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STEFANIA BELLETTI AMA IL COLORE FORTE CHE BUCA LA TELA RACCONTANDO SE STESSA

STEFANIA BELLETTI AMA IL COLORE FORTE CHE BUCA LA TELA RACCONTANDO SE STESSA

lug 13 2010

Michele Bruccheri intervista la brava pittrice romagnola. Nelle scorse settimane ha allestito la sua prima Mostra personale. Un evento artistico che ha riscosso notevoli apprezzamenti    

 

 

 
 Stefania Belletti

Amerebbe stare sempre con un cavalletto, le tele e i tubetti di colore per dipingere. Nonostante i suoi impegni lavorativi, comunque, la dolce romagnola Stefania Belletti coltiva un’intensa attività artistica. E nelle scorse settimane ha realizzato un grande sogno della sua vita: allestire la prima mostra personale. Uno spazio espositivo assai apprezzato, all’interno del Gelso Hotel di Bellaria Igea Marina. Un evento artistico-culturale che ha, innegabilmente, un duplice significato: il coraggio di esporre e di esporsi. Mostrare il suo innato talento, la sua straordinaria passione pittorica.

 

Dipinge con eleganza e semplicità: fiori, paesaggi marini, nature morte… Con disarmante naturalezza. E’ un mix di timidezza e di vulcanico entusiasmo. Parafrasando Emilio Giovanneschi si dedica alla “magia del colore ad olio, al piacere del suo odore intenso, al fascino che lascia sulla tela bianca…”. Ecco l’intervista rilasciata al nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”, nella versione online.        

 

Nelle scorse settimane è stata inaugurata la tua prima mostra personale di pittura. Esattamente dove?

“Ad Igea Marina, in un hotel”.

 

Da chi è stata organizzata?

“Da Tonino, della Costa del Sole Galleria, che contiene quadri e opere di artisti più famosi di me”.

 

Qual è stata la reazione del pubblico?

“La reazione è stata buona, nel senso che i miei lavori sono piaciuti molto. Ma io sono una sconosciuta a livello artistico. E se qualcuno che si può permettere di acquistare arte lo fa con un artista conosciuto...! La strada è ancora lunga, mi hanno detto che oltre alla passione ci vuole anche la pazienza e la perseveranza”.

 

Come si è espressa la critica, cioè gli addetti ai lavori e la stampa?

“Abbastanza bene, direi. Ho fatto un intervista sul giornale locale, il Nuovo di Bellaria Igea Marina. Giusto per farmi conoscere nel mio paese e chi mi considerava niente, ora si ricrede su me stessa. Che so fare qualcosa di buono, di bello”.

 

Quando è nata la tua passione per la pittura, Stefania?

“Da giovanissima, da adolescente, sentivo dentro me il sacro fuoco dell'arte. Altro che scuola alberghiera! Ho cominciato così dal niente, comprandomi tutto da sola e da autodidatta mi avventuravo in un mondo sempre più misterioso e affascinante. Più mi ci addentravo e più sentivo che era il mio mondo, la mia realizzazione”.

 

Quanti quadri hai dipinto?

“Molti. Attualmente in galleria sono una quarantina, forse qualcosa in più. Molti dei miei lavori passati li ho regalati. E alcuni, proprio le mie prime bozze, sono tutte appesi a casa dei miei genitori”.

 

Cosa ami dipingere di più e perché?

“Amo il surrealismo. Amo dipingere paesaggi marini. Adoro perdermi nei colori forti delle albe e dei tramonti. Mi piace mischiare il colore e creare nuove tonalità, amo immergermi nel colore forte, che penetra e buca la tela, amo dipingere nature morte, oggetti, fiori, frutta, foglie e qualsiasi cosa l'estro mi suggerisce anche se non è reale. Ma deve piacere a me, prima di tutto, deve emozionare me. Pazienza se ad altri non piace la mia arte; deve colpire, non importa se al negativo o al positivo”.

 

Come e perché nascono le tue pitture?

“Nascono così per istinto. Perché lo sento dentro, come un desiderio profondo. Sono la realizzazione di me stessa, di quello che sono io. I miei lavori rappresentano il mio ‘io’”.

 

A chi ti ispiri dei grandi pittori?

“A nessuno in particolare. Dicevo che amo il surrealismo, quindi quel genere di pittura che è reale, ma non è realtà. I grandi capolavori del Seicento”.

 

Qual è l’opera pittorica di altri che avresti voluto dipingere tu e per quale motivo?

“Non lo so, non ci ho ancora pensato. Io sono io. Stefi e basta”.

 

Che genere di libri preferisci leggere?

“Romanzi, romanzi d'amore. Di epoche passate o moderne. Bellissime storie ambientate in bellissimi posti che mi devono intrigare, affascinare e identificarmi nella protagonista. Libri in cui io posso uscire dalla mia realtà: viaggiare con la mente, volare sulle ali della libertà, essere finalmente me stessa”.

 

Quali sono i tuoi gusti musicali?

“Amo la musica italiana. Adoro Alberto Fortis e rimango legata ai vecchi mitici anni Ottanta in cui sono cresciuta. Tutti i miei idoli degli anni Ottanta e la dance di quel periodo, i Duran Duran, Scialpi…”.

 

Sei sportiva?

“Sì, molto. Pratico fitness in palestra e yoga”.

 

Credi in Dio?

“Una volta, ora non ne sono tanto sicura. Non so perché, è solo una sensazione”.

 

Quali sono i tuoi valori irrinunciabili?

“La libertà, l'amore, la fiducia”.

 

Quali sono i tuoi pregi e quali sono, se ci sono, i tuoi difetti?

“Pregi? Non so, sono timidissima. Sono testarda. Se mi prefiggo un obiettivo, non sto bene se non arrivo alla meta. Credo nel grande amore. Poi, sono della Bilancia. Vai un po’ tu a vedere, così vedi anche i miei difetti. Sono molto ribelle e istintiva. Forse un po’ egoista, ma è un retaggio della mia famiglia di origine”.

 

Che tipo di programmi televisivi guardi?

“Le fiction, di ogni tipo”.

 

Qual è l’ultimo film che hai visto?

“Fiction, appunto”.

 

Chi è il tuo attore preferito e perché?

“Non lo so. I giovani attori di oggi mi piacciono abbastanza”.

 

Qual è il tuo sogno ancora da realizzare?

“Il vero amore, fare della mia arte un vero e proprio lavoro in cui sentirmi appagata completamente nella mia persona. Grazie Michele”.

 

MICHELE BRUCCHERI