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ARIANNA CIGNI: “VORREI APPRODARE AL CINEMA CON UN RUOLO DI SPESSORE”

ARIANNA CIGNI: “VORREI APPRODARE AL CINEMA CON UN RUOLO DI SPESSORE”

feb 26 2010

Michele Bruccheri intervista l’attrice e fotomodella romana dal dolce fascino. Ha recitato in teatro. In televisione è stata protagonista di puntata in “Carabinieri 5”. Ha conosciuto anche il grande regista Pupi Avati

 

 
 Arianna Cigni

Attrice teatrale e televisiva di grande bravura. Fotomodella dal fascino dolcemente muliebre ed incantevole. Bella, solare e giunonica, dagli occhi azzurri e magnetici, dai capelli color oro. Nata a Roma da padre di Novara e da madre di Trieste, Arianna Cigni, di appena 33 anni, vanta una carriera professionale di notevole pregio. Un’artista capace di interpretare ruoli diversi, con innegabile padronanza scenica e con enorme entusiasmo.

 

Sono state numerose le sue esibizioni teatrali, raccogliendo sempre consensi e soddisfazioni. E’ stata protagonista di puntata nella serie televisiva “Carabinieri 5” ed ha anche avuto un piccolo ma prestigioso ruolo nella fiction “Incantesino 4” nella parte di un’infermiera. Ha conosciuto uno dei registi più blasonati e competenti, ovvero il grande Pupi Avati. Vorrebbe solide conferme in ambito cinematografico con ruoli di maggiore spessore per dimostrare il suo innato talento.

 

E’ coriacea e piena di grinta nell’ottenere ciò che desidera, “ma – precisa – senza mai scendere a compromessi”. Ecco l’intervista rilasciata al nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”.    

 

Descriviti con pochi aggettivi. Chi è Arianna Cigni?

“Una donna semplice, dolce, romantica e nonostante il lavoro che svolge piuttosto timida. Anche se, nello stesso tempo, determinata e tenace nell’ottenere ciò che desidera, ma senza mai scendere a compromessi”.

 

Quali sono le qualità di papà, nativo di Novara, e quali della mamma, di Trieste, che hai preso?

“Non ho i genitori e quando li ho persi ero troppo piccola per ricordarmelo”.

 

So che ami particolarmente lo sport: quali, ad esempio?

“Equitazione, nuoto, sci e pattinaggio sul ghiaccio”.

 

So che ti piace molto ballare: è vero?

“Sì, molto. Anche se nonostante la mia età, preferisco i balli di altri tempi come il liscio. Ma anche i latino-americano non mi dispiacciono! Mentre quelli da discoteca degli ultimi anni non sono proprio il mio genere”.

 

Muovi i tuoi primi passi, come attrice, nell’ambito del teatro. In quali commedie?

“In ’Pazzo d'amore’ di Sam Shepard (la prima volta che sono salita su un palcoscenico davanti a un pubblico sconosciuto) dove interpretavo il ruolo della protagonista May. E’ la storia di un incesto tra fratello e sorella (fratellastri in verità), travolti dalla passione nell’originaria e innocente inconsapevolezza della loro consanguineità. E poi, una volta rivelata, incapaci di cambiare il corso d’un tragico destino. L’atto unico è un testo disperato che lascia spazio a due aspetti particolarmente suggestivi: lo sviluppo psicologico della morbosità amorosa, la pesante e sudaticcia atmosfera d’un laido motel del Nuovo Messico”.

 

Continua.

“’La famiglia dell'antiquario’di Goldoni dove il Conte Anselmo è più ricco di denaro, che di cognizioni, amante di quadri, di medaglie, di pietre incise… E di tutto ciò che ha l'apparenza, di raro e di antico, si fida di certi truffatori che lo ingannano, facendogli spendere tanti soldi per acquistare una ridicola galleria. Questi ha una moglie, in età d'esser nonna; ha tutte le pretensioni della gioventù, ed una nuora, che non potendo soffrire la subordinazione, freme di non essere l'assoluta padrona. Il Conte Giacinto, figlio dell'una e marito dell'altra, non osando fare alcun dispiacere a sua madre per contentare sua moglie, si trova imbarazzatissimo, e ne porta le sue lagnanze al Capo di casa. Io ho interpretato il ruolo di Doralice, la nuora. Una parte molto divertente, perché i battibecchi con la suocera ‘la contessa Isabella’ era all' ordine del giorno a cui seguivano le risate fragorose del pubblico...”.

 

E poi?

“Sono susseguite tante altre commedie teatrali: Macbeth di Shakespeare dove sono andata in scena con due compagnie diverse (in una interpretavo la parte di una strega, nell'altra il ruolo da protagonista Lady Macbeth dove la soddisfazione è stata sicuramente maggiore). In successione sono arrivati: Don Giovanni di Moliere dove vestivo i panni di Donna Anna, la ‘Favola del figlio cambiato’ di Luigi Pirandello, una commedia corale piuttosto difficile dove ogni attore interpretava più di un ruolo. ‘Il dialogo di una prostituta con un cliente’ di Dacia Maraini, anche qui protagonista. ‘Frankenstein’ di Mary Shelley dove interpretavo il ruolo della moglie. ‘I dialoghi delle cortigiane’ di Luciano di Samosata (autore greco) spettacolo molto interessante dove sfilavano fanciulle costrette nei bordelli a ridere, a suonare il flauto, a cantare e danzare e a far l'amore col migliore offerente. Capaci di affascinare i personaggi più in vista, regnanti e uomini di governo ricchi e potenti, queste ‘etère’ della Grecia antica erano circondate dal desiderio e dalla passione amorosa di numerosi uomini, di cui appagavano gli egoismi e le sregolatezze, ma che suscitavano in essi anche un senso di ambiguo timore per la pericolosità di questi amori non socialmente regolati. Un altro spettacolo che mi ha dato molto è Favole di Oscar Wilde con la regia del grande Giancarlo Sepe. E’ stato un grande successo arrivando a toccare le 180 repliche. E poi, caro Michele, ho partecipato a tanti altri spettacoli dove però avevo ruoli minori, ma comunque importanti
per la mia crescita di attrice”.

 

Mi ricordi lo spettacolo brillante “Streap tease… con sorprese”?

“Una sana comicità per giovani e meno giovani, il fascino della bellezza femminile; una storia comica, brillante, maliziosa e intrigante. Ecco gli ingredienti dello spettacolo. La commedia, scritta e diretta da Giannalberto Purpi, si svolge negli anni Ottanta. E’ una sorta di mini-serial che racconta al pubblico le storie alcune buffe, alcune amare dei personaggi che popolano il club privato ‘Amami’. Un bellissimo ricordo. Mi sono divertita moltissimo, nonostante la mia predilezione per i testi drammatici. Ne hanno parlato molto bene i quotidiani nazionali, tra cui ‘Italia sera’, ‘il Messaggero’ e ‘la Repubblica’”.

 

Quale regista, tra tutti, ti ha insegnato di più?

“Sicuramente Giancarlo Sepe, ma anche Bindo Toscani per la loro sensibilità e profondità artistica nel cogliere anche le più piccole sfumature che non tutti riescono a vedere, ma secondo me indispensabili per farti crescere a livello artistico”.

 

Dove hai studiato recitazione?
Alla ‘Scaletta’, diretta da Giambattista Diotajuti a Roma”.

 

Nel tuo bagaglio professionale c’è anche la televisione. Mi riferisco, intanto, ad “Incantesimo 4”. Mi racconti questa pregevole esperienza?
Pregevole sì, ma essendo un piccolo ruolo (interpretavo un’infermiera) non ho avuto la possibilità di andare oltre”.

 

Nel piccolo schermo hai avuto un ruolo anche nella serie di “Carabinieri 5”. Cosa facevi?

“Protagonista di puntata. Interpretavo il ruolo della donna di un boss che alla fine si pente e confessa tutto ai carabinieri tradendo e incastrando così il compagno”.

 

Senti Arianna, mi racconti il tuo ruolo di giornalista grintosa nella soap “Sotto casa” trasmessa da Rai Uno?

In quella situazione interpretavo il ruolo di una giornalista grintosa, appunto, molto determinata e senza scrupoli, sempre a caccia scoop e nonostante tutti gli ostacoli che doveva superare (per fartela breve) riusciva sempre a uscirne vincente con l'invidia dei colleghi”.

 

C’è anche il cinema, nella tua carriera, con la prestigiosa regia di Pupi Avati… Cosa hai fatto?

Era un piccolo ruolo e facevo la segretaria in una scuola nel film ‘Ma quando arrivano le ragazze?’ Ma sono stata comunque felice di conoscere il grande Pupi Avati, non solo come regista ma anche come persona”.

 

In quale tipo di ruolo ti piace recitare di più e perché?

Sicuramente nel ruolo della ‘cattiva’! Il perché te lo spiego subito: essendo nella vita fin troppo buona ed ingenua, mi piacerebbe recitare un ruolo che nella vita di tutti i giorni non mi appartiene, sfatando questo tabù in una possibile interpretazione”.

 

Chi è la tua attrice italiana preferita?

“Monica Vitti e Laura Morante”.

 

E tra le straniere chi è la più brava?

“Senza dubbio Meryl Streep”.

 

Chi è l’attore più bello e chi è l’attore più bravo, secondo te?

Il più bello, anche se molto bravo, rimane Brad Pitt. Ma il più grande in assoluto, secondo me, è Dustin Hoffman”.

 

Quali sono le principali prerogative del tuo uomo ideale?

“Non ho un ideale preciso ma deve colpirmi! Deve essere, comunque, sensibile, romantico, dolce e sincero, tutte caratteristiche che mi appartengono”.

Sei stata sovente anche voce recitante in molte presentazioni di libri. Quale ricordi con maggiore trasporto e piacere?

“Sicuramente ‘Il baule nella prateria’ di Stefano Jacurti che mi ha trasmesso la passione per il western”.

Sei anche una fotomodella. Di cosa ti occupi concretamente?

Di più situazioni a partire da pose per il trucco, abbigliamento e tela per poi finire a fare gossip. Ho lavorato inoltre anche come attrice di fotoramanzi in Grand Hotel e Cioè. E come fotomodella in gp magazine, Vip, Salute e Beauty, In forma perfetta, Donna moderna”.

 

Cosa cambieresti del tuo corpo e perché?

“Sorrido alla tua domanda, ma non cambierei nulla”.

 

Cosa ti rende felice, in assoluto?

“Il vero amore e un lavoro come attrice inaspettato, magari nel ruolo della cattiva”.

 

Da uno a dieci, quanto contano per te: soldi, amicizia, amore?

“Essendo una romanticona non ho dubbi e metto al primo posto l'amore. Gli do un bel dieci. Poi l'amicizia: 8 e mezzo. Infine i soldi che per me sono importanti, ma solo per la sopravvivenza”.

 

Preferisci il mare o la montagna? E perché?

“Il mare senza ombra di dubbio! Amo molto nuotare, specie in mari puliti e poi mi mette più allegria”.

 

Quali sono, infine, i tuoi sogni più ambiziosi?

I sogni più ambiziosi… Diventare un’attrice stimata ed apprezzata per la bravura e la versatilità di interpretare parti diverse e magari approdare al cinema con un ruolo di spessore”.

 

MICHELE BRUCCHERI