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“LA COSTITUZIONE E’ PIU’ IMPORTANTE DI RENZI E DEL SUO GOVERNO”

“LA COSTITUZIONE E’ PIU’ IMPORTANTE DI RENZI E DEL SUO GOVERNO”

lug 07 2016

di MICHELE BRUCCHERI – Francesco Campanella, senatore palermitano, aggiunge: “Un politico deve rispondere al popolo, non a una ditta privata”. E sul governo Crocetta tuona: “E’ un insieme di arroganza, incapace ad incidere” 

 
 Il giornalista Michele Bruccheri e il senatore Francesco Campanella

 

Con voce profonda e pacata, il senatore Francesco Campanella risponde alle domande de La Voce del Nisseno (versione web). Sulla riforma costituzionale che ad ottobre sarà al vaglio del popolo italiano tramite il referendum, asserisce: “Sicuramente la Costituzione è più importante di Renzi e del suo governo. Non andava fatta questa impostazione”. Sul M5S (è stato eletto nel febbraio 2013 ed espulso l’anno dopo assieme ad altri senatori pentastellati dissidenti) dichiara: “Quando si sono resi conto che, in qualche modo, stavo mettendo in discussione il potere di Grillo e di Casaleggio, hanno pensato bene di farmi cacciare via”. E prosegue, senza peli sulla lingua: “Secondo me, un politico deve rispondere al popolo. Non a una ditta privata, o piuttosto ad un piccolo gruppo di persone”.

A novembre spegnerà la sua cinquantaduesima candelina. Campanella, palermitano, dipendente della Regione, lo scorso anno ha aderito alla lista L’Altra Europa con Tsipras, facendo parte del Comitato nazionale eletto da un’apposita Assemblea. Attualmente fa parte del gruppo Misto al Senato della Repubblica, componente della Sinistra italiana (sono in otto ed autonomi). A distanza di un anno, incontro il parlamentare siciliano che è alquanto cortese e schietto. Senza orpelli, poi, dice ciò che pensa.

Sul governo regionale siciliano, guidato dal presidente Rosario Crocetta, tuona: “Ci troviamo di fronte ad un insieme di arroganza, incapacità ad incidere, tutto condito – anche lì – con grandi dosi di comunicazione, tutto portato su una lotta alla mafia di maniera. Penso ai legami e alla protezione che questo governo regionale ha dato a parte di Confindustria. Al di là delle accuse, costituisce un gruppo di potere che non fa gli interessi dei siciliani”.

Fa parte del Comitato per il No sul referendum costituzionale del prossimo ottobre. Perché il voto contrario a questa riforma?

Credo che se dovesse passare il Sì e, quindi, entrare in vigore questa riforma, cambierebbe completamente la sostanza della nostra Repubblica. Si sbilancerebbe così tanto a favore del governo, gli equilibri istituzionali, da rendere sostanzialmente impossibile ai cittadini – dopo avere votato – arrivare ad avere un rapporto con le istituzioni, tale da fargli capire dove le istituzioni deviano rispetto ai desideri dei cittadini stessi.

Una polemica che è sorta di recente è la clamorosa giravolta di Roberto benigni. Prima era per il No, poi invece si è espresso per il Sì. Cosa ne pensa lei? E’ giusto che personaggi di questo calibro influenzino l’opinione pubblica?

Faccio due considerazioni. La prima è che la nostra società si è troppo spostata sulla comunicazione. Si pensa all’apparenza. Ci si allontana dalla sostanza delle cose. Questo avviene perché la comunicazione è come un sapere consumato, a livello di fast food: no?! Immediatamente acquisito, immediatamente dimenticato. Tutto ciò fa sì che attori come Benigni o comici come Grillo, abbiano tutto questo successo in politica. Si è persa un poco la tendenza a capire, a studiare, al confronto con gli altri e alla comprensione reale delle cose. Magari la gente preferisce un messaggio breve, intuitivo e non un’analisi effettiva.

 
 Michele Bruccheri intervista il senatore palermitano Francesco Campanella

In merito a Benigni?

Dal punto di vista di Benigni succede questo fatto. Il Partito democratico ha ereditato dal vecchio Partito comunista italiano alcune cose. Tra queste, una forte tendenza a seguire la linea. Ricordo  quando ero ragazzo. C’era l’Unità, vecchio stile. Dava la linea su certi temi. Questa abitudine a seguire la linea, della maggioranza del partito, è rimasta. Il Pd è altro rispetto al vecchio Pci. Purtroppo in senso peggiorativo. Questa cosa è rimasta. E’ Benigni che viene da quella storia.

Una critica che si può legittimamente muovere al presidente Renzi è quella di aver personalizzato il referendum. Qual è la sua opinione?

Penso che la personalizzazione gli si sia rivoltata contro. Adesso cerca di spersonalizzare, ma forse è troppo tardi ormai. Sicuramente la Costituzione è più importante della sua persona e del suo governo. Non andava fatta questa impostazione. L’avversione dei cittadini, nata per la sua sordità istituzionale verso quello che la gente gli chiedeva - penso alle proteste sul Jobs Act o sulla scuola -, sta montando. Non è più nascosta dal boato della grande comunicazione che gli è favorevole. La gente tocca con mano cosa significa avere un governo che non puoi condizionare. E’ ciò che verrebbe istituzionalizzato con la riforma.

 
 Michele Bruccheri e Francesco Campanella

Lei è stato eletto senatore con il M5S. Poi ci sono stati dei problemi ed è stato espulso. Non solo lei. Si sono registrati decine e decine di casi. Per quali ragioni è stato allontanato?

Guardi, io ho provato a lavorare con il M5S come si lavora in un buon movimento o partito politico. Proponendo le mie opinioni. Perché le avevo. Anche in contrasto rispetto a ciò che pensavano altri. Purtroppo, “altri” era Grillo. Questa cosa non è stata gradita (ride, ndr). Appena hanno capito che io avevo una sintonia con altri, su questioni importanti, rapporti con le altre formazioni politiche… Penso alla democrazia interna. Quando si sono resi conto che, in qualche modo, stavo mettendo in discussione il potere di Grillo e di Casaleggio, hanno pensato bene di farmi cacciare via.

Non è stato il solo. Ci sono state numerose espulsioni. Quindi, non era un problema con il singolo parlamentare ma era un problema più diffuso. O no?

Il problema non era con un solo parlamentare o con un solo rappresentante. Sono stati cacciati parlamentari, consiglieri comunali. Il problema sta nel fatto che il Movimento Cinque Stelle ha la volontà di Grillo. E’ lui che dice cosa fare. Virginia Raggi, ad esempio, a Roma ha fatto delle scelte - discutibili in buona misura -, e quando dalla Casaleggio Associati hanno ritenuto che non fossero giuste l’hanno chiamata e l’hanno indotta immediatamente a cambiare opinione. Secondo me, un politico deve rispondere al popolo. Non a una ditta privata, o piuttosto ad un piccolo gruppo di persone.

 
 Il direttore Michele Bruccheri e il senatore Francesco Campanella

Fa parte del gruppo Misto del Senato?

Il gruppo Misto al Senato è costituito da tutte quelle forze i cui componenti non arrivano a dieci. Io sono della componente Sinistra italiana. Siamo in otto. Quindi siamo dentro al gruppo Misto. Però in modo autonomo.

Sinistra italiana significa, quindi, vicina a Sel?

Sel è una delle costituenti di Sinistra italiana. L’idea è quella di riuscire a fare un grande partito della sinistra che sia punto di riferimento per tutti gli italiani che vogliono cambiare e non vogliono consegnare questo cambiamento nelle mani del Movimento Cinque Stelle.

Da parlamentare siciliano, come vede lei la Regione Sicilia a guida Crocetta?

Purtroppo la vedo molto male. Non solo da parlamentare, ma da cittadino siciliano. Ci troviamo di fronte ad un insieme di arroganza, incapacità ad incidere, tutto condito – anche lì – con grandi dosi di comunicazione, tutto portato su una lotta alla mafia di maniera. Penso ai legami e alla protezione che questo governo regionale ha dato a parte di Confindustria. Al di là delle accuse, costituisce un gruppo di potere che non fa gli interessi dei siciliani.

Sicuramente la Sicilia ha enormi potenzialità che per mille ragioni non sempre vengono adeguatamente sviluppate o sfruttate. Cosa si deve fare e chi può dare uno stimolo per promuovere efficacemente la Sicilia e farla decollare dal punto di vista sociale ed economico?

Guardi, la propulsione deve essere data dalla Regione Sicilia che ha le competenze per farlo. Competenze in senso giuridico e in senso umano. Il problema è che c’è una politica – ormai da molti anni – che non riesce a tirar fuori il grande tesoro di competenze professionali che ci sono alla Regione. Ultimamente ho fatto delle denunce relative, ad esempio, alla gestione del corpo forestale. Ho segnalato quanto la politica mal gestisce i fondi che gli vengono assegnati per le foreste siciliane. Tant’è vero che poi si vengono a creare situazioni come quella di giorno 16 giugno con tutti quegli incendi… Ancora adesso non hanno i mezzi per lavorare. Non c’è benzina per le macchine, alcune da riparare.

Tutto ciò a cosa è dovuto?

Questo non è dovuto ad un’amministrazione che non funziona. E’ causato invece da una politica che non sa decidere e da un’alta amministrazione che è vicina alla politica.

Senatore Campanella, qual è l’ultimo libro che ha letto?

L’ultimo libro che ho letto è sulle riforme costituzionali. Ero il capogruppo del M5S nella prima commissione al Senato… Quindi la battaglia per la Costituzione l’ho fatta sin dall’inizio. Continuo ad informarmi, per conoscere nuove opinioni e considerazioni di colleghi ma anche di costituzionalisti. Penso che sia il tema più importante che affronteremo in questa legislatura. Se noi riusciamo a fermare questa cattiva revisione, faremo un grande servizio al Paese.

Continui.

Voglio dire una cosa importante. Questo modo di fare la riforma, ha impedito che si potesse immaginare una riforma migliore. C’era la volontà di rendere più efficiente il sistema istituzionale italiano, meglio funzionante e più rispondente alle esigenze dei cittadini. Sono state avanzate  decine di proposte. Il governo aveva un’idea precisa – aumentare il proprio potere rispetto al Parlamento – e ha seguito la sua strada, facendo finta di ascoltare e facendo invece ciò che aveva deciso sin dall’inizio.

Qual è la sua migliore qualità?

Credo molto nella verità. E nella partecipazione. Questo fa sì che cerco di avere un rapporto molto buono con le persone con cui lavoro.

E il difetto?

Un difetto? Vorrei essere più organizzato. Vorrei essere meno casinista (ride, ndr).

Qual è stato il giorno più bello della sua vita?

Probabilmente il giorno in cui è nata la mia prima figlia.

Cosa le dà fastidio negli altri?

L’egoismo.

Per concludere, ha la possibilità di lanciare una bottiglia a mare aperto con un messaggio dentro. Cosa scriverebbe?

Conserviamo quanto c’è di più buono in questo mondo perché dobbiamo lasciarlo ai nostri figli.

MICHELE BRUCCHERI