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LA SCRITTRICE GOTH ERIKA POLIGNINO “ILLUMINA” L’OSCURITA’

LA SCRITTRICE GOTH ERIKA POLIGNINO “ILLUMINA” L’OSCURITA’

mag 23 2010

Michele Bruccheri intervista l’autrice milanese di “Nero Fluorescente”. Un romanzo pubblicato un anno addietro e che ha ottenuto un notevole riscontro. E’ collaboratrice culturale nel Moonlight Festival

 

 
 Erika Polignino

Erika Polignino, nata e cresciuta a Milano (“città del mio cuore”, ammette), è una scrittrice goth. L’anno scorso, a maggio, ha pubblicato il suo romanzo d’esordio “Nero Fluorescente” per la Giraldi Editore ed ha riscosso un grande entusiasmo. Un libro forte ed avvincente, dalle tematiche delicate ed impegnative.

 

Una giovane donna che non si arrende facilmente e che sta completando il suo secondo romanzo. E’ inoltre alacremente occupata come collaboratrice culturale nel Moonlight Festival. Di fatto seleziona, in sinergia con gli organizzatori dell’evento, i nuovi scrittori goth che vogliono presentare le loro fatiche letterarie all’interno dell’importante appuntamento wave.

 

Abbiamo incontrato la brillante scrittrice milanese che ha rilasciato questa intervista per la versione online del nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”.     

 

Che significa essere scrittrice goth?

“Il goth è un genere particolare, anzi, speciale, è unico e nel frattempo può affrontare tematiche diverse, abbiamo il goth-horror, il goth-fantasy, il goth-erotico, eccetera. Ed essere scrittrice goth per me significa scrivere tutto ciò che è affine con l’oscurità, sia interiore che quella del mondo che ci circonda. Le paure, i malesseri, i sogni, la speranza… sono molto presenti nelle mie storie, sono parte della vita umana”.

 

L’anno scorso, a maggio, hai pubblicato il tuo romanzo d’esordio intitolato “Nero Fluorescente” (Giraldi Editore). Di cosa si tratta?

“Nero Fluorescente è la storia di Viola, una ragazza 'dark' affetta da sordità ed è ambientata a Milano, la mia città. Il romanzo, oltre ad affrontare il problema della malattia, parla anche della disoccupazione e dei rapporti interpersonali che la protagonista vive quotidianamente analizzando con cinismo e disillusione la società moderna. Nero Fluorescente ha lo scopo di infrangere i tabù della sordità ribaltando lo stereotipo del non-udente”.

 

Dove l’hai presentato?

“Nelle librerie e nelle serate dark”.

 

Qual è stata la risposta del pubblico e dei lettori?

“Molto positiva!”.

 

In che termini si è espressa la stampa e la critica?

“Anch’essa è stata positiva, mi hanno perfino chiesto di scrivere un altro romanzo e, pensa, una redattrice di una rivista femminile di livello nazionale mi ha contattata dicendomi che voleva leggere il mio Nero Fluorescente! Questo mi ha fatto pensare che non solo i gotici leggono i romanzi ‘goth’, anzi, il cerchio è più ampio di quello che pensiamo”.

 

So che fai parte del cast culturale del Moonlight Festival. Esattamente di cosa ti occupi?

“Sono collaboratrice culturale e, assieme agli organizzatori del festival, seleziono scrittori e scrittrici goth che vogliono presentare i loro romanzi durante l’importante evento wave. È un’ottima opportunità, soprattutto per gli emergenti, di farsi conoscere e diffondere le proprie opere. Quest’anno si sono presentati molti candidati e il compito di scelta sarà arduo! Tanti sono dei giovani di grande fantasia e talento narrativo”.

 

Puoi anticipare qualcosa in merito alla prossima edizione che si terrà, entro la prima decade, a luglio?

“Sarà un evento che avrà molto riscontro, più dello scorso anno, per via degli artisti e delle manifestazioni che vi saranno. Invito i lettori a guardare il sito ufficiale del festival, così possono farsi un’idea precisa: www.moonlightfestival.com”.

 

Nel novembre dell’anno scorso hai vissuto due importanti esperienze. La prima, accompagnata dagli Hexperos… Me ne parli?

“Sì, importanti ed emozionanti. Gli Hexperos sono dei musicisti professionisti e persone di grande cuore, basta ascoltare le loro canzoni per capire l’essenza del gruppo. Hanno grande personalità e collaborare con loro è stata un’esperienza stupenda. Alessandra Santovito, la cantante, ha una voce meravigliosa, incantevole ed ogni volta mi rapisce. Assieme a loro, ho aperto il concerto ai Faith And The Muse al Siddartha di Prato, una delle mie esperienze artistiche più belle”.

 

E dopo con Vanni Santoni presso una libreria di Padova. Come è stata articolata l’iniziativa?

“È nato in modo spontaneo da parte mia, e senza impegno, mi piaceva la tematica che Vanni trattava nel suo ‘Gli Interessi in comune’, così ho pensato di proporgli di fare un reading con me nella libreria Lovat di Padova. Lui ha letto il mio libro, gli è piaciuto e ha accettato la mia proposta, partendo dal fatto che i nostri romanzi hanno una connotazione simile nel rapporto con la droga”.

 

Da fonti ben informate, mi risulta che stai preparando un secondo romanzo. Che c’è di vero?

“Il secondo romanzo sta venendo alla luce…”.

 

Mi anticipi qualcosa?

“Noi scrittori siamo scaramantici”.

 

Chi sono i tuoi scrittori prediletti e perché?

“Mi piacciono diversi scrittori, mi è impossibile classificarti quelli prediletti. Ciascuno mi trasmette commozioni diverse. Molti scrittori, italiani e non, hanno uno stile e modo di narrare capace di farmi sognare ad occhi aperti”.

 

Che rapporto hai con la poesia e con i poeti?

“Ottimo rapporto. Amo Saffo, Blake, Rilke, Baudelaire, Rimbaud, Emily Dickinson… tutta la poesia dell’800 e inizi del ‘900”.

 

Quale musica ascolti, abitualmente?

“Ascolto musica new-wave, ebm, neo-folk, nu-metal, ovvero tutta la musica presente nella scena goth, ma ascolto anche altro, ad esempio il genere più rock tipo The Doors”.

 

Sul versante cinematografico, italiano e straniero, chi apprezzi di più e perché?

“Sul versante cinematografico italiano, in questo periodo mi sono puntata sui film di Pupi Avati. Di recente ho visto L’Arcano Incantatore, un film esoterico, e Zeder, dove pochi sanno che è il precursore di Pet Sematary di Stephen King. Riguardo al cinema straniero, sto guardando diversi film di David Cronenberg i quali raccontano storie alienate, dove la pazzia prende piede nella normale vita quotidiana. Una semplice abitudine può diventare follia omicida. Nei suoi film si parla tanto dei mali della nostra società. I protagonisti diventano vittime o mostri per colpa della tecnologia, della chirurgia plastica e altro ancora. Il regista racconta situazioni psicologiche molto complesse”.

 

Qual è il periodo storico che più ti affascina?

“Sono ossessionata dalla Rivoluzione Francese”.

 

Quali sono i tuoi valori di riferimento?

“L’amore e l’amicizia delle persone che mi circondano”.

 

Qual è la tua migliore qualità di scrittrice? E se c’è, qual è il tuo peggior difetto?

“Lascerei al lettore fare questo tipo di valutazione”.

 

Analogamente, come persona, qual è la tua virtù più bella? E il tuo difetto da rimuovere?

“So essere buona e generosa, ma anche testarda e impaziente. E non mi arrendo facilmente”.

 

Scrivi al computer o a penna? Di più nelle ore diurne o di notte?

“Scrivo molto a computer la sera dopo il lavoro. Purtroppo ho poco tempo e spesso scrivo fino a notte inoltrata”.

 

Cosa pensi dei giovani di oggi?

“I giovani hanno molto entusiasmo ed energia, non devono scoraggiarsi se un loro sogno non si è avverato, vuol dire che ci sarà un’altra occasione ad aspettarli. Credere in se stessi è la forza che spinge a realizzare i propri desideri”.

 

E della politica?

“La politica non fa per me”.

 

Credi in Dio?

“Credo nell’Arte, con la A maiuscola. La Vera Divinità”.

 

Quali sono le principali caratteristiche del tuo uomo ideale?

“L’ho già. In carne ed ossa”.

 

Quale sogno vorresti realizzare nel corso dell’anno?

“Segreto!”.

 

MICHELE BRUCCHERI