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PRESENTATO A NAPOLI L’ALBUM “FESTA IN CASA DE MORAES”

PRESENTATO A NAPOLI L’ALBUM “FESTA IN CASA DE MORAES”

lug 18 2016

di DANIELA VELLANI – Un lavoro interessante. Dal sapore brasiliano. Un omaggio al grande poeta e cantante carioca. I protagonisti del cd sono Carlo Lomanto, Simona Boo e Robertinho Bastos 

 
 La copertina dell'album

 

“La vita è una cosa seria e ce n’è una sola… la vita, amici, è l’arte dell’incontro… mettete un poco d’amore nella vostra vita come in questo samba…”. Con queste parole inframezzate tra le note di “Samba delle benedizioni” si apre “Festa in casa de Moraes”, l’album che vede protagonisti il talentuso cantante Carlo Lomanto, l’affascinante e vivace Simona Boo e il brioso percussionista Robertinho Bastos.

 

Si parla di incontro, proprio quello che è avvenuto nei giorni 4 e 5 maggio presso lo Splash Recording Studio di Peppino di Capri dove, grazie al “Teatro cerca casa”, con una formula nuova e interessante, si è inciso il disco, distribuito dall’etichetta soundliverecords, con un pubblico numeroso che, assistendo all’incisione “live”, ne è diventato “co-produttore”. Non sono mancati ospiti graditi e grandi protagonisti della musica e della cultura partenopea. Giulio Martino al sax tenore, Francesca Masciandaro al flauto, Rocco Zaccagnino alla fisarmonica, e Paolo Cresta con la sua calda ed emozionante voce recitante hanno, infatti, impreziosito diversi momenti del concerto con i loro interventi appropriati e raffinati.

 

Questo disco è un omaggio all’arte del grande poeta, cantante, compositore drammaturgo e diplomatico Vinicius de Moraes che alla fine degli anni’ 50 crea la “Bossanova” in un brillante sodalizio con Jobim e Gilberto e in Italia collabora negli anni ‘70 con Giuseppe Ungaretti, Sergio Endrigo e Ornella Vanoni.  Il primo brano conduce subito gli ascoltatori in un’atmosfera magica di poesia e musica. Con “Samba delle benedizioni” di de Moraes e Powell (traduzione di S. Bardotti), ci s’immerge nel ritmo sudamericano, con quel pizzico di malinconia che lo caratterizza e con le toccanti parole recitate da Simona Boo che sono un invito alla vita e allo stare insieme.

 

Subito dopo “A felicidade”, è un incontro di classe delle raffinate voci dei due cantanti, ricamato dalla morbida chitarra di Lomanto e dal ritmo assortito di Robertinho Bastos. “La voglia la pazzia”, scritta con Toquinho (traduzione di S. Bardotti), viene aperto dall’elegante flauto di Francesca Masciandaro che prosegue facendo sentire la sua presenza durante tutta l’esecuzione della celeberrima canzone.

 

“… eppure la tua presenza è una cosa qualunque come luce e vita… io sento che nel mio gesto esiste il tuo gesto e nella mia voce la tua voce” sono alcuni versi di “Assenza” di de Moraes caldamente espresse da Paolo Cresta che s’intersecano con la canzone “Io so che ti amerò” composta con Jobim. Dopo con un ritmo più brioso echeggiano le note di “Chega de saudade” e nuovamente la Masciandaro fa sentire la sua presenza. “Samba della rosa”, scritta insieme a Toquinho, in un bel dialogo canoro tra Carlo e Simona, viene impreziosita dalla raffinata fisarmonica di Zaccagnino. 

 
 Un momento del progetto

 

Cresta fa sentire di nuovo la sua voce emozionante col “Sonetto dell’amore totale” tradotto da Ungaretti, con un suggestivo sottofondo creato dalle “corde” di Lomanto. Simona Boo subito dopo, accompagnata dalla chitarra, dalla forte presenza dell’accordina di Zaccagnino e da percussioni proposte con discrezione, “parla” di speranze e d’amore con “Se todos fossem iguais a vocé”. Un brioso ritmo, in cui compare il sax di Giulio Martino limpido e con bei fraseggi, caratterizza “Aqua de beber”.

 

Si prosegue ancora con la presenza del sax, che dona qualche interessante improvvisazione, nel brano “So danco samba” molto raffinato e dove un piacevole assolo di percussioni di Robertinho nella parte finale del brano ne mette in evidenza il virtuosismo. Ancora versi intrisi d’amore di “L’assente” emozionano grazie all’interpretazione della voce recitante, seguiti da “Samba in preludio” cantata inizialmente da Carlo, e successivamente da Simona con l’accordina di Rocco che ne accarezza la melodia. “Samba per Vinìcius” di Barque e Toquinho, conclude la sequenza di brani con la presenza calorosa di tutti: il trio, gli ospiti e il pubblico invitato da Simona a ripetere “Saravà”, un forma di ringraziamento rivolta ad autori, artisti, tecnici e presenti.

 

La maestria delle esecuzioni delle canzoni, delle melodie strumentali e della recitazione di versi regala durante tutto il disco “emozioni, incoscienza ed allegria” e persino il termine tristezza, ricorrente nei testi di de Moraes, assume un’accezione di gioia e serenità, avvolge chi ascolta in un tulle di raffinatezza e di estasi morbida e soave. Ci si immerge in un’atmosfera sudamericana in cui a volte si ha l’impressione di trovarsi in una incontaminata foresta con i suoi odori e i suoi suoni.

 

DANIELA VELLANI