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NUNZIA INFANTE: “LASCIARE NEL PUBBLICO SAPORI ED EMOZIONI CHE SOLO NAPOLI PUO’ OFFRIRE”

NUNZIA INFANTE: “LASCIARE NEL PUBBLICO SAPORI ED EMOZIONI CHE SOLO NAPOLI PUO’ OFFRIRE”

lug 02 2016

di DANIELA VELLANI – Intervista ad una brava artista che è docente, cantante lirica ed esperta in multimedialità. Si esibisce con diverse formazioni 

 

 
 Nunzia Infante e il suo sorriso

Nunzia Infante è una donna dalle mille sfaccettature: professoressa, cantante lirica, esperta in multimedialità, voce recintante e  grande appassionata di letteratura, con una particolare predilezione per Napoli e la sua cultura. Recentemente sono stata ad un interessante evento di un ensemble, Novapolis, in un luogo molto suggestivo. Le musiche si susseguivano tra immagini e antichi video ritraenti la città partenopea. Tra una melodia e l’altra, in un angolo, con discrezione e quasi in punta di piedi, una raffinata voce leggeva assaggi tratti da testi di Ferdinando Russo, Enzo Striano, Matilde Serao. Alla fine dello spettacolo mi sono avvicinata alla “fonte della voce” per congratularmi e ringraziare per le emozioni provate.

 

Così ho conosciuto Nunzia e ho scoperto una persona notevole ed interessante. Ho appreso che oltre alla scelta e la lettura dei brani, le slide fotografiche e filmiche di grande interesse, perché frutto di ricerche approfondite, erano state selezionate e organizzate da lei, accostandole, inoltre, con grande professionalità alle melodie live. Ho pensato che potesse essere interessante conoscere meglio questa persona: ho concordato un’intervista ed ora eccoci qua!

 

Ciao Nunzia e benvenuta a “La Voce del Nisseno”!

Ciao Daniela e grazie per avermi invitato.

 

Ho ascoltato con molto interesse i brani letti durante lo spettacolo, mi sono emozionata. Mi hai fatto osservare Napoli con occhi diversi…

Sì, “emozione” è la parola giusta, è proprio quello che volevamo suscitare con questa proposta. Perché Napoli emoziona ancora. (E te lo dice una che di Napoli non è, ma ne è da sempre innamorata). Invitare a uno sguardo diverso su una città troppo facilmente segnata da considerazioni negative. Per dire che questa città è stata, ed è, anche altro. Soprattutto è passione, è bellezza…

Prosegui.

Lo spettacolo che è nato dalla collaborazione con il Novapolis Ensemble è stato un po’ una sfida: riuscire nel tempo limitato di un concerto, a cancellare l’oleografia al nero della città che negli anni si è costruita nell’immaginario comune, anche incoraggiata, devo dire, da certe forme di spettacolo che continuano a diffondere la sua faccia violenta, fuorilegge, volgare… Cancellare anche se solo per il breve tempo dello spettacolo una certa “napoletanità” che è un marchio e lasciare nel pubblico sapori, luci, suoni, emozioni che solo Napoli può offrire. Ecco, una reazione a tutto questo, può avvenire solo attraverso la bellezza e la passione, quelle stesse che hanno sostanziato questi luoghi e questa gente da sempre. Quale miglior mezzo che la musica? E quale miglior veicolo della parola, quella delle grandi anime di Napoli!

 
 Nunzia Infante con alcuni musicisti

Sei una grande esperta di letteratura napoletana e se dovessi consigliare ad un napoletano qualche bel libro sulla sua storia, cosa indicheresti?

Senza dubbio i libri della Serao, protagonista straordinaria della cultura belle epoque a Napoli, (Il ventre di Napoli, Leggende napoletane). Lei ha saputo descrivere la sua città in tutte le sue pieghe e sfumature, talvolta crude. I suoi libri restituiscono, sicuramente, anche un ritratto della città impietoso, sono una denuncia delle difficili condizioni di una gran parte della popolazione del suo tempo, ma dalle sue pagine traspare sempre l’amore per un luogo unico al mondo. Terra di miti, di leggende, di grandi passioni, le passioni che hanno pervaso, poi, la sua stessa vita. E’ stata una donna veramente moderna. Sarebbero molti comunque gli autori da citare: Domenico Rea, Annamaria Ortese, Enzo Striano, Salvatore Di Giacomo e perché no, un napoletano d’adozione come Jean Noel Schifano, che pure di Napoli e della sua storia si è imbevuto come e più di un napoletano. E poi ci sono i grandi parolieri di quel patrimonio immenso che è la canzone napoletana: Ferdinando Russo, Salvatore di Giacomo, Libero Bovio, E.A. Mario. E’ stato difficile scegliere pochi e brevi passi che potessero far “vivere”  una napoletanità ritrovata e “vedere” con occhi nuovi.

Oltre ad essere grande esperta di letteratura, riesci anche a comunicare con la voce l’anima degli scrittori. Da quanto tempo ti occupi di spettacoli e sei voce recitante? Puoi raccontarci qualche episodio?

Devo sicuramente tantissimo alla mia formazione di cantante che prevede delle competenze in arte scenica. Ma certamente è stata la mia passione per i testi a guidarmi, e la convinzione che dentro le parole degli scrittori c’è sempre un mondo da rivelare. La voce, sola, può fare tutto questo. L’occasione di esprimere questa mia convinzione me l’hanno offerta i colleghi del Novapolis Ensemble…

Sì, vai avanti.

Questo  quintetto di fiati (flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno), si è formato circa 15 anni fa e si esibisce regolarmente in festival e rassegne musicali di spicco. Tutto è nato però quando mi hanno chiesto di curare il testo e di fare da voce recitante per la realizzazione di “Pierino e il lupo” di Sergei Prokofiev, in un adattamento per quest’organico. Da allora abbiamo realizzato insieme  molti altri spettacoli con l’obiettivo di creare momenti di musica, a metà tra il concerto classico e l’occasione divulgativa, che non fossero noiosamente didascalici e pensando soprattutto ai giovanissimi. Abbiamo perciò approntato lavori che possiamo a buon diritto definire didattici. In particolare cito: “Che musica al cinema!” viaggio nella storia del cinema e della musica da film, ”L’Estro armonico del ‘700” riflessioni, suoni e visioni di un secolo e “Lo schiaccianoci” di P.I Ciaikovskij, oltre al citato ”Pierino e il lupo” e al recentissimo “Concerto napoletano”.

Continua.

Riguardo ai testi, devo dire che sono, indegnamente, l’autrice dei testi che interpreto. Ma uno dei lavori che amo ricordare e di cui sono particolarmente orgogliosa, è “Diario di una spettatrice di cinematografo” realizzato per il No Crime Film Festival del 2014. Un breve monologo che si alternava alle esecuzioni del Novapolis Ensemble ad apertura della serata conclusiva della manifestazione. Quello è stato un episodio molto importante ed emozionante nella storia della nostra collaborazione. Comunque, dopo le esperienze maturate in tanti anni, credo di allontanarmi troppo dalla realtà se dico che le proposte realizzate insieme a questo ensemble sono adatte a qualsiasi tipo di pubblico e a qualsiasi età. E penso che questo “Concerto napoletano” ne possa essere la valida dimostrazione.

 
 Nunzia Infante

Lo spettacolo a cui ho assistito è stato arricchito da slide fotografiche e filmiche. Mi risulta che ti sei occupata tu della scelta e dell’organizzazione tecnica. Ce ne parli?

Sì, mi sono da sempre occupata anche dell’aspetto visivo dello spettacolo curando scelta e montaggio di immagini e video, grazie alle mie competenze tecnologiche. Ritengo che oggi non si possa prescindere da questi elementi. La nostra è una società visiva.

Sei, dunque, una grande esperta di multimedialità. Ce ne parli e da dove nasce questo interesse?

Credo da sempre nella valenza delle tecnologie (computer e ipad sono mezzi da cui non riesco a separarmi facilmente!) purché siano al servizio della fantasia e – sempre – della bellezza. Da anni lavoro anche con i miei alunni sfruttando questi strumenti e spesso ho tenuto laboratori sulla multimedialità ma sempre ai fini di una comunicazione “artistica”, ossia per creare prodotti che possano veicolare contenuto in una forma estetica curata ed efficace. Educare al bello, anche con la tecnologia. Si può.

Ma so anche un’altra cosa! Sei una bravissima cantante lirica. A te la parola!

Sì ho fatto regolari studi musicali diplomandomi in canto lirico e il mio repertorio è soprattutto cameristico e barocco, essendo un soprano lirico leggero. Mi esibisco con diverse formazioni, ovviamente anche con il Novapolis ensemble e collaboro con vari  enti ed associazioni musicali. Voglio citarne una per tutti, il Centro Studi Mousiké di Gragnano, che considero anche un esempio di intelligente imprenditorialità e di buone pratiche sul territorio. Una realtà partenopea dove tanti giovani musicisti si formano ed è costante (ormai da più di vent’anni) l’impegno in prima linea pe la diffusione della cultura musicale e dei suoi valori.

So che insegni. C’è un collegamento con la tua attività “teatrale” e quella di prof? Com’è il rapporto con i tuoi studenti?

Sì, è vero. Lavoro nella scuola da più di vent’anni molto attivamente, ricoprendo vari ruoli ed incarichi. Beh, credo di dare ai miei alunni quella che sono. Porto in classe le esperienze che vivo, le letture che mi appassionano e cerco di trasferire soprattutto l’amore per i classici e per la nostra lingua, tanto bistrattata. Forse sono controcorrente, ma la cultura, l’identità culturale, per me non è ancora un valore di serie B. E’ il recupero delle radici, del “chi siamo”. Come dicevo, sono spesso impegnata in Laboratori in cui utilizzo strategie varie (la musica, la recitazione, la multimedialità)  in base alle richieste, o alle necessità del gruppo da seguire. E’ bello potersi servire di codici e linguaggi differenti per guidare i ragazzi a crescere e a trovare la propria individualità e le proprie doti. Mi sento veramente fortunata.

Cosa consigli solitamente ai tuoi studenti?

Leggere tanto e penetrare il senso della “parola”. Imparare a guardare  le parole come segno di un mondo, di una vita, di un’interiorità. Ci vuole molto esercizio.  Ma di fronte ad un testo ben interpretato i ragazzi si appassionano. E non solo i ragazzi.

Parlaci dei tuoi progetti futuri e dei tuoi sogni nel cassetto.

Fare musica, innanzitutto. Ma tra i progetti col Novapolis ne abbiamo uno in cantiere: una storia del Jazz a modo nostro. E’ un progetto in via di elaborazione che ci impegnerà molto, ma che proporremo al più presto.

Che dire più? E’ stato un piacere conoscerti e non mancherò al prossimo evento. Ad maiora!

Anche per me è stato molto bello poter fare questa chiacchierata. Anzi devo ringraziarti doppiamente: insieme a te ho ripercorso tanti momenti della mia attività e risvegliato tante emozioni che grazie alla musica continuo ad avere il privilegio di vivere.

DANIELA VELLANI