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QUELLE “INASPETTATE SENSAZIONI“ DI GIOVANNI FLOCCARI

QUELLE “INASPETTATE SENSAZIONI“ DI GIOVANNI FLOCCARI

set 06 2016

di MARIAPIA GIULIVO – Recensione per La Voce del Nisseno del romanzo dello scrittore torinese. Un libro coinvolgente, una storia interessante e ricca di sfaccettature 

 
 Lo scrittore Giovanni Floccari

 

Stampato da “youcanprint”, una  agile e versatile piattaforma di self-publishing, che fuori dalle logiche di un mercato editoriale sempre più complesso e difficile, consente ad un autore di vedere pubblicato il suo lavoro in tempi brevi, nasce il romanzo “Quelle inaspettate sensazioni” di Giovanni Floccari, torinese, quarantottenne, alla sua prima esperienza narrativa. Dichiaratamente, sul retro di copertina, lo scrittore afferma che il suo lavoro aveva come “idea iniziale, quella di scrivere una autobiografia” che in corso d’opera si è invece trasformata, seguendo l’onda delle emozioni e della fantasia, ingredienti fondamentali per chiunque si avvicini alla scrittura e se ne senta coinvolto e affascinato, in una storia ricca di sfaccettature, caleidoscopica, che avvince il lettore  e di cui colpisce la ricchezza di scarti e momenti davvero sorprendenti.

La storia narrata è quella di Matteo, un uomo come tanti, con una vita apparentemente normale, un lavoro stabile, nessuna relazione impegnativa con una donna ma forse alla perenne ricerca inconscia di qualcosa che modifichi il corso ripetitivo della sua esistenza.

Da un evento scatenante, un viaggio a Londra per una collettiva di fotografia  di cui l’uomo si occupa con passione, la sua vita cambia, prende inattese svolte che nel corso di lunghi anni, avranno forti conseguenze e modificheranno la sua umanità e sensibilità, lo porteranno a compiere scelte importanti, compresa quella della paternità responsabile, a cui lo stesso autore tiene molto, avendo dedicato il romanzo a sua figlia Alice. E non a caso è Giulia, la figlia di Matteo, il primo “personaggio“ che si affaccia al lettore e immediatamente lo coinvolge... Giulia che ritrova quella specie di “diario” su cui, suo padre Matteo, aveva abitudine di scrivere e appuntare tutto… spesso rinchiuso nel suo studio, avvolto dall’inebriante sentore di incensi al sandalo.

Non svelerò molto della storia o toglierei la sorpresa a chi il libro vorrà leggerlo. A chi vorrà seguire il flusso di quelle sensazioni, già presenti nel titolo stesso, che percorrono tutta l’articolata narrazione. Diversi volti e corpi di donne, un universo femminile scandagliato, spesso, con irrefrenabile curiosità e istinto (molte le scene di sesso presenti nel libro, assolutamente esplicite e non celate dal velo dell’ipocrisia) ma anche con improvvisi slanci di delicatezza, di tenerezza, donne diverse tra loro, per cultura, età, aspetto, tra cui emerge la bellissima figura di Annabel, la donna , forse, a mio avviso, che nel profondo rappresenta per Matteo il vero cambiamento, il punto di riferimento costante, un amore insolito, altalenante, ma di quelli capaci di modificare radicalmente  il destino.

 
 La copertina del suo libro in una foto dello stesso autore

“Cos’è che voglio veramente? Perché ho la necessità di cambiare sempre?” Così si interroga Matteo, a pagina 213, una domanda che spesso molti si pongono ad un certo punto del proprio percorso di vita. Questa “insoddisfazione” latente, questa inquietudine interiore, il riflettere su di essa, è uno dei punti salienti del romanzo. Dalla superficialità, dai sensi di colpa, da ripetuti e spesso neppure voluti  tradimenti, dai ricordi del passato, compreso quello della sua “iniziazione sessuale” con una amichetta, Matteo arriva a maturare molte consapevolezze, con uno spirito sempre autocritico su sé stesso.

La scrittura del romanzo è scorrevole, dialogica, piacevolmente coinvolgente. L’occhio dell’autore è “fotografico”, la descrizione di persone e luoghi è dettagliata, affascinante, ci si sente immersi nelle numerose scene che via via sembrano scorrere sotto gli occhi di chi legge. Così come definirei anche cinematografico lo stile narrativo di Giovanni, denso com’è di colpi di scena, persino di brani musicali che accompagnano certi istanti come una sorta di “colonna sonora” che fa da contrappunto al racconto. Ne potrebbe venire fuori la sceneggiatura di un film… Anche la suggestione di rapporti a distanza, proibiti, nascosti, che prendono forse origine dal ripensare ad   una “virtualità”, ormai pressante e fortemente destabilizzante nel mondo attuale, compare nel romanzo come sensazione  di un universo  interiore che, al contrario, ha bisogno di rapporti più autentici. Veri. E sono quelli, che l’autore cerca, modificando, man mano che il romanzo scorre, il suo sguardo sulla vita. Maturando una maggiore coscienza. Questa ricerca, che percorre tutto il libro, ricerca di un sé stesso più saldo, maturo, di un uomo che seguendo le tracce delle sue “inaspettate sensazioni” vive momenti  trasgressivi e piacevoli ma anche complicati e destrutturanti, conduce a due colpi di scena finali, degni della migliore tradizione del thriller. Proprio quando, avanti con gli anni, la sua vita sembra essersi pianificata.

Non è così, forse, non è mai così… per nessuno. Il corso del tempo è scandito anche da imprevisti insospettabili, da agghiaccianti scoperte, da improvvise rivelazioni, dalla nostra umanità imperfetta e di quelli che abbiamo intorno. Un finale che lascia con il fiato sospeso, con una sorta di commozione e di rimpianto… per quello che poteva essere e invece non è stato. Il romanzo si chiude con la stessa figlia Giulia che, dopo aver scoperto fatti  oscuri  e raggelanti, ripensa con dolore e affetto infinito a Matteo, il suo indimenticabile amato padre. Il romanzo si chiude… ma resta aperto il mistero della vita…

Sulla copertina, la foto riportata è di Giovanni Floccari e rappresenta un luogo chiave della vicenda, il lago di Avigliana, che ricorda a Giulia, verso le pagine finali, le giornate che andava a passare lì con tutta la sua famiglia, avvolta da quel paesaggio e assaporandone la “pace ed il silenzio impagabili”, seduta su quel grande masso, a riva, dove amava "ammirare il bellissimo panorama”. Un luogo di dolci ricordi che si trasforma, inaspettatamente, incredibilmente in un luogo di orrore  e amara scoperta di una triste verità. Consiglio con piacere  la lettura di questo romanzo. Non vi deluderà.

MARIAPIA GIULIVO