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NEL LIRISMO DI ELISABETTA VATIELLI PULSA LA VITA CON I SUOI SENTIMENTI

NEL LIRISMO DI ELISABETTA VATIELLI PULSA LA VITA CON I SUOI SENTIMENTI

giu 01 2010

Michele Bruccheri intervista la poetessa romana che ha recentemente pubblicato il libro di liriche “Fiori mai nati – Flowers unborn”. Pochi giorni addietro ha partecipato alla quarta edizione del “Festival della parola nel Mondo”, leggendo alcune sue poesie 

 
 Elisabetta Vatielli

 

Nei mesi scorsi ha pubblicato un volume di liriche intitolato “Fiori mai nati – Flowers unborn” (edito da Librati). Un’opera poetica matura ed intensa, dedicata al fratello morto suicida quattro anni addietro per amore. Versi toccanti. Un segno tangibile di sconfinato affetto.

Elisabetta Vatielli, quarantenne romana, ama la poesia da sempre. Nel corso degli anni ha ottenuto numerosi ed importanti riconoscimenti, prestigiose segnalazioni. Come ad esempio, nove anni fa, in occasione del Concorso di Poesia Cecco d’Ascoli: podio alto per la giuria popolare. Analogamente quattro anni fa: primo posto nel Concorso “I Colori delle Donne”.

Nel suo lirismo pulsa la vita con i suoi variopinti sentimenti. Ma ecco l’intervista rilasciata all’edizione online del nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”.   

Quando senti i primi morsi che ti spingono a scrivere versi?

“All’improvviso mi vengono in mente parole o frasi, legate all’esperienza del momento oppure no, e cerco di non dimenticarle, così, appena mi è possibile le scrivo e ci costruisco attorno una poesia”.

 

Hai partecipato a numerosi concorsi di poesia. A quale ti senti maggiormente legata e perché?

“Il concorso che mi ha dato maggiore soddisfazione è stato ‘I colori delle donne’, nel 2006. Ho vinto il primo premio con la poesia ‘Aria’. Affettivamente sono legata anche al concorso Cecco d’Ascoli, organizzato nella città dove vivo, e del quale c’è stata una unica edizione. Ho vinto il premio della giuria popolare con ‘Credo fosse una domenica’ poesia in cui rivedo i miei nonni da giovani”.

 

Quali riconoscimenti hai ricevuto in questi anni?

“Il primo premio di cui ho parlato, segnalazioni di merito, premi alla creatività, pubblicazioni in siti web, riviste, antologie poetiche…”.

 

Quante liriche hai scritto?

         “Circa duecento”.

In quali pubblicazioni sono state inserite le tue poesie?

“In antologie di molti concorsi poetici, giornali, riviste…”.

 

Quali sono le tematiche più ricorrenti nel tuo lirismo?

“Amore, morte, amicizia, infanzia, ricordi, famiglia, sensazioni, spiritualità…”.

 

Nel 2001 ti è stato assegnato un prestigioso primo premio. In quale concorso poetico?

“Nel 2001, primo premio giuria popolare Premio Cecco d’Ascoli con la poesia ‘Credo fosse una domenica’”.

 

Un quinquennio dopo, ottieni un altro importante podio alto con la poesia “Aria” di cui accennavi vagamente in apertura. Esattamente dove?

“Premio ‘I colori delle donne’, primo premio con la poesia ‘Aria’, ad Ascoli Piceno. La poesia racconta di una rinascita spirituale”.

 

L’anno prima, però, hai pubblicato la prima duplice raccolta di liriche “Allora splenderò – Il tempo è una carezza” (Edizione Mef – L’Autore Libri Firenze). Me ne parli?

“’Allora splenderò – Il tempo è una carezza’ è la mia prima, duplice silloge poetica, pubblicata con L’Autore Libri Firenze. Contiene anche poesie scritte da giovanissima , 15/17 anni. Alcune poesie sono ancora acerbe, altre più mature, nella seconda parte”.

 

Nei mesi scorsi, invece, hai “partorito” un altro volume di poesie dal titolo “Fiori mai nati – Flower unborn” (edito da Librati). Di cosa si tratta?

“’Fiori mai nati – Flowers unborn’ la considero la mia opera matura. Ne sono molto soddisfatta. L’opera è dedicata a mio fratello Gianluca, morto suicida nel 2006, per amore. Le poesie parlano di un amore impossibile e della morte. Bellissima la prefazione di Alberto Moreno”.

 

Ed è tradotta in lingua inglese: vero?

“Sì, il libro è tradotto in inglese dal regista inglese Mark Halliley, mio caro amico”.

 

Senti Elisabetta, cos’è e cosa rappresenta per te la poesia?

“La poesia è la mia possibilità. Possibilità di esprimermi, di sfogarmi, di piangere, di ricordare, di fermare nel tempo, di celebrare. La poesia è la mia compagna di vita, mi fa sentire meno sola”.

 

Chi ha influenzato la tua scrittura poetica?

“Nessuno in particolare, ma sono sempre stata affascinata da Giacomo Leopardi…”.

 

Abitualmente cosa leggi?

“Romanzi, trattati di psicologia, libri sulla spiritualità, il Vangelo…”

 

Come trascorri il tuo tempo libero?

“Passo il tempo con mia figlia Ginevra, leggo, vado al cinema, esco con le amiche…”.

 

Cos’è, per te, la felicità?

“C’è una mia poesia in ‘Fiori mai nati’, che s’intitola ‘Felicità’ e finisce così: ‘ed io ti riconosco vecchia amica, ma tu sei già lontana’”.

 

Chi è, per te, Dio?

“Dio è l’origine, Dio è Amore, Dio è il mio rifugio, Dio è gioia”.

 

Quali sono i tuoi principali ideali?

“Libertà, Giustizia, Onestà, Famiglia, Rispetto del prossimo, Amicizia, Bellezza”.

 

Quali sono ancora i tuoi prossimi progetti artistici?

“Il 22 maggio scorso ho partecipato al IV Festival della parola nel Mondo, leggendo alcune mie poesie. Spero di comporre, nei prossimi due anni circa, 50/60/70 belle poesie per realizzare un nuovo libro e magari che questa volta non debba autoprodurmi ma possa contare su di uno sponsor…”.

 

MICHELE BRUCCHERI