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ANNA FERRIERO E IL SUO AMORE PER I VERSI

ANNA FERRIERO E IL SUO AMORE PER I VERSI

nov 20 2016

di MICHELE BRUCCHERI – Intervista alla poetessa di Torre del Greco (Napoli). La sua ultima raccolta poetica è “Punto – Oltre l’Orizzonte”. Ha debuttato con “Magia d’Amore”. A dicembre, a Roma, avrà un posto d’onore negli studi della sua casa editrice

 

 
 Anna Ferriero

In primavera, Anna Ferriero ha pubblicato la sua seconda raccolta poetica dal titolo “Punto – Oltre l’Orizzonte”. Un libro che non rientrava tra i suoi progetti. “La prima presentazione di questa raccolta avrà un posto d’onore durante l’intervista che avrà luogo il primo dicembre a Roma negli studi di Albatros Il Filo”, spiega alla versione online del periodico d’informazione La Voce del Nisseno.

 

Delicata, di smisurata sensibilità, profonda e saggia, la poetessa campana (è di Torre del Greco), nel napoletano, dimostra palesemente uno spessore umano e spirituale straordinari. Nonostante i suoi 22 anni, è matura e con un bagaglio d’esperienza considerevole. Educata, solare e volitiva, ama svisceratamente la scrittura. E non solo. Infatti, adora la musica (ha iniziato a suonare il flauto e poi ha proseguito con la pianola). E la danza, che “mi ha insegnato l’arte del comportamento” dichiara al nostro microfono.

 

Il debutto poetico di Anna Ferriero è stato con il libro “Magia d’Amore” (“è la mia anima”, afferma nella nostra intervista). Nei due libri pubblicati ci sono due diverse rappresentazioni dell’Amore. Con la A maiuscola. I suoi versi, ormai, sono contenuti in varie antologie. Ha vinto alcuni premi, nei concorsi, e li ritiene tutti importanti e preziosi. Tra le sue passioni, la psicologia e la psicanalisi di Freud. Ma anche la storia dei Santi.    

 

Dulcis in fundo, ci consegna la sua visione del mondo e i suoi propositi: “Credo che i sogni siano infiniti e anche quando li ho realizzati tutti c’è ne saranno sempre altri e altri ancora perché solo chi sogna all’infinito vivrà in eterno. Chissà, forse scrivere altri libri e usare una dolce parola per illuminare il mondo intero”.

 

In primavera hai pubblicato la tua seconda raccolta poetica dal titolo “Punto – Oltre l’Orizzonte”. Qual è il succo del volume?

Un volume  nato per caso e “nascosto” da ciò che la mente umana classifica come uguale, barocco, complesso, piatto. Confesso che questa seconda raccolta poetica non rientrava fra i miei progetti. Forse nulla che mi sta accadendo attualmente nella vita ho mai progettato. Inizialmente l’opera avrebbe dovuto indossare due titoli completamente diversi: Onda e Scia Marina. Ma mi resi conto, col trascorrere dei giorni, che in entrambi i casi qualcosa… mancava. Mancava quella scintilla colorata che potesse donare a me e a tutti i lettori quella speranza eterna e la voglia di vivere. Io credo che il successo di questa nuova creatura sia, senza dubbio, l’Amore danzante fra i suoi versi. Una parola semplice ma pronunciata dal mondo intero dal sapore fresco eppure capace di una delicata intensità.

Chi ha letto il libro, come si è espresso in merito al tuo lirismo?

“Un amore immenso e spumeggiante pieno di fermento creativo e profondamente innamorato della vita e dei suoi colori” – questa la prima frase che è stata recitata in merito alla lettura dei miei versi! “Una composizione dall’espressione semplice ma forte, breve ma al contempo profonda”. Ed il cuore mi si è riempito di acqua pura all’ascolto di codeste espressioni!

“Magia d’Amore” è stato il tuo libro d’esordio. Com’è articolato?

“Magia d’Amore” è la mia anima! Allora questa prima “creatura” è divisa in due parti. La prima contenente un’introduzione di 30 pagine circa e anticipata da due poesie alle quali mi sento molto legata per vari motivi: “Le mie rose” e “L’invidia” seguita poi dalla prefazione del dottor Gaetano Trematerra, medico del P.S. dell’Ospedale Maresca di Torre del Greco (Napoli). La seconda parte, dopo una breve composizione di Osho “I sentimenti non sono pietre, sono come le rose” - inizia la manifestazione dei sentimenti attraverso le poesie.  Infine l’opera termina con un bellissimo prologo composto dal dottor. Andrea Santaniello, lo scopritore delle mie capacità.

 
 La copertina del suo ultimo libro

Che differenze vi sono tra i due libri?

Io credo che differenza principale fra i due libri sia, se volessimo partire da una piramide: il colore delle copertine e le due diverse rappresentazioni sull’Amore; la composizione interna e la struttura delle poesie; la maturazione che si intravvede e si percepisce in entrambe le composizioni.

Dove hai presentato i due libri per farlo conoscere?

Allora per quanto riguarda la prima raccolta poetica “Magia d’Amore” l’ho presentato in vari luoghi quali: al Circolo della Stampa (Avellino), al “Teatro del Santuario – Sacri cuori di Gesù – Missionari Sacri Cuori”, al Teatro Comunale di Novoli (Lecce). Nel mese di aprile di quest’anno su “AgorArt” è stata pubblicata la sua sinossi dal titolo: “Una raccolta di poesie dedicate all’amore” composta, interamente, dalla dottoressa Emanuela Boccassini.

E l’altro?

Mentre per quanto riguarda la seconda raccolta poetica “PUNTO – Oltre l’Orizzonte” avevo un sogno nel cassetto: presentarlo nella mia città, Torre del Greco. Purtroppo a causa di culture differenti, mi è stata letteralmente rifiutata essendo stata definita scrittrice principiante e di poco conto. Ma la prima presentazione di questa raccolta avrà un posto d’onore durante l’intervista che avrà luogo il primo dicembre a Roma negli studi di Albatros Il Filo.

Come definisci la tua poetica?

Semplice ma al contempo completa. Dolce ma che fa riflettere. Breve ma insieme completa e piena dalle sfumature più invisibili e dai toni pacati. Questa è secondo me la magia nel complesso!

Quando è nata la tua passione per la poesia?

Non so quando essa sia nata. Non me lo ricordo esattamente o forse è una passione innata. Non ho io creato la poesia ma la poesia ha creato Anna Ferriero!

Hai vinto diversi concorsi. Quali sono quelli, per te, più belli e importanti?

Una domanda davvero…  difficile! Io non saprei dire con esattezza il concorso più bello e più importante. Perché ognuno, in modo diverso e in occasioni differenti mi ha fatto vivere momenti luminosissimi. Ogni concorso è riuscito a far riaccendere quella piccola stella che ha contribuito alla mia formazione sia psicologica che spirituale. Ognuno di essi mi ha donato un regalo ponendo sentimenti nella mia anima che fino a poco tempo prima credevo… inesistenti.

A quale premio ti senti maggiormente legata, dal punto di vista affettivo, e perché?

I premi ai quali ho partecipato non li ho inseguiti io ma è capitato un po’ l’opposto. Davvero non saprei dire a quale premio mi senta io più legata. Dalla prima antologia MonteCovello, un volumetto di poesie alla pubblicazione di un’intervista “Quando la scrittura è donna” – I volume”. Dalla 3^ edizione “Premio di Narrativa, Teatro e Poesia: Il buon riso fa buon sangue” al Premio Nabokov editi ed inediti edizione 2015 rientrando nella rosa dei 7 finalisti. Insomma ognuno di essi mi ha donato qualcosa e ad ognuno di essi ho lasciato un pezzetto del mio cuore!

I tuoi versi sono contenuti in varie antologie. Quali?

Oltre ad essere contenute nelle due raccolte principali, i miei versi sono presenti anche in: Premio Erato 2015 con 3 poesie: Ricordo, Colore di passione, Poeta. In “Tracce” (raccolta di Poeti contemporanei) e Colori editi dalla casa Editrice Pagine con 13 poesie: Blu cristallo, Profumo segreto, Dolce malinconia, Oltre me, Verità di cristallo, Ti ho sognato per sbaglio, Il poeta, Rose rosse, Il bosco incantato, Sarò il tuo ricordo, Ti voglio bene, Come ali di gabbiano, Scintille di Natale – quest’ultima incisa su pergamena. “Profumo Soave” presente all’interno dell’Antologia – XXXI Premio Nazionale Histonium – Vasto (Chieti). Una poesia è rientrata nell’Antologia – L’Anima in Versi – 2016 dal titolo “Il timone della vita”. Ma un’altra poesia è rientrata anche all’interno dell’antologia indetta dal VIII concorso Internazionale di poesia inedita “Il Federiciano” dal titolo “Musiche lontane”.

 

 
 La poetessa campana Anna Ferriero

So che ami anche la musica. Cosa hai suonato?

La musica è la mia vita! Il mio primo strumento è stato il flauto, studiato per circa 4 anni. Dopo di esso, la pianola è stata la mia seconda strada.

 

Chi sono i tuoi preferiti della canzone leggera italiana e straniera?

I miei cantanti preferiti per quanto riguarda la musica italiana sono Laura Pausini, Tiziano Ferro e Francesco Renga. Mentre per quanto riguarda le mie preferenze nel mondo straniero forse… le scelte sono più ampie: Alvaro Soler, Adele ed Ellie Gouldin (in particolare la canzone Love Me Like You Do).

 

So anche che un’altra passione importante è stata la danza. E’ così?

Esatto! La danza classica in particolare è stata la mia prima maestra di vita. Mi ha fatto provare sensazioni bellissime. Ricordo ancora l’ansia del mio primo saggio e i primi applausi. Rammento, come fosse ieri, il profumo della pece usata durante le prime prove sulle punte e i colori dei tutù che mi facevano sentire una principessa. I primi passi eseguiti sulle note del valzer suonato al pianoforte e quell’atmosfera… spesso severa e autoritaria ma che mi ha insegnato l’arte del comportamento.

 

Mi risulta pure una tua peculiare predilezione per la psicologia e per la storia dei Santi. Come sono nati questi interessi?

Allora… la psicologia è sempre stata una mia grande curiosità. Ricordo che, durante il periodo delle scuole medie, la prima luce che mi incuriosì fu la psicoanalisi di Freud. Da lì iniziai la lettura dell’Interpretazione dei Sogni e successivamente lo studio circa la figura del padre della psicoanalisi. Mentre la storia dei Santi è stata per me, sin dal primo giorno forse, ciò che io definisco “La caverna illuminata della magia perduta”. Spesso mi riparo e scopro, d’un tratto, un mondo ricco di colori e profumi inimitabili!

 

Hai persino studiato l’aspetto psicologico di Michelangelo. Ci tratteggi il profilo?

Certo! “Nulla somiglia maggiormente alla fonte celeste da cui proveniamo quanto le bellezze che si offrono agli occhi delle persone ricettive”. Questa è la frase di Michelangelo che io porto sempre con me, nel mio cuore e che mi aiuta a superare le difficoltà della vita. Michelangelo è stato un uomo straordinario ed io credo che tutt’ora continui a vivere attraverso le sue opere, i suoi insegnamenti, le sue parole, le sue frasi. Una personalità stravagante ma riflessiva, prepotente che addirittura osava misurarsi faccia a faccia con Papi e imperatori perché consapevole della propria grandezza artistica…

 

Prosegui.

Un poeta, direi, dalle mille sfumature e dagli infiniti sogni. Riteneva che la forma fosse già presente, in tutte le sue rifiniture, all'interno del blocco di marmo... che ne fosse prigioniera. Il compito dello scultore era quello di liberarla, liberare il concetto, eliminando la materia in eccesso. La sua ricerca sulla scultura si basa tutta su questo pensiero. Con il passare del tempo ed il crescere del suo pessimismo, cominciò a trarre la conclusione che la forma non potesse davvero liberarsi dalla materia. Ne è un esempio la Pietà Rondanini, una statua dall'impatto notevole, ma non rifinita, lasciata solo abbozzata. Michelangelo ci lavorò su fino alla morte, non ne era mai soddisfatto. L'anima non riusciva a liberarsi.

 
 La copertina del libro d'esordio

 

A quale santo ti senti maggiormente legata, in relazione ai tuoi studi?

A San Pio. Lo sento vicino e riesco a comunicare con lui nei momenti in… solitudine.

 

Una figura importante è, nella tua vita, padre Michele Bianco, un esorcista e teologo. Me ne parli?

Padre Michele Bianco l’ho conosciuto cinque anni fa in un periodo non particolarmente luminoso della mia vita. Sembrava che il mondo mi cascasse addosso e che le forze celesti avevano abbandonato il mio cuore. Ma grazie a Padre Michele e alle sue letture iniziai a studiare le mistiche figure di Sant’Ignazio di Loyola, Santa Giuliana di Norwich, San Giovanni Crisostomo, San Bernardo, Santa Elisabetta della Croce, dedicandosi, durante il tempo libero alla personalità di Francesco di Sales leggendo i classici della spiritualità cristiana: “Lettere di amicizia spirituale”.  La luce è rientrata in me e da quel momento ho capito che la Provvidenza Divina è eterna.

 

Chi sono i tuoi autori prediletti, a livello letterario e poetico?

Beh, potrei fare un elenco… infinito! Ma mi limiterò ad elencare soltanto quegli autori che, attualmente, fanno ancora parte della mia vita e che stanno contribuendo ad arricchire la mia psiche: Charles Dickens, Jane Austen, le sorelle Brontë (soprattutto Emily Brontë), Shakespeare, Virginia Woolf, Laurence Stern, Federico Garcìa Lorca, Lope de Vega, Miguel de Cervantes, ma anche John Keats e William Wordsworth e… potrei continuare all’infinito! Ah, dimenticavo: anche Melanie Klein (La relazione madre – bambino, l’invidia e la gelosia); James Hillmann (Il mito dell’Anima); Jerome Bruner (La psicologia culturale); Jung (Il libro rosso).

 

Guardati allo specchio, in senso metaforico, e descrivici la personalità di Anna Ferriero. Ti va?

Sì che mi va! E con grande gioia! Anna Ferriero è una personalità introversa e a tratti pensierosa, sa unire l’utile e il dilettevole creando spruzzi di scintille colorate. Anna ama la natura e comunicare con i fiori; le margherite sono il suo fiore preferito! Il colore che dipinge la sua vita è il blu oceano. Ma Anna possiede un cuore come tutti e un’anima al pari di chi la ascolta e per questo è anche fragile, ha i suoi limiti e spesso si isola per trarne ispirazione durante i suoi componimenti. Ma la sua forza è l’amore del Cielo contenuto anche nei suoi amici che l’amano e la circondano rendendo i suoi versi luminosi ed armoniosi! Anna nulla possiede di particolare, eppure, quando si guarda allo specchio cerca di trarne fuori l’anima cercando di trovare risposte alle tante domande che circondano la propria vita. Anna Ferriero è un pezzetto di magia che Dio ha concretizzato e che forse ha posto in esso una missione, chissà; e vedere che ognuno ha una speranza è una gioia immensa per me!

 

Qual è stato il giorno più bello della tua vita?

Quando ho visto il primo raggio di sole: il 25 aprile 1994.

 

E il più brutto?

Il giorno più brutto risale al mese di agosto di cinque anni fa, quando mio nonno materno è volato in Cielo. Ma nel mio cuore, sento che egli è diventato un Angelo; chissà, forse l’angelo messaggero portatore della buona novella!

 

Quali sogni intendi realizzare, ancora, cara Anna?

Io credo che i sogni siano infiniti e anche quando li ho realizzati tutti c’è ne saranno sempre altri e altri ancora perché solo chi sogna all’infinito vivrà in eterno. Chissà, forse scrivere altri libri e usare una dolce parola per illuminare il mondo intero!

 

MICHELE BRUCCHERI