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I VERSI DI CLAUDIA AMADEI CANTANO GLI ASPETTI DELLA VITA

I VERSI DI CLAUDIA AMADEI CANTANO GLI ASPETTI DELLA VITA

gen 25 2011

Michele Bruccheri intervista la poetessa di Genova che ha già pubblicato un romanzo autobiografico. La sua poesia “Ombre” ha vinto su 2500 autori partecipanti. In cantiere un altro romanzo

 
 Claudia Amadei

 

 

Gabriel Garcia Marquez ha asserito che “la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”. Mi balenano alla mente queste belle e poetiche parole del grande scrittore sudamericano al termine dell’intervista alla poetessa ligure Claudia Amadei. L’artista di Genova, 47 anni appena compiuti, ama la scrittura e soprattutto la poesia. “Voci nell’ombra” pubblicato con la casa editrice milanese Otma è un romanzo autobiografico, la narrazione della sua vita. Un libro forte, importante, delicato, di battaglie, ma principalmente di coraggio e di speranza.

 

Laureata in Lingue e Letterature straniere e moderne, vanta anche un dottorato in traduzione medico scientifico-letteraria. Una delle sue più grandi soddisfazioni è rappresentata, indubbiamente, dalla palma d’oro ottenuta in occasione di un prestigioso concorso. La sua lirica intitolata “Ombre” ha vinto su 2500 autori partecipanti. Una gioia immensa, uno stimolo ad andare avanti. Ed è in cantiere anche il suo secondo romanzo che verrà denominato “L’altro volto del dolore”. La naturale prosecuzione del primo volume che verrà arricchito da molte poesie. I suoi versi, d’altronde, cantano la vita, i sentimenti, le sofferenze… Ecco il resoconto dell’intervista rilasciata alla versione on line del nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”.       

 

Qualche tempo addietro hai pubblicato un romanzo autobiografico dal titolo “Voci nell’ombra”. Di cosa si tratta?

“Voci nell’Ombra è un libro autobiografico. Oltre a narrare la mia stessa storia personale e a far di conseguenza emergere il ‘non detto’, quindi i miei lati oscuri, tratta il mio percorso in crescita, di donna, di madre, a tu per tu con il grave problema comportamentale di mio figlio Raffaele. Le mie sofferenze, di un cammino in solitudine. Sono io di fronte a me stessa, sola contro tutto e tutti, decisa a portare avanti la mia tesi e i miei propositi”.

 

Perché l’hai scritto?

“Nel corso di questi anni, soprattutto da sei anni a questa parte, ho raccolto note ed innumerevoli brevi scritti. Ad un certo punto mi son detta: Perché non far conoscere la mia realtà ad altri? Ecco l’ho scritto proprio per mettere la mia esperienza al servizio di altre persone. Affinché nessuno pensi mai di mollare di fronte ai problemi o difficoltà che siano. Sì, perché se ce la sto facendo io, credo che una via d’uscita esista per chiunque”.

 

Qual è stata la reazione da parte dei lettori e della stampa?

“Ottima direi! Il pubblico mi ama, lo sento. Sono stata accolta calorosamente da ancor prima del mio esordio. Sto strappando commozione, lacrime, speranze. Alcuni mi hanno definita il loro angelo custode, una guida dalla quale attingere consigli. Ciò mi lusinga e gratifica”.

 

Dove l’hai presentato?

“Voci nell’Ombra è stato presentato a Milano dalla casa editrice stessa, presso il Circolo Culturale Alessandro Volta. Mi piacerebbe organizzare una seconda presentazione, magari nella mia città (Genova, ndr) e con la stampa”.

 

Tra i tuoi progetti editoriali più immediati so che c’è un altro libro intitolato “L’altro volto del dolore”. Puoi anticiparci qualcosa?

“Certo… ‘L’altro volto del dolore’ sarà il seguito del primo, la risposta ad alcune domande lasciate in sospeso. Includerà molte liriche”.

 

Una tua grande passione è la poesia. Cosa hai scritto sino ad oggi?

“Ho scritto molto, moltissimo…”.

 

Ricordi, in assoluto, i primi versi che sono nati dalla tua penna?

“Guarda, li so a memoria:

T’amo

Ma non devo amarti

Non devo

Ma t’amo più forte

E stringo

Nel pugno serrato

Ingenue paure

Ed oblii…

Una poesia brevissima. Avevo 18 anni. Ero ancora al liceo”.

 

Poco tempo fa sei stata notata da un poeta: Fabio Amato. Che ruolo ha avuto nella tua produzione artistica?

“Fabio Amato, oltre ad essere un poeta contemporaneo di un certo spessore, è diventato un grande amico. Tra noi è nato un profondo sodalizio artistico. Ci conoscemmo tramite Facebook. Egli lesse per caso una poesia condivisa da una comune amica ‘Mi chiamo Raffa’, dedicata al mio bimbo. Incuriosito, mi domandò l’amicizia. Mi disse che dai miei versi intravedeva un certo talento, che meritavano di essere editati. Quindi mi propose di presentarmi al suo editore e di là tutto ebbe inizio. Fabio è stato il primo a credere in me, a vedermi come un’artista”.

 

So che hai raccolto un prestigioso riconoscimento nell’ambito del Festival della poesia della tua città. Me ne parli?

“Volentieri. Questo è iniziato davvero come un gioco. Il mio gioco personale. Avendo letto di un festival letterario che avrebbe avuto luogo nella mia città, decisi di inviare la mia candidatura. Con mia grande sorpresa fui ammessa. Recitai poesie al microfono e fui applaudita ed apprezzata. Più che un riconoscimento vero e proprio, fu l’occasione per entrare nei salotti culturali genovesi, di mettermi a confronto e conoscere contemporanei quali Tina Cosmai e Antonino Ricca”.

 

Non sono mancate le soddisfazioni nemmeno in occasione del concorso internazionale “Il Federiciano”. E’ vero?

“Sì, è vero. Sono finita nell’antologia Orizzonti con la mia poesia ‘Ombre’”.

 

Che significa umanamente ed artisticamente vincere con una tua lirica, “Ombre”, su 2500 autori?

“Significa ridere, piangere, sentire il cuore che batte all’impazzata come fossi tornata bambina.

Significa provare forte emozione, gioia infinita”.

 

Complessivamente, quante liriche hai scritto?

“Tre raccolte, due delle quale ancora inedite. E poi tante, infinite altre compresi gli scritti giovanili”.

 

Qual è il filo conduttore della tua poetica? Quali sono gli aspetti di cui sei particolarmente sensibile?

“Canto il dolore, il male dell’esistenza, la delusione, l’amore, ma anche la speranza. Scrivo quando il mio cuore ‘ditta dentro’. Il male di vivere è sicuramente l’aspetto che mi favorisce l’ispirazione. A volte spazio, divento quasi filosofica…”.

 

Hai una laurea in Lingue e Letterature straniere e moderne. Chi sono, in generale, i tuoi scrittori preferiti e perché?

“Amo Dickens, Thomas Mann, Oscar Wilde, mi fermo qui sennò la lista è lunga. Adoro le letterature…”.

 

E degli italiani?

“Sciascia, ma anche Pirandello, Verga, Buzzati, Dacia Maraini e molti altri. Sono particolarmente affezionata a Sibilla Aleramo perché è stata la protagonista della mia tesi di laurea”.

 

Quali poeti ami di più? C’è qualcuno che ha influenzato il tuo modo di scrivere?

“Amo molto la poesia. Tutti i poeti del Novecento, in particolare Montale, Saba, Ungaretti.

Autori reali, vivi, concreti. Loro sono i grandi, coloro che hanno davvero cantato il vivere in tutti gli aspetti: dal dolore, alla guerra, alla solitudine… Amo i poeti maledetti, in particolare i francesi Rimbaud, Baudelaire, Verlaine. Qualche volta mi ispiro a loro. Ci accomuna lo ‘Spleen’, l’oppio no!”.

 

Cosa pensi dei giovani di oggi?

“Adoro i giovani e la gioventù. Ho scritto una massima su di loro:

I giovani son come le stelle,

astri a volte accesi

altre spenti.

Ma date loro un sogno da sognare

E brilleranno!

Sì, brilleranno come

Il più fulgido dei pianeti…”.

 

Quali sono le tue principali virtù di donna?

“Perché, ho virtù?!! Ammesso che ne abbia qualcuna credo siano la coerenza, la determinazione e la costanza”.

 

Quali sono invece i tuoi difetti?

“Tanti, troppi. Non li ricordo neppure tutti. Il maggiore è che sono testarda, maledettamente testarda e cocciuta”.

 

Per quali valori o ideali lotteresti tenacemente?

“Per tutto quello in cui credo. La lealtà, la sincerità, l’onestà”.

 

Quali dei tuoi versi ci regali a conclusione di questa intervista?

“Eccoli:

Amai

Seduta all’ombra

Dei cipressi del mio cuore.

Amai

Con foga, rabbia, gioia

Ed occultai gli sguardi

Dolore e noia

Per non perderti nel tempo.

Amai

D’ingenua stima

Anche color

Che della vita

Non compresero la rima.

Amai

Il sole, il mare, il verde d’un prato

Un ricordo

Di vuoto passato.

Amai

Lo stesso Amore

Lo schiudersi

Di un fiore…

Amai

Ed ora piango

Il cuor mio

Che mi fu tolto

E il modo

Ancor m’offende…”.

 

Grazie Claudia. In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti editoriali.

 

MICHELE BRUCCHERI