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“LA DONNA ATTRAVERSO I SECOLI” ALL’ISTITUTO NEVIO DI NAPOLI: GRANDE SUCCESSO

“LA DONNA ATTRAVERSO I SECOLI” ALL’ISTITUTO NEVIO DI NAPOLI: GRANDE SUCCESSO

mag 14 2016

di MICHELE BRUCCHERI – Quarantotto alunni, coordinati da un affiatato “quartetto” di docenti, hanno regalato uno spettacolo all’insegna del divertimento e della riflessione. Tutti soddisfatti 

 

 

 
 I docenti del progetto a scuola

Grande successo, a Napoli, ha riscosso lo spettacolo nel teatro dell’Istituto Comprensivo Nevio diretto dalla dirigente scolastica Maria Loreta Chieffo. Si è trattato del prodotto dei laboratori di canto, recitazione e ballo, messi in atto da un affiatato “quartetto” di docenti costituito da Rosanna Cucinella (regia e scenografie), Marco D’Ambrosio (musica-chitarra), Luisa Rauccio (canto e scenografia multimediale), Daniela Vellani (regia e testi), con la collaborazione della giovane ballerina Flavia Mazzara.

 

La rappresentazione, intitolata “La donna attraverso i secoli”, è stato un vero e proprio viaggio nel vasto pianeta femminile che è iniziato dalla creazione di Eva, attraverso la costola di Adamo, per poi procedere attraverso i vari stadi del tempo e momenti storici fino ad approdare ai giorni nostri con le sue contraddizioni e problematiche, quali - ad esempio - l’aumento dei femminicidi.

 

I ragazzi (coinvolti ben 48 alunni) si sono mossi sul palcoscenico da veri protagonisti, in modo disinvolto e sicuro. Hanno recitato, cantato e danzato, regalando al pubblico un’ora e mezza di emozioni, divertimento e commozione. Sono state proposte tematiche forti e invitanti alla riflessione. Sono state sciorinate con il senso dell’ironia e battute, talvolta rese fluide attraverso successioni di parole in rima o assonanti. Non sono mancati, ovviamente, momenti in cui i messaggi sociali e culturali sono stati comunicati in modo toccante, creando un’atmosfera assai coinvolgente e facendo affiorare qualche lacrima tra il pubblico.

 

Divertenti sono state le scenette ambientate nella preistoria, nella storia antica, medievale e rinascimentale. Sono state ricordate diverse donne della storia e così in scorrevoli dialoghi, assieme a personaggi femminili e maschili nati dalla fantasia dell’autrice del testo e dalle idee proposte dagli alunni, si sono materializzati Adamo ed Eva, Cleopatra, Antonio, Nefertiti, Aspasia, Poppea, Saffo, Nerone, Vittoria Colonna, Lucrezia Borgia, La regina Elisabetta, Eleonora Pimentel Fonseca, Luigia Sanfelice, Ermengarda, Sibilla Aleramo e altri. Non poteva mancare Giovanna D’arco protagonista, assieme al “Monsignor”, di una divertente scenetta con alcune battute di “Abjurate!” tratto dal libro “Cinque donne sei” di Roberto Del Gaudio, il leader dei “Virtuosi di San Martino”.

 

Bello e variegato l’accompagnamento musicale con l’apertura e la chiusura (sui saluti degli alunni) di due brani dei Pink Floyd. Diversi gli interventi live. I “cantanti”, che non hanno nulla da invidiare ai professionisti, si sono esibiti dal vivo sia da solisti che in modo corale. Hanno cantato diverse canzoni a tema, in vari stili musicali compreso il rap e beat box, che hanno riguardato la condizione della donna, il femminicidio, le suffragette. Particolarmente armoniosi e suggestivi sono stati i balletti, alcuni dei quali svolti assieme al canto. Le ballerine, con costumi ideati da loro stessi, hanno volteggiato con grazia, creando armoniosamente figure col corpo che meglio caratterizzavano i testi delle canzoni.

 
 Gli alunni coinvolti nello spettacolo

 

Non sono mancati interventi in vernacolo che hanno contribuito a vivacizzare i dialoghi, suscitando consensi e risate. Il copione dello spettacolo è originale. Inizialmente era un canovaccio che, da tradizione di commedia dell’arte, di volta in volta è stato modificato da nuove idee ed esigenze. Ha tenuto conto dei preziosi suggerimenti degli alunni che man mano che si si procedeva con le prove si entusiasmavano e si appassionavano. Realizzato da Daniela Vellani, è stato frutto di un’accurata indagine e ricerca, arricchito da un paio di significative citazioni tratte da “Lettere eretiche” del giornalista Paolo Izzo e dalle battute a cui si è fatto già riferimento di Roberto Del Gaudio.

 

La professoressa Daniela Vellani, da anni crede fermamente nell’importanza del teatro nella scuola, inteso non come la “recita”, ma come “metodologia trasformativa” che deve essere presente costantemente nelle classi a prescindere dalla disciplina perché rende l’alunno protagonista e consapevole delle proprie capacità. A margine della recente rappresentazione, nella scuola in cui opera, asserisce: “Il successo del progetto dimostra ancora una volta l’importanza delle attività creative nella scuola. Fare teatro vuol dire mettere in atto diverse forme di arte, o meglio ‘arte-terapia’. In esso confluiscono non solo la recitazione e la produzione di testi, ma anche il canto, la musica, la danza, l’arte figurativa. I ragazzi hanno la possibilità di esprimersi liberamente e far emergere capacità e talento che dimorano dentro di loro e di cui a volte non ne hanno consapevolezza, senza dimenticare l’azione terapeutica e formativa che accompagna le azioni sceniche. Si acquista sicurezza, si controlla l’esuberanza eccessiva, si supera l’insicurezza e la timidezza, vengono a galla problematiche rimosse, aumenta l’autostima, migliora la conoscenza del sé corporeo”.

 

E alla versione online de La Voce del Nisseno consegna, inoltre, anche queste parole: “Un altro aspetto interessante di tale attività è ‘l’improvvisazione’ intesa non come qualcosa di poco affidabile e frettoloso, ma come capacità di risolvere i problemi, di gestire materiali, idee e movimenti... è come fare jazz. E qui mi fa piacere citare il musicista Francesco D’Errico che, attraverso il suo recente libro ‘Fuor di metafora’, sette osservazioni sull’improvvisazione musicale, ha ulteriormente arricchito la mia formazione didattica”.

 

MICHELE BRUCCHERI