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L’ARTE NEI SASSI DI CATIA MINIATI

L’ARTE NEI SASSI DI CATIA MINIATI

feb 19 2010

L’intervista di Michele Bruccheri alla pittrice nativa di Roma, ma abruzzese d’adozione. Vive in provincia de L’Aquila. Ama l’acrilico. Dipinge anche su stoffa e vetro. Gli animali sono i suoi soggetti preferiti

 
 Catia Miniati

Coltiva con grande entusiasmo la passione per il disegno e per la pittura. Dipinge su stoffa e vetro, pittura ad olio, ama l’acrilico e il carboncino è stato il suo esordio artistico. I suoi soggetti preferiti sono gli animali. E’ molto brava e delicata nel dipingere sui sassi ben levigati raccolti nel mare e nei fiumi.

Catia Miniati, 48 anni, nativa di Roma, abita da trent’anni in Abruzzo. Esattamente a Luco dei Marsi, in provincia de L’Aquila. E’ diplomata Maestro d’Arte ed è specializzata in oreficeria. “Non faccio progetti ma ho tanti sogni”, risponde al cronista che le chiede avidamente notizie. Ecco il resoconto dell’intervista rilasciata a “La Voce del Nisseno”.   

Artisticamente, chi è Catia Miniati in arte Lorena?

“Hai presente la storia del dott. Jakyll e Mr. Hyde? Ecco, io mi bevo l’antidoto, prendo possesso del mio corpo e mi trasformo in Lorena. Separo le due nature dell’animo umano. Gioco con colori e pennelli e sto bene, artisticamente. Sono una persona che cerca di fare le cose che le piacciono e la rendono felice”.

Sei specializzata in oreficeria. Concretamente che cosa significa?

“La specializzazione in oreficeria tratta nel progettare gioielli e crearli, ma purtroppo io tutto ciò l’ho trascurato sposandomi appena diplomata. Ma ho sempre coltivato la passione per il disegno e la pittura”.

Come ricordi il corso di pittura ad olio con Gianni Petriccone?

“Il corso di pittura è stato e lo è tutt’ora una bella esperienza, visto che ancora lo frequento. C’è sempre da imparare; e poi si è creato un bel gruppo che è difficile da abbandonare”.

Tra le tue competenze, inoltre, c’è anche l’acrilico e il carboncino. Che differenze vi sono?

“Ho iniziato con il carboncino. Mi permetteva di lavorare con disinvoltura e sicurezza più della matita. Con esso si possono ottenere una vasta gamma di effetti tonali, dal grigio chiarissimo al nero intenso. Gli acrilici sono il mio amore attuale, dei quali non potrei fare a meno. Asciugano subito e mi permettono di andare avanti con il dipinto velocemente. C’è chi trova gli acrilici difficili da maneggiare proprio per questo, la soluzione adatta potrebbe essere un ritardante, che rallenta l’asciugatura di parecchie ore”.

Ti occupi di decorazione su stoffa. In cosa consiste?

“Ho anche dipinto su stoffa confezionando tende, centrotavola, copertine per neonati... Il tutto consiste nel dipingere su un altro tipo di supporto, in questo caso stoffe di ogni genere, chiaramente con colori specifici”.

E la decorazione su vetro cos’è?

“La pittura su vetro, con l’uso di smalti a freddo, è una pratica decorativa di semplice esecuzione, non richiede procedimenti complessi o grandi spazi, ma il risultato è di grande effetto”.

Quale delle tue opere ti piace di più?

“Se parli di quadri ad olio, posso dirti che il mio preferito è il ‘primo’, una copia della ‘natura morta con coltello’ di Goigan. Ogni volta che lo guardo ricordo le sensazioni che ho provato in quel momento: paura, incertezza e soddisfazione alla fine. Invece tra i sassi dipinti è difficile dirlo! Ne ho fatti talmente tanti che non ricordo. Ce n’è uno in particolare che l’ho fatto per un mio amico artista, rappresenta un drago. Ancora ricordo i suoi occhi quando gliel’ho dato”.

Dipingi sui sassi, dicevi. Dove li trovi?

“Dove capita. Naturalmente devono essere ben levigati. Chi più dell’acqua sa fare questo? Perciò nel mare e nei fiumi”.

Mi pare di capire che il tuo soggetto prediletto, artisticamente parlando, sia l’animale. Ne raffiguri molti. O no?

“Gli animali sono i miei soggetti preferiti, li amo molto. Con loro posso giocare sulle espressioni e sui colori”.

Quale genere di pittura ami particolarmente e perché?

“Non voglio ripetermi ma il mio amore è proprio l’acrilico, il dipinto si anima sotto il mio pennello con la velocità che voglio io. Sono io che conduco il gioco”.

Hai partecipato a molte mostre di artigianato. Quali?

“Nella mia zona sono abbastanza conosciuta, ma non riesco a partecipare a tutte le manifestazioni in cui mi chiamano. Ho partecipato per tre anni alla mostra di ‘Arti e Mestieri’ a Castelvecchio Subequo (AQ), alla mostra di prodotti tipici e artigianato a Rocca di Mezzo, organizzata dal Parco Sirente - Velino, a varie mostre organizzate da pro loco, associazioni, gruppi del mio territorio. Insomma tante…”.

A quale ti senti più legata, dal punto di vista affettivo ed artistico? E perché?

“Quella di Rocca di Mezzo è quella che più mi piace. Prima di tutto per l’organizzazione, non c’è da discutere niente. Calore e disponibilità da parte dei ragazzi che organizzano”.

Proprio nelle scorse settimane hai partecipato ad un importante evento a Rocca di Mezzo. Di che si è trattato?

“E’ stata una manifestazione dedicata alla valorizzazione e promozione della tipicità agroalimentari e artigianali locali. Una vera e propria vetrina del gusto e dell’arte. Mai come adesso l’Abruzzo ne ha bisogno”.

Nei prossimi giorni sarai ad una mostra collettiva a Roma con il gruppo “Il Mosaico” di cui fai parte. Cosa porterai?

Porterò cinque quadri ad olio. Quattro rappresentano fiori. L’altro un tramonto su Roma, dedicato alla mia città”.

Quale pittore avresti voluto essere?

“Sanzio Raffaello. Che divinità!”.

Che genere di libri leggi?

“Tra i libri spazio molto, ma soprattutto narrativa”.

Che tipo di musica ascolti?

“Musica di cantautori italiani”.

Cosa ti rende felice?

“Bella domanda! Il sorriso di mio figlio, l’abbraccio di mia madre, un panino con la nutella, comprare un pennello, un bacio del mio amore, tante piccole cose mi rendono felice”.

Sei credente oppure no?

“Sono credente ma non frequento la Chiesa”.

Di cosa hai paura, abitualmente?

“Della violenza”.

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Non faccio progetti ma ho tanti sogni”.

 

MICHELE BRUCCHERI