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“LIBRA” DI BARBARA BRACCI: UN CALEIDOSCOPIO DI SENTIMENTI E DI EMOZIONI

“LIBRA” DI BARBARA BRACCI: UN CALEIDOSCOPIO DI SENTIMENTI E DI EMOZIONI

set 22 2010

L’intervista di Michele Bruccheri alla giovane poetessa umbra che due anni addietro ha pubblicato la raccolta di liriche all’insegna dell’ermetismo. I suoi versi sono inseriti in alcune antologie. Intensa la sua attività culturale 

 

 
 Barbara Bracci

Ama la poesia e nutre una profonda passione per i versi. Adora coccolare le parole che diventano liriche. Barbara Bracci, umbra di 27 anni, è una poetessa di notevole calibro che ha già ottenuto importanti e prestigiosi riconoscimenti. Riservata, introspettiva, timida, come ammette lei stessa tranquillamente, possiede tuttavia un eloquio fluido, chiaro ed efficace. In fondo, il “virus” della comunicazione scorre nel suo sangue.

Infatti, è laureata in Comunicazione di massa e tra poco conseguirà la specializzazione in Comunicazione Multimediale. Vanta alcune collaborazioni con varie testate giornalistiche della zona, un’esperienza preziosa e divertente, edificante, per comprendere meglio, dall’interno, il variegato ed affascinante mondo della comunicazione e dell’informazione. La sua attività culturale è intensa, su molti fronti. Come ad esempio, recensioni e giurie in diversi concorsi letterari.

Due anni fa ha pubblicato il volume in versi intitolato “Libra” (edito da Albatros Il Filo). Un caleidoscopio di emozioni e di sentimenti, una narrazione dell’universo interiore dell’uomo. Una raccolta poetica all’insegna dell’ermetismo “che segue il filo invisibile dell’imperfezione – sostiene -. Un filo da cui ci sentiamo attanagliati, ma che è invece la cifra distintiva di ognuno di noi”.

Per lei, la poesia è coinvolgimento emotivo, partecipazione spirituale, scintilla d’eternità. E’ lampo di emozioni. Ecco l’intervista integrale che ha rilasciato al nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”, nella versione online.

Sei laureata in Comunicazione di massa. Esattamente di cosa si tratta?

“Comunicazione di massa è un corso di laurea che fa parte della classe delle lauree in Scienze della Comunicazione e fornisce una preparazione spendibile in settori come l’editoria e i nuovi media. Le nuove tecnologie sono sempre state viste con sospetto nel corso della storia, dalla stampa a caratteri mobili, alla fotografia, al cinema, alla televisione. Ma io credo che raccogliere la sfida tecnologica sia necessario e naturale per l’evoluzione di una civiltà, tutto questo senza un giudizio valutativo positivo o negativo.  E’ proprio per approfondire questa mia passione per la comunicazione e le sue forme che mi sto specializzando in Comunicazione Multimediale”.

Che significa, concretamente, occuparsi delle complesse tematiche legate alla produzione del senso, capire come nasce e si struttura ogni forma di comunicazione?

“Durante i miei studi ho potuto conoscere e approfondire materie affascinanti come la linguistica, l’etica della comunicazione, la semiotica, la comunicazione giornalistica, visiva, pubblicitaria, radiotelevisiva, e dunque mi sono avvicinata agli specifici linguaggi di ogni mezzo di comunicazione.  Il sociologo Mc Luhan diceva che ‘il medium è il messaggio’, nel senso che ogni diverso strumento di comunicazione, indipendentemente dal contenuto del messaggio veicolato, modifica le nostre percezioni e il nostro immaginario. Ritengo dunque importante conoscere in profondità ogni mezzo di comunicazione con le proprie intrinseche caratteristiche”.

So che hai collaborato con diverse testate giornalistiche. Di cosa ti sei occupata?

“Durante il liceo ho cominciato a collaborare con un quotidiano locale scrivendo articoli di cultura e spettacoli, ma l’esperienza più stimolante e formativa è stata al Corriere dell’Umbria, nell’estate del 2007, durante uno stage universitario. Mi occupavo della cronaca di Perugia. E’ stato divertente lavorare in una redazione, capire come nasce materialmente, giorno per giorno, un quotidiano, partecipare alle conferenze stampa e seguire gli eventi locali, come le folcloristiche sagre paesane”.

Sei anche membro fondatore di un’associazione. Me ne parli?

“Lingua in Corso è un’associazione di Promozione sociale con sede a Perugia, nata per diffondere la lingua e cultura italiane nel mondo, tramite corsi di italiano rivolti a turisti e immigrati e attraverso iniziative mirate alla valorizzazione del territorio umbro, come corsi di cucina tipica, escursioni e visite guidate, partecipazione a laboratori artigiani. Tra le altre attività, abbiamo anche ideato e realizzato la mostra-concorso fotografica VitalEtà, dedicata agli anziani”.

Due anni addietro hai partorito la tua prima silloge intitolata “Libra”. Qual è il “succo” di questa opera d’esordio?

“’Libra’ è una raccolta di poesie di ispirazione ermetica che segue il filo invisibile dell’imperfezione. Un filo da cui ci sentiamo attanagliati, ma che è invece la cifra distintiva di ognuno di noi. In questa mia prima silloge si parla di tutti i sentimenti e le emozioni che accomunano l’uomo, sotto il segno, appunto, di una imperfezione universale che ci rende creature vive e sofferenti. Il riferimento del titolo alla bilancia è solo superficiale perché ‘libra’ è soprattutto una voce del verbo librarsi: un’attività e una leggerezza che ci possiamo permettere soltanto prendendo consapevolezza della nostra umanità e dei nostri limiti”.

Dove l’hai presentata e qual è stata la reazione dei lettori e del pubblico?

“Il libro è stato presentato a Roma e ho avuto modo anche di promuoverlo in radio, durante la trasmissione ‘La luna e i falò’, condotta da Flavia Weisghizzi, e in occasione della partecipazione al programma televisivo ‘Caffè letterario’, in onda sull’emittente romana IES TV. Ma il lavoro di promozione continua in Internet, attraverso i miei blog, il mio sito e anche tramite le interviste e le recensioni. Sono molto felice, a questo proposito, delle buone recensioni ottenute e pubblicate in vari portali letterari e siti specializzati. La poesia non è un genere popolare, ma sono comunque soddisfatta dei consensi che ricevo dai lettori, come lo sono delle critiche, quando capisco che sono motivate e espresse da persone competenti in materia”.

E’ vero che la lirica dal titolo “Solitudine” è stata selezionata da Maurizio Costanzo?

“Sì, è vero. Seguendo la sua rubrica radiofonica ‘Poetando’, in onda due volte al mese su Radio1 e dedicata alla poesia, ho pensato di inviare il mio libro a Maurizio Costanzo. Dopo poco tempo sono stata contattata dalla redazione di Radio1 e mi è stato detto che Costanzo aveva scelto la lirica ‘Solitudine’ per la lettura in trasmissione. Mi ha fatto molto piacere, è stata una bella soddisfazione ascoltare la bravissima lettrice interpretare i miei versi”.

Un’altra soddisfazione te l’ha regalata la poesia “Cuore di grano”. Perché?

“’Cuore di grano’ è stata la prima poesia che ho inviato a un concorso letterario, circa un anno fa. Il concorso in questione era Un amore oltre l’estate, promosso da Enrico Folci Editore. La poesia ha ricevuto una menzione di merito ed è stata inserita nell’antologia del premio. Come primo approccio al mondo dei concorsi posso dirmi soddisfatta”.

Il volume “Libra”, inoltre, ti ha donato un’ennesima soddisfazione. Di cosa si tratta?

“Incoraggiata dall’esperienza positiva di Un amore oltre l’estate ho partecipato alla seconda edizione del Concorso Letterario Poetare è d’amore, con la lirica ‘Amore’, tratta da Libra, e stavolta mi sono classificata tra i finalisti, avendo così il piacere di pubblicare nella relativa antologia”.

“L’amore cieco”, una poesia inedita, è stata selezionata nell’ambito del Premio di Poesia Monet. Concretamente cosa significa?

“’L’amore cieco’ è una poesia che ho scritto appositamente per il Premio Monet  ‘I colori nella poesia’, nell’ambito del quale ha ricevuto una menzione di merito che mi ha dato dunque modo di collezionare un’ulteriore antologia”.

Tuttavia, vi sono altre poesie che verranno inserite in importanti e prestigiose antologie. Succintamente, puoi elencare i vari progetti editoriali?

“Pubblicare nelle antologie insieme ad altri autori è sempre una piacevolissima esperienza. Tra le antologie già edite e in pubblicazione ricordo, oltre a quelle già citate, La Tempesta, La Donna, Il peccato tra le righe, Profumo di poesia, Verrà il mattino e avrà un tuo verso VIII, Poesie d’amore, Parole sparse IX e il Florilegio Occhietti Neri 2010”.

E poi?

“E poi spero di continuare a essere presente in altre antologie, visto che continuo a partecipare a concorsi letterari che hanno come unico premio la pubblicazione”.

Nell’ambito del concorso di Poesia “Occhietti Neri 2010”, di cui abbiamo vagamente accennato qualcosa, hai ottenuto un secondo posto. E’ vero?

“Sì, mi sono classificata al secondo posto nella sezione Poesia Libera con la lirica Rosso Poeta ed è stata una grande soddisfazione dato l’altissimo numero di partecipanti e vista la serietà organizzativa, l’impegno e la passione per la cultura dimostrati dall’Associazione Occhietti Neri”.

E una menzione di merito l’ha ricevuta la poesia “Inafferrabile”. E’ così?

“Sì, la lirica Inafferrabile  ha ricevuto una menzione di merito al Concorso Letterario Guardandomi allo specchio vedo la mia immagine riflessa e penso…, anche questo indetto da Enrico Folci Editore”.

Hai anche ottenuto alcuni terzi posti in concorsi e premi nazionali. O no?

“Sì, mi sono recentemente classificata terza ai Premi Nazionali di Poesia Parole Sparse IX e Chiaramonte Gulfi, rispettivamente con le poesie Il limbo delle parole e Mentre leggo.  Due riconoscimenti che mi gratificano, perché credo che i concorsi letterari siano un utile e importante strumento di confronto col mondo della critica, nonché un modo per farsi conoscere nel settore e acquisire credibilità”.

Mi risulta che cinque tue liriche sono state scelte nell’ambito del Premio per la creatività giovanile. Di cosa si tratta? E quali sono le liriche in questione?

“Il Premio per la creatività giovanile della città di Marsciano è una mostra-concorso che consente ai giovani di esporre le proprie opere artistiche per tutta la durata del festival, previa selezione. Le mie poesie ( Rosso Poeta, Come la mia nonna, Inafferrabile, Estetico Anestetico e Mentre Leggo) sono state scelte dalla giuria per la sezione Arte Creativa e hanno ricevuto il premio speciale Scambio d’Autore. Sono felice che, in mezzo alle arti figurative come la pittura e la scultura, anche la poesia, che certamente non ha lo stesso impatto visivo, sia riuscita a far sentire la propria voce”.

So che hai vinto anche con il testo di una canzone. In quale occasione?

“Ho partecipato a un concorso indetto da Horror Magazine intitolato Una canzone per Scarlett. Lo scopo del concorso era di creare il testo di una canzone ispirata al romanzo Scarlett  di Barbara Baraldi, edito da Mondadori. Il mio testo Nel limbo è risultato vincitore insieme a quello di un altro autore, Glauco Silvestri. Così ora ho la mia copia del romanzo Bambole Pericolose autografata dalla bravissima autrice, Barbara Baraldi appunto”.

Che vantaggi porta essere iscritti, come lo sei tu, all’Albo degli scrittori italiani ed europei?

“L’Albo documenta l’attività artistica e professionale svolta, presso Enti nazionali e internazionali e ha, oltre a quella di promozione nell’ambito di manifestazioni locali o estere, anche una funzione di rappresentanza sindacale”.

So che la tua attività intellettuale e culturale è molto intensa: curi recensioni di libri, sei membro giurato in diversi concorsi letterari… Mi parli di questa interessante esperienza?

“Adoro leggere e recensire libri e pubblico le mie recensioni su Sololibri.net e sul forum Scrittori d’Italia. Oltre a questo sono tra i collaboratori fissi del sito letterario La Biblioteca d’Oro, ideato e curato dalla professoressa e poetessa Santina Russo. Dopo la prima fortunata edizione, anche quest’anno ho l’onore di essere tra i membri della giuria del Concorso Letterario La Biblioteca d’Oro, insieme ad altri validissimi colleghi. Grazie a questa meravigliosa esperienza ho l’opportunità di leggere poesie e racconti provenienti da tutta Italia, e di confrontarmi col panorama poetico e letterario attuale”.

Assieme alla poetessa Federica Volpe sei la fondatrice di un sito poetico. Concretamente cosa fate?

Vir-Us, il nostro sito poetico, intende dare voce ai poeti contemporanei, cercando di rappresentarne al meglio la varietà, attraverso interviste ai poeti stessi e agli editori, ma anche tramite recensioni di libri e concorsi letterari. A questo proposito ricordo il Concorso Letterario I Sette Peccati Capitali , che si concluderà a marzo 2010, e l’appuntamento settimanale con il Poem of the week, che prevede la pubblicazione della migliore poesia giunta al nostro indirizzo e-mail, con relativo commento e biografia dell’autore”.

Chi sono i tuoi poeti preferiti e perché?

“Adoro Ungaretti, per la sua capacità di concentrare l’emozione; la profondità interpretativa e simbolica di Montale, ma anche la schiettezza di Sandro Penna, la modernità incompresa di Emily Dickinson, la dolente partecipazione di Alda Merini, l’ironia di Vivian Lamarque e di Paolo Ruffilli, l’erotismo virtuoso di Patrizia Valduga. E molti altri”.

Che genere di letteratura leggi?

“Leggo poesie, ma anche romanzi di autori contemporanei, italiani e stranieri, perché mi piace ascoltare le voci del nostro tempo”.

Che tipo di musica ami ascoltare?

“Mi piace spaziare a seconda dell’esigenza del momento. Ascolto musica italiana d’autore, ma anche gruppi dark, punk e metal. Apprezzo anche i classici del rock internazionale e la buona musica pop”.

Quali sono, umanamente e artisticamente, le tue principali qualità?

“Sono una persona pacata e ironica, e non amo ostentare le mie qualità. Preferisco sorprendere. Per esempio attraverso la poesia”.

E viceversa, quali sono i tuoi peggiori difetti?

“Sono piuttosto timida, nostalgica, e anche decisamente ansiosa”.

Secondo la tua ottica, la Cultura in Italia è trattata bene o male?

“Credo che, contrariamente a quanto si pensa, ci siano numerose piccole realtà che tentano di promuovere la cultura, sotto ogni sua forma. Il problema, a mio avviso, è nella scarsa risonanza mediatica che si riserva alla cultura stessa. Come ho già detto credo molto nella comunicazione, ma purtroppo la televisione, i telegiornali e i quotidiani si occupano spesso di costume e di gossip sfiorando, a volte, il ridicolo e tralasciando la poesia, la buona musica, la letteratura e l’arte in generale. Credo inoltre che siano necessari passi avanti nel riconoscimento professionale dell’artista, troppe volte considerato un ‘volontario’, nell’ottica, secondo me sbagliata, che la cultura sia un qualcosa di superfluo e dunque non necessario. Mentre invece è il fondamento imprescindibile di ogni civiltà”.

Quali sono i valori ai quali credi ciecamente?

“Credo nella libertà d’espressione e nel rispetto”.

Quale messaggio consegni all’etere?   

“Il mio è, dopotutto, un messaggio vitalistico. Credo nel valore e nella bellezza di ogni attimo che, nel bene o nel male, ci è stato dato di vivere”.

MICHELE BRUCCHERI