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“ONIRICA”, L’AMBIZIOSO PROGETTO EDITORIALE DI ADRIANO GABELLONE

“ONIRICA”, L’AMBIZIOSO PROGETTO EDITORIALE DI ADRIANO GABELLONE

mar 18 2011

Michele Bruccheri intervista il fondatore della casa editrice milanese che pubblica autori esordienti. Si spazia dai romanzi alla poesia, alla narrativa per bambini e ragazzi. Anni fa ha creato un sito web di scrittura creativa che oggi è Poetika

 

 

 
 Adriano Gabellone

Si è tuffato in un ambizioso progetto culturale. Con vigoroso entusiasmo e inflessibile passione. E’ riuscito ad amalgamare le sue enormi competenze informatiche con le spiccate qualità letterarie della compagna, Daniela Cattani Rusich. Assieme, dunque, a lei, Adriano Gabellone ha fondato la casa editrice Onirica di cui è il direttore editoriale. Pubblicano principalmente autori esordienti, romanzi, poesia, narrativa per bambini e per ragazzi. Ci vuole coraggio e determinazione, lungimiranza e tenacia. Caratteristiche solide in lui e nel suo alter ego, Daniela, che ne è il direttore creativo.

 

Adriano Gabellone nasce ad Alassio trentacinque anni fa “in un’amena cittadina sul mare – dichiara al nostro microfono – in provincia di Savona”. Da madre olandese e da padre ligure, ma di origini pugliesi. E’ riservato, sobrio, però anche affabile e disponibile. Non ama i riflettori della ribalta. Con il nostro periodico d’informazione, tuttavia, si mostra aperto tanto quanto e generoso. E’ stato piacevole e interessante interloquire con lui in questa intervista con “La Voce del Nisseno” nella versione online. Tra le altre cose, è stato fondatore – assieme ad un collega – di un importante sito web di scrittura creativa. E Poetika, una bella realtà, nasce dalle ceneri di Boghes.   

 

Partiamo dalla tua ultima creatura, ovvero la casa editrice Onirica. Come e perché nasce questo ambizioso progetto culturale?

“Il merito è tutto di Daniela, la mia compagna, che mi ha coinvolto con il suo entusiasmo in questo progetto. Volevamo costruire qualcosa assieme e l'unico modo per farlo era unire le mie competenze informatiche e le sue letterarie. Dunque è stata quasi una scelta naturale. Siamo partiti avendo da investire passione e amore per la cultura, e dopo un anno di esperienza posso dire di essermi arricchito sia sotto il profilo professionale che umano, in quanto ho avuto modo di conoscere persone stupende e di sviluppare anche la mia vena creativa”.

 

Chi sono i vostri principali autori? E che genere di libri pubblicate?

“Principalmente lavoriamo con autori esordienti, persone che hanno qualcosa da dire o da raccontare, e lo sanno fare. Pubblichiamo soprattutto romanzi, poesia, e narrativa per bambini e ragazzi”.

 

Un ruolo centrale in quest’avventura editoriale ce l’ha Daniela Cattani Rusich, tua compagna nella vita e direttore creativo. Com’è lavorare con lei?

“Uno sfinimento! Scherzo...!  Daniela,  pur essendo lei stessa un’autrice che ha ancora moltissimo da dire e da dare, lavora incessantemente con amore per Onirica. E’ molto precisa e si ricorda tutto di tutti; se di notte le viene in mente qualcosa da fare per la casa editrice si alza e la fa, mettendo sempre davanti gli altri a se stessa. Io invece vorrei dormire, qualche volta...”

 

A distanza di poco più di un anno, qual è stato il momento più bello ed emozionante legato alla casa editrice?

“In generale le presentazioni con i nostri autori. Vedere la loro soddisfazione, che è anche la nostra, di fronte a un pubblico che apprezza, conoscere nuove persone, fare nuove esperienze”.

 

E quello più brutto e sofferto?

“Anche in questo caso devo darti una risposta generica, nel senso che non c’è stato un momento particolare. C’è il fatto che il tempo non basta mai e il tempo libero, comprese le sere e i fine settimana, è dedicato interamente al lavoro”.

 

La tua famiglia di appartenenza ha, direttamente o indirettamente, influenzato il corso della tua vita. Mi racconti la tua storia?

“Sono abbastanza riservato e parlo con difficoltà del mio rapporto con la famiglia. Comunque, fino all'età di quindici anni ho avuto una vita sostanzialmente normale, probabilmente sono stato il figlio che tutti vorrebbero: avevo bei voti a scuola, ero solare e creativo. Poi la separazione dei miei genitori nell'età dell'adolescenza ha reso più difficile il mio percorso, anche a causa delle difficoltà economiche che si vengono a creare in situazioni come queste, portandomi a disinteressarmi di ciò che mi circondava”.

 

Giovanissimo, all’età di 22 anni, hai lasciato la tua terra ligure per approdare a Milano. Per fare cosa, Adriano?

“Beh, la decisione è maturata soprattutto a causa di quanto detto prima. Ero arrivato a un punto in cui dovevo dare una svolta alla mia vita cercando di prefiggermi una meta. Mi accorsi di aver vissuto di inerzia per parecchi anni senza aver ancora davvero vissuto. Mi capitò un'opportunità lavorativa e la colsi al volo, perché sapevo che forse non si sarebbero fermati altri treni alla mia stazione. A Milano iniziai a lavorare in un'azienda informatica e a mettere le basi per il mio futuro”.

 

Assieme ad un collega hai fondato un sito web di scrittura creativa. Mi racconti questa tua esperienza, a livello professionale ed umano?

“Ero a Milano da solo un anno. Il mondo della scrittura ed io eravamo distanti anni luce, mentre il mio collega scriveva poesie già da ragazzo e frequentava i pochi siti all'epoca presenti sul web. Erano i primi anni di internet, e viste le mie conoscenze nel campo informatico mi propose di realizzare un sito di scrittura, Boghes.it. Fu un'esperienza importantissima per me, il primo passo verso la meta che mi ero prefisso”.

 

Nel 2005 nasce un nuovo sito denominato Poetika.it. Di che si tratta? Di cosa vi occupate?

“Poetika nacque sulle ceneri di Boghes, nel frattempo abbandonato dal mio collega che ne seguiva la gestione, grazie alla preziosa collaborazione di alcuni utenti che ancora lo frequentavano. Assieme decidemmo di fondare un nuovo sito, ricco di servizi, dove ciascuno rivestisse un ruolo ben preciso. Ad oggi credo possa essere ancora considerato uno tra i più importanti siti di scrittura creativa presenti nella rete, benché negli ultimi anni ne siano sorti a centinaia e Facebook abbia distolto l'attenzione dalle realtà più ‘piccole’”.

 

Chi vi collabora?

“Oltre a me ci sono Anna Mazzoccante, Daniela Cattani Rusich e Massimiliano Marconi. Poi saltuariamente altri iscritti ci danno una mano, portando le loro iniziative e animando il sito con i propri interventi”.

 

Parliamo dei tuoi gusti letterari. Chi ami leggere e perché, abitualmente?

”Io amo i thriller, i noir, i polizieschi. In particolare Koontz e King. Poi andando più indietro nel tempo Conan Doyle, Agatha Christie, Poe. Li leggo da quand’ero ragazzo. Col tempo ho imparato ad apprezzare altri generi e mi sono appassionato a ogni tipo di lettura, però il primo amore non si scorda mai”.

 

Chi sono i tuoi poeti prediletti?

“La poesia ho cominciato tardi ad apprezzarla, perché non ho una formazione umanistica, vado a istinto. Ai tempi della scuola ero incuriosito dalla poetica di Dante e del Leopardi, ma grazie a Poetika ho avuto modo anche di scoprire il fascino della poesia moderna. Tra i miei preferiti sicuramente ci sono Neruda e Dylan Thomas. Dei classici ho scoperto con grande piacere Shakespeare”.

 

Che genere di musica ascolti?

“Ascolto le belle canzoni, di qualsiasi genere siano, anche se il mio animo predilige il rock. Queen su tutti, ma anche AC/DC, Zucchero, Dire Straits e Sting. E il primo Vasco Rossi”.

 

Qual è l’ultima pellicola cinematografica che hai visto?

“Ne vedo tutti i giorni, il cinema è una delle mie passioni. L’ultima, cioè quella di ieri, è stata ‘Welcome’, un film francese che tratta la tematica dell'immigrazione clandestina”.

 

Come viene trattata, secondo il tuo punto di vista, la cultura in Italia?

“In questo momento storico direi male. Purtroppo la cultura viene considerata alla stregua di un bene accessorio, quando invece sta alla base della formazione di un essere umano. Basta guardare i tagli che lo Stato sta apportando alla scuola e in tutti i campi artistici. Temo che pagheremo un prezzo alto in futuro, in quanto alle nuove generazioni mancherà l'educazione alla lettura, alla bellezza e l'interesse verso l'arte. Al contrario di quanto si tende a fare oggi, io penso che l'arte sia uno sostegno per lo spirito, e nei periodi di crisi durante i quali persiste un malessere generale, credo sia la base per la rinascita di un Paese. Sono convinto che la creatività prenda sempre spunto da quanto realizzato dagli altri nel passato, e per far sì che nascano nuove idee è fondamentale saper osservare e apprezzare ciò che è stato e ciò che è. Le nuove idee creano movimento, rivitalizzano”.

 

Mi elenchi tre qualità del tuo carattere?
“La pazienza, la sincerità e la coerenza nel lavoro come nella vita. Ma dovrebbero dirlo gli altri”.

 

Mi elenchi anche tre difetti?

“Sono introverso, testardo, abitudinario. E forse un po’ permaloso (questo lo dicono gli altri, appunto)”.

 

Quali sono gli ideali irrinunciabili di Adriano Gabellone?

“La libertà. Perciò non fare mai agli altri ciò che non vuoi che venga fatto a te o ai tuo cari. La libertà personale finisce quando va ad intaccare la libertà altrui”.

 

Sei sportivo?
“Sono un perfetto animale da divano”.

 

Per quale squadra di calcio tifi?

“Non sono il classico tifoso della domenica, ma simpatizzo per l'Inter”.

 

Qual è, infine, il sogno che insegui per poterlo realizzare?

“Beh, credo sia la meta che mi sono prefissato da giovane, ossia avere il tempo di vivere finalmente la mia vita. Perché è una sola”.

 

MICHELE BRUCCHERI