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SAN CATALDO, GIOVANNA CARUANA IN ARGENTINA CON LA SUA VOCE AVVOLGENTE

SAN CATALDO, GIOVANNA CARUANA IN ARGENTINA CON LA SUA VOCE AVVOLGENTE

giu 30 2016

di MICHELE BRUCCHERI – Grande successo in Sudamerica per la giovane artista nissena. Laureata in psicologia, ama il canto e fa parte dei Demetrika 

 
 Giovanna Caruana mentre canta

E’ appena tornata dall’Argentina. Si è esibita in diversi concerti e con vari artisti, emergenti e affermati, di grande calibro. Un successo enorme e una palpabile soddisfazione. Giovanna Caruana, di San Cataldo (Caltanissetta), ha una laurea in psicologia e una grande passione per il canto. C’era già stata un quinquennio addietro. E circa tre anni fa, ha pure avuto la gioia di cantare  in duetto con l’artista argentina Michaela Chauque.  

“In coro, ho avviato anche la strada solistica come soprano - racconta alla versione online del periodico d’informazione La Voce del Nisseno -. Ma sempre all'interno del canto corale, dove ho tratto le soddisfazioni più belle. Ho fatto parte dei cori fondati e diretti da mio padre negli ultimi trent'anni a Caltanissetta e provincia: la Corale Don Milani, la Renzo Chinnici e, l'attuale, corale Alessandro Scarlatti”.

Giovanna Caruana possiede una voce dalle enormi potenzialità. Una voce dalla chiarezza espositiva, dai toni morbidi e aerei, capace di sorprendenti modulazioni timbriche. Dalle straordinarie tinte cangianti. Fa parte del gruppo dei Demetrika (parafrasando Demetra, la dea siciliana del grano), esibendosi in varie parti. Un gruppo nato nel 2013 e composto, oltre che da lei alla voce, da Mario Ferrara alla chitarra, Kim Baiunco al basso, Giovanni Ruggeri alla batteria e Gaetano Strazzanti al clarinetto, friscalettu e zampogna. “Oltre a cover di canzoni della tradizione popolare, riarrangiate in modo particolare ed eclettico, mi capita, a volte, di scrivere delle canzoni che poi, insieme, arrangiamo e proponiamo nei nostri concerti. Ovviamente sempre in dialetto siciliano”, spiega al nostro microfono.

Tuttavia, la sua prima vera esperienza come cantante di musica popolare nasce con il gruppo Marra. Debutta, però, come solista nel Coro delle voci bianche della scuola media Carducci del suo paese: San Cataldo. Vanta, inoltre, un’esperienza romana, allorché partecipa – in due date – alle edizioni del Teatro negli appartamenti. Ha un desiderio e lo confessa: cantare l’opera “Carmina Burana” di Carl Orff.  

Recentemente sei stata in concerto in Argentina. Quali sono state le tue principali tappe?

Arrivata a Buenos Aires, sono partita quasi subito per Villa la Angostura, in Patagonia, dove si è tenuta una "tre giorni" di spettacoli, musica e cucina locale, in occasione del sessantesimo compleanno di un grosso imprenditore del luogo, grande amico di Silvio Benedetto e Silvia Lotti, gli artisti che mi accompagnavano da Roma. Poi è stata la volta di San Andres de Giles, una città in provincia di Buenos Aires, che ospita una delle più grandi e importanti Associazioni Italo-argentine del paese; qui sono arrivata accompagnata da Mabel Cury, dirigente dell'Ambasciata Italiana a Buenos Aires, sezione musica.

Con chi ti sei esibita?

Ho avuto l'onore di esibirmi insieme ad artisti emergenti o affermati, come il geniale Santi Cendra e la sua band, il fantastico duo Moya-Cuevas, l' eclettica Barbara Williams, il bravissimo cantante di tango Diego Merino, il leggendario cantastorie surero Omar Moreno Palacios, e ancora, il bravissimo flautista Eduardo Tami.

So che sei stata in Argentina già nel 2011. A quale manifestazione hai partecipato?

L'occasione è stata più o meno la stessa, perchè anche quella volta la tournèe era organizzata da "La via del mare", associazione che promuove gli scambi culturali tra Italia e Argentina, di cui è presidente Silvia Lotti e direttore artistico il pittore, scultore, regista teatrale Silvio Benedetto. Nel 2011 mi sono esibita a Buenos Aires, Rosario, Uribelarrea.

 
 Giovanna Caruana in una cartolina per l'Argentina

Quale tua canzone hanno apprezzato nel Sudamerica?

Le canzoni più apprezzate sono sempre quelle della tradizione popolare, quelle in cui molti figli o discendenti di emigrati italiani si riconoscono di più. Potrei per esempio raccontarti che, dopo lo spettacolo di San Andres de Giles, mi ha avvicinato una signora che, quasi con le lacrime agli occhi, mi ha ringraziato perchè, grazie ad una canzone che ho cantato quella sera, ha scoperto che suo nonno era originario proprio della Sicilia. La signora, purtroppo, aveva perso la sua famiglia molto presto e non era rimasto niente di essa nella sua vita, nessun cimelio, nessun documento, se non il ricordo di una canzone che il nonno le cantava sempre quando era molto piccola: era "la pampina di l'aliva".

Queste esperienze all’estero, che valore assumono per la tua personalità artistica e umana?

Ecco, appunto, puoi immaginare dall'aneddoto che ti ho appena raccontato, che se tu non rimani focalizzato solamente sull'esibizione, ma vai a conoscere le persone, e qualche volta i "pezzi della loro storia" che con generosità ti consegnano, proprio perchè le hai fatte emozionare, allora sai che quello che stai andando a fare assume un valore che non è solo artistico, ma che racchiude un nucleo di umanità preziosissimo. E tu stai solo mettendo un tuo "talento" a disposizione di questo.

Sul finire del 2013, hai duettato con un’artista argentina: Michaela Chauque. Che tipo di iniziativa era quella di Sant’Agata di Militello?

Ho conosciuto Micaela, un'artista molto talentuosa e sensibile, in occasione degli "Incontri d'autunno" organizzati dall'Associazione "La via del mare" nel novembre 2013. In quei giorni ho potuto contare sull'accompagnamento musicale del chitarrista nisseno M° Mario Ferrara. Micaela ha poi risposto con entusiasmo alla richiesta che Mario ed io le abbiamo fatto di esibirsi in una lezione-concerto ai ragazzi del corso musicale della Scuola Media Carducci di San Cataldo. E' sempre molto gratificante collaborare con i Silvi de "La via del mare", poichè tutte le persone e gli artisti che vengono coinvolti nelle loro manifestazioni (nelle quali sono anche presenti spettacoli di pittura estemporanea) sono prima di tutto "amici" o lo diventeranno. Persone generose con le quali ci si arricchisce spiritualmente e con le quali si rimane poi sempre in contatto, per condividere chissà quali altre avventure…

Continua.

In genere, le iniziative de La via del mare, prevedono sia spettacoli in Argentina con artisti italiani che hanno l'occasione di portare fin lì la loro musica; sia spettacoli in Italia (come successo a Sant'Agata di Militello) con artisti argentini che portano qui la loro musica. In ricordo di chi quella rotta (dall'Italia all'Argentina), la faceva con biglietto di sola andata e con la speranza di trovare qualcosa meglio di ciò che lasciava.

Nel 2014 hai partecipato ad una manifestazione a Roma. Me ne parli?

In due date quell'anno ho partecipato a due edizioni del Teatro negli appartamenti, un'esperienza di teatro molto particolare che Silvio Benedetto porta avanti dagli anni '70: la scena si svolge proprio nell'appartamento dove vivono i Silvi e si fonde con il pubblico. In certi momenti è così dentro la scena, da diventarne parte integrante. E' così che la trama acquista un dinamismo mobile e sempre diverso, poiché sempre diverso è il pubblico e il modo in cui questo interagisce con gli attori. In entrambe le mie partecipazioni ho cantato, ma sempre improvvisando e a cappella, nel senso che poteva anche succedere che non cantassi, a seconda di come andava la trama.

 
 Il gruppo dei Demetrika

Da diversi anni, collabori con diverse realtà musicali. Chi sono i Demetrika? E quale repertorio proponete?

Nel 2013 ho avuto la fortuna di rincontrare vecchi amici musicisti, con i quali ho pensato in maniera quasi naturale, di creare qualcosa che fosse nostro, partendo sì dalla musica popolare siciliana, ma mettendoci qualcosa di personale, le nostre esperienze e preferenze musicali. E'  così che è nato il progetto dei Demetrika (da Demetra, la dea siciliana del grano). Oltre a cover di canzoni della tradizione popolare, riarrangiate in modo particolare ed eclettico, mi capita, a volte, di scrivere delle canzoni che poi, insieme, arrangiamo e proponiamo nei nostri concerti. Ovviamente sempre in dialetto siciliano.

Gli altri componenti chi sono?

I componenti del gruppo sono Mario Ferrara alla chitarra, Kim Baiunco al basso, Giovanni Ruggeri alla batteria e Gaetano Strazzanti al clarinetto, friscalettu e zampogna.

I Demetrika hanno partecipato a diversi concerti: quali?

Dal 2014 ad oggi abbiamo partecipato a diversi concerti nella nostra isola al Parco Floristella di Enna, a Sommatino, a San Cataldo, a Barrafranca, a Caltanissetta, a Pietraperzia, ad Aidone, a Canicattì e a Porto Empedocle.

Cosa rappresenta, per te, l’esperienza da voce solista con il gruppo Murra?

E' stata la prima esperienza come cantante di musica popolare. In precedenza avevo cantato in altri gruppi e con altri generi musicali, ma l'attaccamento alla mia sicilianità si è fatto sentire forte già allora, al punto che poi non ho più lasciato la musica popolare e, addirittura, ho sentito l'esigenza, più tardi, di scrivere canzoni.

Tornando a ritroso, parlami delle tue esperienze nei cori polifonici: ok?

Sono cresciuta in una famiglia di "musici", per così dire, mio padre è stato maestro di musica e direttore di cori, con esperienza su tutto il territorio nazionale. Cantare in coro è la mia passione fin da quando ero bambina e non poteva essere diversamente, dato che la musica, a casa mia, era gioco, comunicazione, espressione. Cioè, tutto. In coro, ho avviato anche la strada solistica come soprano. Ma sempre all'interno del canto corale, dove ho tratto le soddisfazioni più belle. Ho fatto parte dei cori fondati e diretti da mio padre negli ultimi trent'anni a Caltanissetta e provincia: la Corale Don Milani, la Renzo Chinnici e, l'attuale, corale Alessandro Scarlatti.

Riavvolgendo il nastro dei ricordi, debutti come solista nel Coro delle voci bianche della scuola media “Carducci” di San Cataldo. Cosa hai fatto?

Vuoi la verità? Non me lo ricordo più! E' passato tanto di quel tempo... ma non ero l'unica solista, c'era anche un altro ragazzino. Era un repertorio molto vario ed impegnativo: canoni ebraici, canoni più scherzosi, canti della resistenza, canti in francese, in inglese, in dialetto siciliano, friulano e lombardo (in occasione di una rassegna a Bergamo a cui partecipammo).

Sei laureata in psicologia. Quanto incide questa tua formazione nell’aspetto artistico e nel rapporto con il pubblico?

Penso che questo incida soprattutto nel fatto che, quando è possibile, mi piace creare un rapporto, un dialogo con il pubblico: ecco che allora parlo della storia che c'è dietro alle canzoni, del legame tra l'essere siciliano che c'è in ognuno di noi e le canzoni che canto. C'è più piacere nei concerti, inoltre la gente ama essere coinvolta un minimo ed è riconoscente di questo, oltre ad avere la possibilità di "entrare" meglio nel'atmosfera delle canzoni.

Chi sono i tuoi cantanti preferiti?

Ho sempre adorato i Police e Sting, ma anche i Dire Straits, Mina, Nora Jones, Noah, Patti Smith, Alanis Morrisette, ma anche Carmen Consoli, tutto il rock anni 70 e 80. E poi, Domenico Modugno, Rosa Balistreri. Ma anche Carl Orff, Mike Oldfield, Beethoven....lo so, mescolo tutto, ma è così che sono cresciuta musicalmente! Ascoltando di tutto.

Quale canzone avresti voluto cantare, di altri, ma non hai avuto ancora l’occasione per farlo?

Se c'è qualcosa che desidero, è cantare l'opera "Carmina Burana" di Carl Orff.  Magnifica. Possibilmente mi piacerebbe farlo all'interno di un grande coro, del tipo di quello del Teatro Massimo di Palermo... Chissà!

A quali valori credi?

Sembrerò antica (e forse lo sono), ma credo nell'onestà, nella lealtà, nella Giustizia, quella vera, quella delle cose giuste, corrette. Nella libertà, soprattutto quella d'espressione. E credo in Dio, che ci ha dato tutte queste cose.

Che genere di libri leggi? Chi sono i tuoi autori prediletti?

Mi piacciono i romanzi, le belle storie. Leggo volentieri Baricco, Giuseppina Torregrossa, Enzo Russo, Andrea Camilleri, Isabelle Allende, David Grossman. Ma anche saggi di Psicologia e Filosofia.

Quali aggettivi definiscono meglio la tua personalità?

Sono sempre stata uno spirito libero, un po' fuori dalle convenzioni, anche se sempre molto rispettosa e posata. Dicono che infondo molta tranquillità e che sono accogliente e disponibile. Aperta, diretta, e determinata. Non mi devono dire cosa “devo” fare, ma accetto di buon grado consigli e critiche, se sono costruttive. Poi, faccio come ritengo giusto, per me! Insomma, una personalità forte, tanto che solo un compagno altrettanto sicuro di sé poteva... sopportarmi senza sentirsi "leso" dalla mia indipendenza. E l'ho trovato, che fortuna!

Qual è il tuo peggior difetto?

Sono troppo precisina e, a volte, la stessa precisione la pretendo dagli altri...

Quale sogno devi ancora realizzare?

Se mi permetti, te lo dico quando e se lo realizzo.

MICHELE BRUCCHERI