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NAPOLI, LA MAGIA DEL TRIO SCRIGNOLI-MARTINO-LAVIANO CHE CELEBRA JOHN COLTRANE

NAPOLI, LA MAGIA DEL TRIO SCRIGNOLI-MARTINO-LAVIANO CHE CELEBRA JOHN COLTRANE

dic 01 2016

di DANIELA VELLANI – LA RECENSIONE / Grande successo per il chitarrista milanese, il sassofonista partenopeo e il batterista marchigiano. Prossimamente un nuovo disco da collezione a loro firma

 

 
 La copertina del disco "Changing Trane"

Può capitare di trovarsi in un locale di Bagnoli ed essere accolti con cordialità e gentilezza, ammirandone l’ambiente non eccessivamente grande, e forse per questo più intimo, arredato con gusto e calore, dove bere e assaporare prelibatezze in attesa che strumenti musicali, posizionati in modo strategico su un palcoscenico con un fondale costituito da un bell’arazzo “zodiacale”, sprigionino melodie meravigliose. E’ quello che è capitato a me la sera di domenica scorsa, allorché mi sono recata al Nevermind, dove un trio d’eccezione si è esibito proponendo jazz. Sì, attualmente questo genere è diffuso ovunque e spesso è accompagnato da aggettivi e situazioni allettanti. Ma quello che ho ascoltato domenica è stato veramente Jazz, quello che ti lascia qualcosa dentro, quello che ti cattura e ti trasporta in una dimensione musicale superiore, quello che scuote i sensi e l’anima, insomma quello di alta qualità.

 

Il chitarrista milanese Valerio Scrignoli, il sassofonista napoletano Giulio Martino e il batterista marchigiano Alfredo Laviano, tre musicisti provenienti da realtà geografiche e musicali diverse, che da anni quando possono condividono il palco e progetti, formando un ensemble affiatato e collaudato, hanno fatto rivivere la musica del grande John Coltrane, proponendo una successione di brani che fanno parte del loro disco “Changing Trane” uscito alcuni anni fa. “Suonare Coltrane è ardito per il piano creativo, la forza e l’intensità…”, sono state le parole di Giulio Martino prima dell’esecuzione degli undici brani eseguiti, che sono state il preludio di un concerto indimenticabile. Ebbene il trio ha intrapreso questo difficile percorso incarnando proprio lo spirito di libera espressione nello spazio creativo della musica che consentiva a Coltrane di trascendere schemi e strutture.

 
 Il trio in concerto a Napoli

 

Tra luci soffuse e particolari suoni, quasi psichedelici, sprigionati dalle corde di Scrignoli, si è aperto il concerto sulle note di Afro Blue. L’atmosfera musicale si è fatta subito soft e seducente grazie agli effetti echeggianti del loop e a sonorità in alcuni momenti orientaleggianti, assieme a fraseggi eleganti e netti del sax tenore che s’intersecavano con gli altri strumenti quasi in una danza dal sound ben ritmato. Come si suol dire “Il buongiorno si vede dal mattino” e il primo brano ha subito immerso tutti i presenti in una musica di alto livello che, via via che si proseguiva con le esecuzioni, attraverso improvvisazioni, domande e risposte sonore, giochi di note, metteva in luce le diverse e spiccate personalità dei musicisti. Il feeling evidente ed una sinergia positiva contagiosa hanno caratterizzato la serata musicale.

 

 
 Il sassofonista Giulio Martino (foto di Sonia Ritondale)

L’entusiasmo era palpabile in tutti, musicisti e pubblico. I tre protagonisti, tra sguardi sorridenti e una gestualità complice eloquente, hanno rivisitato Coltrane con maestria e professionalità, dando sicuramente una loro impronta creativa e molto espressiva. Il trio atipico, perché privo del basso, in un crescendo di belle sonorità, ha eseguito una sequenza di brani, alternandoli con piccoli aneddoti raccontati da Giulio Martino. Così si sono susseguiti i brani successivi: Like Sonny, composizione di Coltrane dedicata a Sonny Rollins, con un sax deciso, quasi svolazzante in piccoli vortici sonori che lasciava spazio alla chitarra e ad una batteria incalzante, Dear Lord, brano spirituale e dall’atmosfera raffinata e morbida, After the rain, eseguito col sax soprano  con un ritmico arrangiamento che sembrava un invito ad una danza sudamericana, Fifht house che ha rispecchiato la passione di Coltrane per la cosmologia e che è stato reso molto particolare grazie ad effetti speciali elettronici sperimentali della chitarra e alla batteria che in momenti successivi si scatenava in libertà con grinta.  

 

L’atmosfera cambiava completamente con Big Nick col sax che, in un delicato gioco di domande e risposte, entrava in sintonia con gli altri strumenti. Il concerto è proseguito con brani dedicati, uno alla figlia, Syeeda’s song flute, e l’altro alla moglie, il celeberrimo Naima, uno dei preferiti di Coltrane e anche dei suoi estimatori. Vivacità, scioltezza e disinvoltura hanno poi caratterizzato l’esecuzione di Some other blues, con una chitarra che in alcuni momenti si trasformava in un basso elettrico, in altri accompagnava l’esecuzione in stile Manouche. Non poteva mancare una composizione originale: Three shades of blue, di Valerio Scrignoli ha messo ulteriormente in luce le sue qualità artistiche. Infine l’esplosiva “Wise one” in modo incalzante e suggestivo concludeva il bel concerto.

 

Durante la serata i tre hanno annunciato, per la gioia di tutti i presenti, che stanno lavorando ad un nuovo progetto che presto si materializzerà in un nuovo disco da collezione.

 

DANIELA VELLANI