valore aggiunto. Arriva la loro passionalità genuina e trascinante. Ci presentano la “sicilianità”, in una miscellanea che spazia dal folk al rock. Bravi e convincenti tutti. Dal gruppo popolare "Li Ficudinia":  Michele Pio Crucillà, Peppe Minnella, Peppe Cammarata, Lucrezia Ferro, Salvatore Guttilla e Antonio Giardina. Ai Nerea: Lillo Rizzo, Antonio Giardina, Giuseppe Venti, Matteo Munda e Fabrizio Aquilina. Molto accattivante la versione di “Don Raffaè” di Fabrizio De Andrè.

Ciascuno porta, nello spettacolo, il proprio contributo: professionalità, eclettismo, passionalità, simpatia… Un sacco di ingredienti ben amalgamati. Peppe Minnella spiega il valore della musica che è una lingua universale. Nel suo breve intervento rievoca l’esperimento della scorsa estate, in piazza, tra i due gruppi in occasione della festa patronale di Serradifalco. “Una serata meravigliosa, come questa di stasera”, conclude.

Il secondo tempo inizia con il brano “Simmu ccà”. Per la prima volta, le due formazioni musicali eseguono in pubblico questa splendida canzone che è un omaggio all’autore dei testi (l’avvocato Giuseppe Dacquì, presente in sala) e all’autore delle musiche, Aldo Giordano. Il brano è ispirato da un fatto realmente accaduto qualche anno fa quando una nave maltese, pur avendo avvistato due barconi, in balìa del mare nel Canale di Sicilia, stracolmo di immigrati, decise, secondo le disposizioni del Governo di Malta, di non prestare soccorso. Sui barconi vi erano ben 140 immigrati, molti dei quali erano disidratati con febbre alta. Vi erano anche dei bambini e delle donne incinte. In quella circostanza il Governo italiano che inviò i soccorsi protestò contro il Governo maltese. L’autore del brano (Giuseppe Dacquì, ndr) immagina l’invocazione di aiuto fatta da un’immigrata al momento del passaggio della nave maltese: “Ehi Ehi simmu ccà”.

L’invocazione della madre è preceduta dalla disperazione pietosa della loro condizione umana, ma anche dalla speranza che un giorno possa tutto cambiare. La madre in presenza di pericolose onde fa coraggio al figlio che tutto passerà e che riusciranno a salvarsi. Il brano si conclude con l’invocazione agli Dei (Dio del mare, Dio del cielo e Dio della terra) e quindi a “madre natura” perché faccia placare la tempesta e li porti in salvo considerato che l’uomo invece non li ha soccorsi: “Diu di lu mari nunni abbannunari… Almeno tu”.

In scaletta tanti brani. Tra gli altri: “Se bruciasse la città” di Irene Grandi, “Viva l’Italia” di Francesco De Gregori, “Impressioni di settembre” della mitica PFM, “Cocciu d’amuri”, “La compagnia” di Lucio Battisti e “I cento passi”, dedicata a Peppino Impastato, a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata della Memoria delle vittime di mafia. Per non dimenticare chi ha dato la vita per la verità.

MICHELE BRUCCHERI