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NAPOLI, IL QUARTETTO ACUSTICO DI GIULIO MARTINO A PIGNATELLI IN JAZZ ENTUSIASMA ED EMOZIONA

NAPOLI, IL QUARTETTO ACUSTICO DI GIULIO MARTINO A PIGNATELLI IN JAZZ ENTUSIASMA ED EMOZIONA

mar 20 2017

di DANIELA VELLANI – Dinanzi ad un pubblico folto e attento, ieri è andato in scena un concerto strepitoso e notevole. L’evento è stato patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo

 
 Il quartetto acustico (Giulio Martino, Alexandre Cerdà Belda, Leonardo De Lorenzo e Rocco Zaccagnino) in concerto e il pubblico

 

 
 I quattro musicisti in concerto a Napoli

Non poteva esserci una mattinata migliore di quella trascorsa ieri, nel giorno di San Giuseppe, a Villa Pignatelli a Napoli, dove nella lussuosa veranda neoclassica si è svolto un concerto che dire straordinario è dir poco. Il quartetto acustico di Giulio Martino, costituito dal musicista citato ai sassofoni, Alexandre Cerdà Belda al basso tuba, Leonardo De Lorenzo alla batteria e Rocco Zaccagnino alla fisarmonica e all’accordina, hanno fatto vivere momenti di pura emozione con la loro musica.

 

L’evento, il quarto del festival Pignatelli in Jazz, patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e sponsorizzato da Banca Credem, è stato sicuramente qualcosa di alta qualità, di quelli che ti lasciano tracce dentro e che ti regalano vive emozioni e commozioni. I quattro musicisti, attraverso un affiatamento palpabile che crea forti sinergie con chi li ascolta, hanno messo in mostra la loro tecnica eccellente, frutto di professionalità rara e talento, ma anche creatività e capacità di amalgamare sonorità multiformi e differenti. La fusione degli strumenti, insoliti in un quartetto jazz, e la convergenza di stili e ritmi variegati ha caratterizzato la sequenza fluida e piacevolmente scorrevole dei brani.

 

Il concerto è stato preceduto dall’intervento della dottoressa Denise Pagano, che assieme a Rosanna Naclerio ha concesso la bella location per l’evento, che ha sottolineato il successo che sta ottenendo la prima edizione del Festival e la volontà di riproporlo anche in futuro. Subito dopo Emilia Zamuner, che si è occupata della direzione artistica in collaborazione con Eduardo Scarfoglio, ha presentato i musicisti che, tra gli applausi del pubblico, hanno preso posto. Giulio Martino, che durante il concerto ha dato delucidazioni e raccontato aneddoti legati ai brani selezionati, ha illustrato il progetto realizzato dall’ensemble e che confluirà nella prossima uscita del disco registrato presso gli studi di Godfather di Massimiliano Pone che conterrà i brani del concerto.

 

Con l’esecuzione dell’Incantatore, composto dalla talentuosa pianista Armanda Desidery, presente in sala, si è aperto il concerto, “incantando” subito il pubblico ed immergendolo nella giusta dimensione di ascolto. Subito dopo, preceduto dal racconto di una storia particolare e di carattere sociale legata al brano da eseguire, si è passati a Fables Of Faubus di Mingus. Il basso tuba lo ha introdotto con un breve intro che ha rispecchiato l’intento ironico e politico con cui il brano fu scritto.

 
 Il quartetto in concerto e il pubblico

 

Poi è stata la volta di due brani composti da Giulio Martino, Buon Compleanno e Spring time. Il primo, dedicato a tutti i papà, eseguito in modo raffinatamente soft, ha permesso di mettere in luce le notevoli qualità di Rocco Zaccagnino che in un’improvvisazione elegante e virtuosa ha magnetizzato la platea con la fisarmonica. L’atmosfera è cambiata del tutto col secondo brano introdotto da Leonardo De Lorenzo che con le mani ha condotto un ritmo ancestrale in un crescendo di brio su cui si è inframezzato il basso tuba e i due hanno creato una sezione ritmica piacevole che poi ha coinvolto l’intero ensemble.

 

Suggestioni, immagini e occhi lucidi di commozione hanno incorniciato il brano Three Views of Secret di Pastorius proposto in un modo soft: un ondeggiare di note diverse che quasi unite per mano si aprivano ad una danza. Atmosfere sudamericane, fusione di strumenti e ritmi, quasi un insieme di bossanova e tango, con improvvisazioni che hanno evidenziato le qualità di ciascuno, sono stati gli elementi di Con Tres Palabras di Osvaldo Farrés.

 

Prima di passare ai due brani firmati da Leonardo De Lorenzo è stato descritto il nobile progetto del batterista, ereditato da Maria Lucci, dell’associazione l’Isola Dei Girasoli, che da un anno regala sorrisi e musica nelle corsie dei reparti ospedalieri infantili di tutta Italia ed è finalizzato a focalizzare attenzione e speranza su chi soffre. In una musica ricca di ritmo con begli assoli di batteria sono stati, quindi, eseguiti i brani Clown e Circus.

 

Con un brano particolarmente coinvolgente, Children’s play di Bill Evans, interpretato in un’atmosfera delicata, placida, dolce e intrisa di emozioni, si è concluso il concerto. Un’entusiastica standing ovation del numeroso pubblico ha dimostrato grande soddisfazione. Il concerto è stato notevole e si potrà riassaporare nel disco di prossima uscita.

 

DANIELA VELLANI