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ANGELA CHIOSI, LA POETESSA NAPOLETANA DAL CUORE GENEROSO

ANGELA CHIOSI, LA POETESSA NAPOLETANA DAL CUORE GENEROSO

giu 23 2010

Michele Bruccheri intervista l’autrice del volume in versi “E Ccreature, il Cuore e la Rosa – Le Voci dell’Anima”. I proventi devoluti ad una Fondazione. E’ anche l’ideatrice e curatrice di un importante concorso nazionale di Poesia

 

 

 
 Angela Chiosi

Nel suo cuore palpitano nobili sentimenti e quando scrive poesie canta, orgogliosa e a squarciagola, i valori universali: l’amore, la vita, l’eternità… Anche il dolore, il perdono… Scrive liriche con il cuore e sovente ama trasmettere messaggi forti. Lei, Angela Chiosi, 51 anni, poetessa napoletana, possiede una sensibilità umana e poetica eccezionale e rara. Una tensione morale davvero straordinaria. Coltiva tenacemente i valori della legalità e della solidarietà. In virtù della sua profonda conoscenza delle varie classi sociali e delle diverse culture. Un’alterità che è e diventa ricchezza, patrimonio collettivo, preziosa risorsa.

 

Scrive nella splendida lingua partenopea, ricca di molteplici sfumature e di variopinti colori. Nel suo volume in versi “E Ccreature, il Cuore e la Rosa – Le Voci dell’Anima” di 72 pagine, intense e nutrienti, c’è il suo cuore altruista che pulsa in favore dei sacri valori della vita. C’è la pregevole prefazione di un sacerdote, don Luigi Merola. L’autrice encomiabilmente ha destinato tutti i proventi del libro alla Fondazione guidata dal prete napoletano. Un gesto esemplare, generoso, eloquente. “La Voce del Nisseno”, nella versione online, l’ha intervistata.  

 

Quando scopri la tua passione per la Poesia?

“Sono sempre stata affascinata dalla Poesia dei grandi Autori del passato ma anche di alcuni contemporanei: la nostra amata Alda Merini, una delle mie preferite, per il suo scrivere così vero, diretto, anche spietato se vuoi,  ma sempre carnale. Ha svolto un compito meraviglioso: ha saputo dar voce agli esclusi, la poesia vera ha questo potere rivoluzionario se vuoi, rompe le barriere, davanti a lei, quando è pura, non esiste omertà, né luoghi comuni. Perciò nel modo più bello e nobile che esiste al mondo denuncia e sprona gli animi al cambiamento in positivo a  favore dei grandi valori umani. La mia vena poetica si è aperta in una maniera così spontanea che quando è avvenuto non avevo neanche compreso cosa mi stesse accadendo: da poco nella mia vita di giovane donna era entrato per la prima volta il dolore, quello forte per la perdita del mio giovane papà e mi ricordo che in una stretta al cuore dovuta alla sua mancanza ho avuto l’esigenza di fermare sul foglio i pensieri lucidi e musicali che mi giravano nella mente. Dopo è stato come partorire, rileggendoli ho pianto per la commozione e mi sono sentita accarezzata da qualcosa di amorevole che non avevo mai conosciuto prima”.

 

Hai pubblicato il volume in versi “E Ccreature, il Cuore e la Rosa - Le Voci dell’Anima”. Me ne parli?

“Dopo più di venti anni di ‘scrivere in poesia’ il mio patrimonio in versi era diventato cospicuo. Ma è soprattutto per le mie numerose attività culturali portate in giro con varie associazioni per conto del comune di Napoli nelle scuole, nelle piazze e in alcune emittenti televisive regionali che era arrivato il momento per me di mettersi veramente in gioco come autrice. Allora un giorno con la mia cartellina piena di poesie mi sono presentata da sola nella casa editrice storica che per me era ed è un mito: la Tullio Pironti Editore,  ho lasciato lì  la cartellina che doveva essere esaminata. Con trepidazione e forse senza troppe speranze. La casa editrice Pironti è molto selettiva ed è molto attenta alla scelta dei testi ai quali affida il proprio marchio. La sorpresa è stata qualche giorno dopo quando il responsabile Paolo Baldassarre mi ha comunicato che tutta la commissione esaminatrice, compreso lo stesso Tullio Pironti, si era entusiasmata e commossa alla lettura dei miei versi. Questa è stata per me un’emozione indimenticabile! La diffusione è nazionale e per questo i testi in vernacolo sono anche stati tradotti in lingua”.

 

Nel libro c’è la prefazione di don Luigi Merola. E’ vero? Come l’hai coinvolto?

“La prefazione del mio libro è stata scritta da don Luigi Merola ed anche questo è avvenuto in maniera spontanea e naturale. Mi spiego. Ho scritto nella primavera del 2006 una poesia che è anche un testo di canzone ‘E  Ccreature’ che denuncia la poca considerazione ma soprattutto la scarsa difesa dei bambini di questa attuale società, tanti delitti efferati proprio a loro danno, per non parlare delle violenze fisiche e psicologiche. Oltre una forte denuncia, questo testo - che poi è diventato una canzone - esorta tutte le persone che hanno ancora umanità a prendere fortemente a cuore la difesa, i diritti sacrosanti dell’infanzia. Come dico nel testo (in napoletano): ‘I bambini sono Angeli che giocano sulla Terra e gli Angeli non si uccidono, non si sequestrano, non si tolgono gli occhi, i reni, il cuore e non si mettono in mostra in Internet per farli vergognare! I bambini non vogliono niente, solo darti un sorriso e non si aspettano il male! E ora basta! Adesso tutti ci dobbiamo ribellare! A chi di noi è rimasta un po’ di sana umanità, i protettori degli Angeli dobbiamo diventare!’. Questa canzone anni fa è stata adottata dalla Fondazione di don Luigi Merola ‘A  Voce de Creature’ diventando con mio orgoglio la sua colonna sonora. Personalmente collaboro oggi attivamente con la Fondazione di don Luigi e dato che nella raccolta ‘E Ccreature, il Cuore e la Rosa” è contenuto il testo suddetto, ho ritenuto giusto devolvere tutti i diritti del libro alla Fondazione, che nel quartiere Arenaccia di Napoli toglie i bambini e i ragazzi dalla strada dandogli istruzione, attività ludiche e formazione al lavoro, ma soprattutto li educa alla legalità e ai valori umani”.

 
 Momento poetico di Angela Chiosi

 

Cosa scrivi essenzialmente? Quali sono le tue tematiche predilette?

“I sentimenti sono la molla più forte che smuove la mia poesia e la fa scaturire, ma anche l’ambiente, il mio amore per madre Terra, ne sento forte il legame, mi sento e mi raffiguro spesso ad un suo albero che si nutre di lei grazie alle radici e che con i rami aperti (le braccia) aspira a toccare il Cielo! Credo che la Vita per essere vissuta appieno ha bisogno di un Cuore aperto ad accogliere tutto, pronto anche a sanguinare se occorre, ma non deve chiudersi mai a nessuna richiesta dell’altro, altrimenti non c’è scambio e senza scambio non ci sarà nessun arricchimento e nessuna crescita. Nasciamo sicuramente per evolvere spiritualmente o questo percorso non avrebbe nessun senso”.

 

Tu hai scritto: “La poesia mi ha dato la chiave, la dolce alchimia che mi ha permesso di tramutare il dolore in Amore Universale”. Cosa significa?

“Michele, confrontarsi con la Poesia che è uno specchio Potente, significa doversi guardare veramente nell’anima come si è. Questo è molto faticoso però produce dei frutti meravigliosi, un essere ‘centrato’ è un essere che nella vita sarà in grado di affrontare qualsiasi prova, metabolizzare ogni Dolore o perdita sofferta, una persona che coglie il sottile ma determinante legame con il Tutto. Un essere che sa gioire delle cose più semplici, come un raggio di sole che ti cade sul viso e che senti come una carezza che Dio ti fa oppure lo stupore e il meravigliarsi di fronte a una rosa che si schiude avanti ai tuoi occhi, che ti fa dono del suo colore e del suo soave profumo e che ti fa avvertire che è lì proprio per te a darti gioia. Il sorriso dei bambini, anche quelli che incontri per strada e che ti sorridono improvvisamente senza conoscerti, non è forse l’Amore che tutto permea

nel Creato che ti si sta manifestando? Ora vivo così e di questo. E la mia vita è trasformata ed io ho trovato la mia dimensione, questo mi fa sentire perfettamente a mio agio ovunque sono”.

 

Sei l’ideatrice e curatrice del Concorso Nazionale di Poesia “Poeti…cando”. Qual è lo scopo di questo importante progetto culturale, di cui sei presidente?

“Ho voglia di contagiare quante più persone con la Poesia! In questo particolare momento storico e sociale c’è bisogno più che mai di ‘ritrovarsi’ e di ritrovare i veri valori intramontabili dell’umanità, quelli che ci hanno fatto alzare dalla polvere della preistoria, che ci hanno portati a camminare eretti, testa alta e pensieri verso il Cielo. Ho voglia di passare ai giovani uno spot diverso da quello delle televisioni che spingono ad un consumismo sempre più sfrenato e che non dà soddisfazioni ma solo assuefazione. Vorrei far venire voglia ai giovani a non prendere il loro futuro come un pacco chiuso già confezionato per loro da qualcuno di cui non si sa quasi niente e non si conoscono i veri scopi. Li vorrei invece protagonisti consapevoli con la giusta grinta e con la determinazione di cambiare sistemi obsoleti che hanno fallito il loro intento”.

 

Che differenza c’è tra la tua opera poetica dialettale napoletana e quella in lingua italiana?

“La mia ‘vena’ poetica si è aperta in vernacolo e così è proseguita per diversi anni. Improvvisamente. Non saprei darti nessuna spiegazione, ho cominciato a scrivere poesie in italiano. Così sono nati ‘Il Sogno’, ‘Ordo’, ‘Piangerei’. Ora che mi ci fai pensare, queste poesie hanno lasciato un attimo lo spunto personale per aprirsi a tematiche più vaste, universali”. 

 

Chi sono i tuoi poeti preferiti?

“Sono una napoletana orgogliosa di esserlo, quindi i grandi che hanno cantato la mia Napoli. Sono molto letti da me. Di Giacomo lo adoro, Capurro, lo stesso De Curtis in arte Totò, ma amo nella stessa maniera Prevert, Neruda, Garcia Lorca, Kahlil Gibran, Salvatore Quasimodo per il suo Ognuno sta solo sul cuor della Terra trafitto da un raggio di sole ed è subito sera. E ancora tanti altri senza confine di nazionalità e di epoca perché la Poesia trascende tutto questo”.

 

Quale poesia, di altri, avresti voluto scrivere e perché?

“Una l’ho appena citata: ‘Ed è subito sera’ di Quasimodo. Poi: ‘I ragazzi che si amano’ di Prevert  ed anche ‘Questo Amore’, sempre sua.  Di Pablo Neruda: ‘Il tuo sorriso’. Ma soprattutto: ‘Mi piaci silenziosa’”.

 

Chi sono i tuoi scrittori prediletti?

Dante, l’immortale. Coelho, Tiziano Terzani,  Ernest Hemingway  per il ‘Vecchio e il Mare’. Ce ne sono ancora tantissimi…”.

 

Generalmente, che musica ami ascoltare e perché?

“Chiaramente il gusto negli anni si è maturato con la conoscenza. Oggi posso dirti che le colonne sonore, alcune arie di opere di musica lirica importanti e la musica del grande Lino Cannavacciuolo sono le mie preferite. Ma ascolto anche con gioia i grandi interpreti della musica leggera come Mina, Lucio Battisti (poeta), Sinatra, Bublè, Aznavour, Eddy Napoli. Massimo Ranieri e non per ultimo!”.

 

Qual è il tuo colore preferito?

“La mia vita è scandita proprio da periodi in cui cambiava la preferenza del colore. Sono passata

inizialmente dai leggerissimi azzurri polvere ai rossi aranciati di qualche tempo fa, ad oggi che vesto quasi sempre di bianco! Lo adoro”.

 

Dimmi tre aggettivi per descriverti come persona. Quali?

“Passionale, spontanea, ribelle”.

                        

Chi è Dio per te?

“Il Respiro (Tutto e l’essenziale)”.

 

Quali sono i tuoi valori di riferimento?

 “I miei valori scaturiscono dalla considerazione che gli altri siamo noi, quindi il rispetto e l’Amore”.

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti artistici e culturali?

“Il mio prossimo libro sarà un romanzo, parlerà di storie che si intrecciano, vite vissute, esperienze. E poi la canzone, amo scrivere testi di musica leggera che attualmente sono in lavorazione per la parte musicale. Porterò avanti nel tempo il Concorso Nazionale di Poesia ‘Poeti...cando”. Partecipate anche dalla grande e bella Sicilia”.

 

MICHELE BRUCCHERI