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BAGNO DI FOLLA PER LA SFILATA DI ABITI DA SPOSA A SAN CATALDO

BAGNO DI FOLLA PER LA SFILATA DI ABITI DA SPOSA A SAN CATALDO

set 10 2016

di MICHELE BRUCCHERI (foto di GIUSEPPE GIORDANO) – Venti modelle hanno presentato abiti nuziali dagli anni Sessanta ad oggi. Grande soddisfazione di Anna Licia Naro, presidente Anteas e organizzatrice dell’evento. Premiazioni con attestati e targhe 

 
 Modelle, modelli, damigelle, presentatori, stilista, staff acconciature e trucco

Bagno di folla per la prima edizione de “La Sposa nel Tempo” a San Cataldo. Una sfilata di abiti nuziali dagli anni Sessanta ad oggi nella suggestiva e gremita cornice di piazza Cannoli, uno scorcio assai interessante del popoloso paese nisseno. A promuovere l’evento è stata la sezione sancataldese dell’Anteas, di cui è presidente l’attiva e dinamica Anna Licia Naro, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giampiero Modaffari. A presentare la manifestazione il giornalista Michele Bruccheri assieme alla bella e brava Veronica Lo Monaco.

 
 Il sindaco, Michele Bruccheri, Veronica Lo Monaco e Anna Naro

Venti modelle, tre modelli e sette damigelle: questi i numeri di coloro che hanno sfilato scendendo e salendo la scalinata, con sottofondi musicali assai avvolgenti e di grande impatto emotivo. Bellezza muliebre, fascino e freschezza con la stessa Anna Licia Naro (giunta in limousine), Carla Lauricella, Mascia Cirasa, Maride Lo Monaco, Fina Falzone, Maria Teresa Spina, Iris Marchese, Sharon Natale, Martina Ferrara, Florina Maxim, Irene, Flavia Giumento, Giulia Maruzzelli, Maria Chiara Giumento, Cristina Ferrara, Chantal Capizzi, Federica Di Mattia, Serena Butera e Antonella Giambusso; Luca Dell’Utri, Marco Giumento e Luigi Spina; Giada Giamporcaro, Ludovica Marchese, Elisea Carletta, Angelica Leprimi, Melissa Giamporcaro, Luna Anzalone e Aurora Dell’Utri.

 
 Fina Falzone in sfilata

Hanno sfilato anche l’assessore comunale Angelo La Rosa e lo stilista Maurizio Tomasello che ha presentato due suoi abiti nuziali alquanto originali, moderni e innovativi: abiti da sposa del futuro, economici e intriganti.

Encomio per l’iniziativa nelle parole del sindaco Modaffari. Di notevole apprezzamento il reading poetico a cura di Maria Concetta Naro (è anche assessore alla Cultura) che ha recitato la lirica “Terra mia”, Gianna Spiaggia ha declamato “Terremoto” in memoria delle vittime del recente e devastante sisma nel centro Italia, Anna Licia Naro ha presentato “L’atto divino della vita” (poesia contenuta nel suo libro “Melodie del cuore”) e, infine, Salvatore Carletta ha recitato “Amore meraviglioso”.

Ricco anche il momento canoro. Si è esibito Salvatore Carletta con tre brani celebri di Adamo e il duo nisseno Peppe Reale e Matteo Marchiano. Una serata all’insegna della spensieratezza e dell’allegria, con brevi momenti di riflessione grazie ai versi. Giuseppina Riggi, segretaria provinciale FNP Cisl, ha consegnato un omaggio floreale ad Anna Licia Naro, che ha espresso tutta la sua soddisfazione per il successo della manifestazione.

 
 Un'altra modella sfila in abito da sposa

Assieme al presidente Vincenzo Pastorello ha curato il momento della consegna degli attestati. Un elogio, inoltre, allo staff acconciature e trucco: Selina Blandino, Ilenia Gattuso, Laura Mistretta, Manuela Lipani e Chantal Capizzi. Prezioso il loro lavoro dietro le quinte, come pure quello di Alda Lo Bianco. A vario titolo, numerose le persone coinvolte. Una collaborazione attiva anche da parte di parecchi sponsor.

Sono state consegnate le targhe a Tiziano Piazza, per aver curato le basi musicali, alla parrucchiera Selina Blandino, allo stilista Maurizio Tomasello e al giornalista-presentatore Michele Bruccheri. A concludere la serata, la splendida canzone di Giovanna Caruana intitolata “Canzuna p’a libertà”. Testo e musica sono della giovane artista sancataldese (di recente in tournèe in Argentina), mentre gli arrangiamenti sono a firma del chitarrista nisseno Mario Ferrara.

Un brano intenso e coinvolgente che descrive la condizione femminile nel territorio siciliano: passa il tempo, cambiano i dominatori, cambiano le regole, ma quello che non cambia mai è la condizione di sottomissione della donna. Da qui, dunque, parte il grido di libertà: dapprima con un’eco distante e quasi secco, scarno, poi sempre più vigoroso e incalzante, arricchito da suoni e ulteriori echi. Un inno alla libertà, alla speranza, alla vita.

MICHELE BRUCCHERI