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LAURA GAMRON, I CONCERTI IN ITALIA DELLA CANTANTE E PIANISTA ARGENTINA

LAURA GAMRON, I CONCERTI IN ITALIA DELLA CANTANTE E PIANISTA ARGENTINA

nov 27 2010

Colloquio tra Michele Bruccheri e la brava artista sudamericana. Si esibirà, nei prossimi giorni, anche in Germania. Ama ballare il tango

 
 Laura Gamron

 

Quando Laura Gamron, eccellente cantante e brava pianista argentina, mi ha proposto di intervistarla, ho accolto di buon grado il suggerimento. Ne sono rimasto oltremodo felice. La grande artista sudamericana, dalla bellezza più nordica che mediterranea, da sei anni ha intrapreso la carriera come solista. Vanta una lunga e prestigiosa esperienza professionale. Ha vinto numerosi premi ed ha ottenuto molte borse di studio, oltreché menzioni speciali. Si è esibita in Europa e negli Stati Uniti d’America. E nei prossimi giorni terrà concerti, per la prima volta, in Italia e poi anche in Germania.

Capelli biondi, occhi azzurri, di notevole fascino, Laura Gamron possiede una voce che incanta. Dolce e delicata, canta con voce espressiva e carezzevole. Ama enormemente la musica e la danza. Ama ballare soprattutto il tango. La docente di cultura argentina e latinoamericana dichiara, al microfono del nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” (versione on line): “Sono contenta di poter conoscere l’Italia”.   

Quando hai scoperto la tua passione per il canto?

“Ho scoperto la mia passione per il canto durante il corso di studi di pianoforte, partecipando a vari cori sia come solista che corista. E’ stato però solo alla fine degli studi che ho iniziato a pensare seriamente alla possibilità di cantare come solista”.

So che da bambina amavi non solo la musica ma anche la danza. E’ vero?

“Fin da bambina ho avuto interessi artistici. La danza e la musica sono sempre state le mie espressioni artistiche alle quali mi sono sentita legata. In realtà, il primo contatto col tango è stato proprio attraverso la danza. Infatti iniziai ballando nella milonga della mia città natale, Cordoba (la seconda città più grande dell’Argentina, dopo Buenos Aires). Dopodiché iniziai a collaborare con vari gruppi di tango come pianista”.

Quasi dieci anni fa ti sei diplomata in pianoforte al Conservatorio. Come ricordi quel lungo corso di studi?

“Ricordo con molta nostalgia gli anni di studio in Conservatorio. E’ stata un’epoca bellissima della mia vita. Ci si divertiva molto anche oltre lo studio. I fine settimana ci riunivamo tra studenti a suonare fino a notte fonda in casa di qualcuno di noi. Ricordo anche con affetto i docenti che mi aiutarono nel mio percorso di studi”.

Mi risulta che sei docente di pianoforte, ma anche di cultura argentina e latinoamericana. Esattamente dove insegni?

“Ora insegno pianoforte e le materie riguardanti la cultura argentina e latinoamericana nello stesso istituto dove ho studiato, ovvero il Conservatorio Provinciale di Musica Félix T. Garzón della città di Cordoba. In Argentina. E’ una gran fortuna poter rimanere in contatto con le nuove generazioni che passano nella stessa scuola dove mi sono formata io”. 

Dieci anni addietro hai avuto un importante ruolo nell’ambito del festival del tango in Europa. Me ne parli?

“Dieci anni fa, insieme ad un trio di tango che avevo formato, mi sono esibita in Europa in un Festival chiamato ‘Musiche dal Mondo in Tournei’ (Belgio), realizzando molti concerti anche nelle principali città degli Stati Uniti d’America (Houston, New Orleans, Miami) attraverso l’Ambasciata Argentina. E’ stata un’esperienza molto gratificante. Era la prima volta che uscivo a suonare fuori dal mio Paese rappresentando l’Argentina ed ho potuto constatare personalmente come sia gradito il tango nelle altre nazioni”.

Ti sei esibita spesso come solista e in diversi gruppi musicali. Puoi brevemente raccontarmi le principali tappe che hanno lasciato un segno nel tuo cuore?

“Da quando ho iniziato come solista, sei anni fa, ho avuto diversi progetti come cantante che ho amato molto e che mi hanno insegnato cose diverse. Uno di questi è stato ‘Tango Didattico’, che ha avuto il sostegno da parte della Segreteria della Cultura della Provincia di Cordoba. Con questo ho percorso tutto l’interno della provincia ed ho potuto sentire l’affetto della gente e dei paesi dell’interno che ho visitato, che nei due anni di durata sono stati numerosissimi”.

Soltanto sei anni fa hai intrapreso un percorso inedito, ovvero il progetto di cantante solista come mi spiegavi poco fa. Perché?

“E’ stato sempre un grande desiderio quello di cantare ed è cresciuto poco a poco. Avere un progetto come solista dà il vantaggio di avere più libertà nelle scelte artistiche che s’intende fare. Invece essere parte di un gruppo, comporta una scelta in comune. In ogni caso, entrambe sono possibilità bellissime che ho già potuto sperimentare. A volte rimpiango la seconda, magari in futuro tornerò a progettare qualcos’altro in gruppo”.

Dove e cosa hai cantato?

“Nel 2007 ho suonato a Buenos Aires in un bar culturale chiamato ‘La Paila’. In due occasioni all’interno di un ciclo di eventi sul tango che si teneva in quel luogo. Così ho avuto anche l’occasione di partecipare come ospite della famosa Radio 2x4 Tango insieme al noto giornalista argentino Gogó Safigueroa. E’ stata un’esperienza che mi ha arricchito moltissimo, nello stesso modo di quando nel 2009 sono stata convocata come pianista da José Angel Trelles (uno dei cantanti preferiti di Astor Piazzolla), per suonare con lui in un festival di tango. Pepe (il soprannome di Trelles) è davvero un grande, sia come persona che come artista”.

E poi?

“Anche il 2010 si sta rivelando un anno molto produttivo per me. Oltre a cantare in vari programmi radiofonici e televisivi, ho partecipato anche a molti festival importanti tra i quali ‘Realmente Tango’ nel Teatro Real”.

Che genere di musica hai suonato?

“Mi sono sempre dedicata principalmente al tango perché ho sempre sentito una grande passione per questa musica, sebbene gli anni di studio in Conservatorio mi abbiano lasciato un certo gusto anche per la musica classica. Ma allo stesso modo amo il folclore argentino e latinoamericano. E più in generale, tutta la buona musica che mi passa vicino e che ascolto con piacere”.

E’ vero che nei prossimi giorni ti esibisci in alcuni concerti in Italia?

“Sì. E’ vero. Nel mese di dicembre ho in programma molti concerti in Germania e in Italia insieme al Grupo Candombe (in versione di trio), una formazione capitanata dal sassofonista e compositore italiano Silvio Zalambani. Il primo dicembre suoneremo a Verona, il 4 a Ravenna e il 6 a Faenza. Inoltre, anche il 3 e il 5 sarò impegnata come docente di alcuni workshop sul tango con gli alunni della Scuola Comunale di Musica ‘Sarti’ di Faenza. Questa sarà la mia prima visita in Italia e si prospetta molto intensa. Sono molto contenta di poter conoscere l’Italia e anche per questo nutro molte aspettative”.

Chi sono, in generale, i tuoi artisti musicali preferiti e perché?

“Ammiro quegli artisti che mi appaiono rappresentativi del proprio popolo, della propria gente e che abbiano apportato una qualche inventiva geniale col loro eccezionale talento. Tra le cantanti argentine ammiro profondamente Mercedes Sosa, Nelly Omar e Maria Grania, fra le tante. Credo che queste siano le referenti per capire fino a che punto si possa ambire nel percorso all’interno della musica argentina. Invece come musicisti Osvaldo Pugliese, Horacio Salgan, Astor Piazzolla e tanti altri, anche di altri generi, come Alfredo Zitarrosa, Chico Buarque de Hollanda, Chabuca Granda, Atahualpa Yupanki e molti altri”.

Guardati allo specchio e raccontami come sei: quali sono le tue principali qualità del carattere e, se ci sono, quali sono i tuoi peggiori difetti?

“Cerco sempre di crescere. Credo che ciò sia qualcosa di costante nella mia vita, una ricerca personale verso tutti i sentieri che sento necessario percorrere. In questo mio percorso devo però cercare di essere paziente”.

Come trascorri il tuo tempo libero?

“Con la famiglia e amici. Sono le migliori cose della vita”.

Cosa ti piace fare di più, Laura?

“Adoro uscire e camminare. E quando posso, mi piace ballare un tango. E’ sempre un buon esercizio per il corpo e per l’anima”.

MICHELE BRUCCHERI