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“BRICIOLE DI PENSIERO”, LA RACCOLTA DI LUCIA CHERGIA: “LA POESIA E’ MUSICA NEL CUORE”

“BRICIOLE DI PENSIERO”, LA RACCOLTA DI LUCIA CHERGIA: “LA POESIA E’ MUSICA NEL CUORE”

feb 17 2011

Michele Bruccheri intervista la poetessa sarda che ha pubblicato il suo libro d’esordio. Il volume, dedicato ai suoi tre figli, contiene un centinaio di liriche         

 

 
 Lucia Chergia

Quasi cento poesie nell’opera d’esordio di Lucia Chergia dal titolo tanto chiaro quanto inequivocabile: “Briciole di pensiero”. Una preziosa raccolta di pensieri, una miscellanea di emozioni e di sentimenti. Un palpito di vita vissuta reso eterno nei suoi versi. Nativa di Cabras (provincia di Oristano), quarantenne, la poetessa sarda ama visceralmente la scrittura. Il volume è dedicato ai suoi tre figli “con l’augurio che le loro briciole di pensiero siano sempre positive, piene di buone speranze e buoni propositi”.

 

Diplomata presso l’Istituto tecnico commerciale Mossa, ha lavorato per alcuni anni come ragioniera per alcune ditte locali. Poi ha deciso di dedicarsi alla famiglia, facendo la mamma a tempo pieno. Coltivando sempre la sua sconfinata passione per la scrittura poetica. Le ultime tre liriche del libro sono dedicate alla sua città con queste vibranti parole: “Al mio amato paese. Culla di sogni e di speranze, di delusioni forti e notti stanche, di gioie inattese, liete sorprese… a te amato paese”. Dunque, una grande testimonianza di affetto per Cabras. “La poesia è musica nel cuore”, dichiara al microfono del nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” nella versione on line.   

 

Nell’estate dell’anno scorso hai pubblicato la tua prima opera poetica intitolata “Briciole di pensiero”. Qual è il filo conduttore del libro?
“’Briciole di pensiero’ è un libro scritto con il cuore! Un cuore che in certi momenti è stato per così dire in pieno contrasto con la ragione. Una ragione orientata verso il senso comune delle cose, verso la logica, verso il parere inequivocabile di chi mai e poi mai avrebbe osato. La scrittura mi ha aiutata a far sì che i miei pensieri non restassero chiusi ed imprigionati nella mia anima. In alcuni momenti erano talmente contrastanti tra di loro che forse tenendomeli dentro sarei esplosa”.

Mi pare di comprendere che il volume sia intriso di autobiografismo. E’ vero?
“Sì, è vero. Scrivendo e adagiando sui fogli, ciò che era dentro me, quei pensieri, a volte colmi d’amore, gioia, tranquillità, altri invece burrascosi e tristi, hanno acquisito un valore più profondo perché sono riuscita ad esternarli, a colorarli, a renderli poesia. Quindi non si trattava più di semplici pensieri ma di qualcosa su cui riflettere, su cui basarmi per ritrovare me stessa”.

Perché hai dedicato il libro ai tuoi tre figli?
“Quando la vita ti ripaga dagli sforzi, i dolori, le angosce, le delusioni e ti regala quei tesori che sono la tua stessa vita allora è una gioia immensa. Ho voluto dedicare questo mio libro ai miei tre tesori perché vorrei tanto, qualora dovessero mai trovarsi in difficoltà o attraversare dei percorsi impervi o dei momenti critici, non debbano mai arrendersi o abbandonarsi alla sconfitta e sorridere alla Vita in ogni istante, cogliendo il meglio che essa può dare”.

Chi fosse interessato al tuo volume poetico, dove può trovarlo?
“Attualmente ‘Briciole di pensiero’ viene venduto solo in Sardegna, nelle principali librerie o presso la distribuzione generale a Cagliari”.

Quando hai scoperto la tua passione per i versi?
“Ho nutrito una forte propensione alla scrittura fin da piccola con delle semplici poesie dedicate alle mie compagne, amiche. Quando ho da fare un pensiero a qualcuno, una frase, una poesia, una lettera sono ciò che significa per me donare affetto e farmi sentire presente nel cuore di chi riceve”.

Generalmente quando scrivi le tue liriche? Accade più di giorno o di notte? Scrivi a penna o al computer?
“Non vi è un momento preciso che utilizzo per la scrittura. Tutto nasce dall’ispirazione, dallo stato d’animo, dalla capacità ad esternare il mio pensiero in quell’istante. E così la penna scivola su quei fogli come le lacrime sgorgano dai miei occhi tristi o il sorriso illumina il mio volto allegro”.

Delle tue numerose poesie, ce n’è una che ti piace di più delle altre?
“Ogni pensiero racchiuso in quelle ‘Briciole’ parla di me, anche quei pensieri che non si direbbe appartenermi! Ma uno più di tutti racchiude il significato che io ho voluto dare alla parola ‘mamma’ e s’intitola ‘Il figlio peccato’! Esprime l’amore incondizionato che una madre ha per il proprio figlio, per la luce dei suoi occhi, il respiro della sua vita…! E nonostante egli commetta anche l’errore più atroce, lei non potrà mai abbandonarlo, perché così facendo il tramonto abiterebbe per sempre la sua anima”.

Chi sono i tuoi poeti preferiti?
“Il termine Poeta è intriso da una serie di sensazioni che riesco a cogliere ascoltando una canzone, nei versi che essa esprime. Oppure la magia che sa regalarmi una poesia intramontabile come quelle del Leopardi o di Giovanni Pascoli, che amo fin da bambina. Ma colui che riesce ad esprimere la poesia per eccellenza è per me il mio grande mito Fabrizio De Andrè che non considero un cantautore ma un vero Poeta contemporaneo, nonostante la realtà sia sommersa da magica poesia e da poeti di una magnificenza unica”.

 

Qual è la poesia di altri che ti piace oltremodo?
“Sono molto tradizionalista e a questa poesia sono particolarmente legata perché rispecchia ciò che sono, il mio pensiero, ciò che la vita mi ha insegnato. La poesia è ‘Il sabato del villaggio’ di Giacomo Leopardi. Il giusto consiglio che viene dato ai giovani di godere appieno della loro bella età, alla giovinezza, l’età dei sogni e della spensieratezza che egli rappresenta col sabato, il giorno più bello della settimana”.

 

Come definiresti la poesia?
“La poesia per me è sinonimo di bellezza, di semplicità. E’ lo specchio di un’anima docile e vigorosa, è una farfalla che vola leggiadra, un bambino che sorride, un fiore che si schiude, è il passato e l’avvenire. La poesia è musica nel cuore, la passione di un amore, è un cavallo imbizzarrito che galoppa riverente su colline verdi e immense. La poesia è Vita”.

Qual è il romanzo più bello, per te, che hai letto?
“Premetto che amo leggere di tutto. La lettura è un viaggio sconfinato verso nuovi spazi, dove non vi è bisogno di pagare un biglietto o raggiungere chissà quale mezzo. Con la letture puoi sconfinare laddove la realtà ti limita. Tra i tanti romanzi che ho letto, ‘Il nome della rosa’ è uno dei miei preferiti. Amo anche leggere i romanzi di Sveva Casati Modignani. In particolare ‘Mia madre non mi ha mai pettinato i capelli’. Ma è con orgoglio che posso dire di apprezzare anche i romanzi scritti dai miei conterranei: Accabadora e Arrasok Sidi Babai. Un romanzo shardana che parla della mia terra natia”.

A parte la scrittura e la lettura che sono le tue principali passioni, coltivi qualche altro hobby?
“Ultimamente dedico molto spazio a queste forti passioni: la scrittura e la lettura. Il resto delle mie giornate sono dono per i miei figli. Ma non escludo affatto, anzi con piacere posso dire che le mie giornate non trascorrono, senza quella bellissima poesia che regala la musica e che colora le mie giornate”.

La Sardegna è un’isola meravigliosa. Quali sono i punti di forza e quali sono, invece, i punti deboli della tua terra?
“La Sardegna non è soltanto la mia Isola, la mia patria, la mia terra, ma è il mio cuore che batte con forza impetuosa e sorvola tutto ciò che essa regala. Un sole che brilla imponente e maestoso su valli e colline intrise di tradizioni, di canti lontani, di fiabe reali, di doni che la natura offre con semplicità e amore. Il mare d’un azzurro cristallino che accarezza quelle coste paradisiache degne ogni giorni di ringraziare la Vita. Questi sono i punti di forza di questo meraviglioso mondo che abito. Purtroppo i punti deboli oggigiorno sono comuni anche alle altre regioni della nostra bella Italia. La crisi si sente ovunque, non si sa più a dove ambire per trovare un’esistenza felice. Non vorrei sembrare retorica ma forse, avendone l’autorità e le capacità, sfrutterei in maniera rispettabile le risorse che questa terra offre per impedire ai giovani e ai meno giovani di abbandonare il loro cuore Sardegna per poi poterlo solo desiderare vivendo di nostalgia”.

Cosa pensi dei giovani d’oggi?
“Io guardo ai giovani d’oggi con orgoglio e stima. Li vedo caparbi, determinati, desiderosi di conoscere la vita e di scoprirne la sua bellezza, di ambire a culture elevate e degne del loro essere.
Purtroppo ciò che a loro viene trasmesso non è positivo. Vedi le immagini rappresentate dai mass media, gli stereotipi e i modelli che la società offre. Non sopporto quando viene detto ‘i giovani d’oggi..’ con un proseguo di critiche e allusioni. Perché (questo è il mio modesto parere) ciò che genera il giovane è il vecchio; l’educazione è alla base di tutto. Gli scapestrati sono sempre esistiti. Se posso permettermi aggiungo che il dilagarsi del fenomeno ‘droga’ purtroppo è un male di cui non riesco a dare un giudizio o una colpa. Esso è determinato da molteplici fattori dove i giovani a volte si trovano incastrati senza rendersene conto”.

Che tipo di musica ami ascoltare?
“La musica è l’arcobaleno della Vita. In base agli stati d’animo, riesco a divagare su qualsiasi tipo di musica, anche quella classica. Amo De Andrè e Fiorella Mannoia, i Dire Straits, i Pink Floyd, ma soprattutto la musica italiana nelle sue varie sfumature”.

Quali sono i valori ai quali credi tenacemente?
“Il valore simbolo dell’esistenza, l’Amore in tutte le sue forme, la famiglia, l’amicizia, il rispetto reciproco. La passione per la semplicità delle cose può essere visto come un valore importante per me, oltre che il ringraziare la Vita per i sorrisi che ci regala”.

Cosa ti commuove di più?
“Sono molto emotiva, mi commuovo per un nonnulla. Tutto ciò che mi dona delle sensazioni forti per me è pura emozione”.

Cosa ti fa arrabbiare di più?
“Mi arrabbio davanti alle ingiustizie, all’arroganza e alla prepotenza, alla cattiveria, in particolare quella gratuita. Mi arrabbio e soffro nel vedere un bambino star male sia fisicamente che mentalmente… Mi arrabbio perché vorrei che la vita per loro fosse solo gioco e sorriso”.

Quale messaggio consegni all’etere?
“Il mio messaggio è racchiuso nel mio pensiero intitolato ‘Caro Amico mio’ che dedico di cuore a tutti… Ma proprio a tutti”.

 

MICHELE BRUCCHERI